Polpette di Paolo


polpette

Chi non ha mai fatto le polpette? Ebbene, io ho un privilegio, perchè c’è chi me le fa.

Mio marito Paolo, che in cucina è un campione se si tratta di sedersi a tavola, meno se deve preparare, ha il suo cavallo di battaglia nelle polpette “come le faceva la sua mamma”.

Confermo che sono davvero speciali, quindi vi passo la ricetta, anche perché è giusto concedergli questo momento di gloria

Gli ingredienti per circa 40 polpette:

  • 300 grammi di carne macinata di qualità (eh no, qui niente avanzi!)
  • 5 fette di pan carrè (o equivalente di pane avanzato non troppo duro)
  • 1 bicchiere circa di latte
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • Parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale
  • 1 cipolla
  • Qualche cucchiaio di olio di oliva
  • Salsa di pomodoro

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

Diligentemente trascrivo: preparare il pane spezzettato in un piatto, bagnarlo con il latte e schiacciarlo con la forchetta, di modo da ottenere una crema (regolarsi con il latte, tenersi un po’ scarsi e poi, eventualmente, aggiungerne).

In una ciotola capiente impastare la carne con il pane bagnato, le uova, il prezzemolo, e aggiungere qualche cucchiaio di Parmigiano, aumentandone la quantità se l’impasto risultasse troppo molle e appiccicoso. Impastare molto bene, aiutandosi con le mani (!).

Regolare di sale e, a piacere, di pepe.

Preparare le polpette della grandezza di una pallina da ping pong

Affettare o tritare la cipolla, trasferirla in una padella (che dovrebbe essere larga abbastanza da contenere le polpette in un solo strato), rosolarla dolcemente e, rabboccando con qualche sorso d’acqua ogni tanto, farla stufare finchè non diventa trasparente

Versare abbondante salsa di pomodoro (un vasetto da 500 ml), farlo scaldare molto bene e insaporire nel soffritto, eventualmente salare, quindi spostare le polpette nella salsa. Con il calore, queste si rassodano subito. Cuocerle qualche minuto, girarle, infine coprirle e lasciar terminare la cottura per circa 20 -25 minuti.

Pur così semplici, sono davvero squisite! Un sapore da “domenica in famiglia” che piace a tutti.

Come contorno, suggerisco di proporre un purè di patate, e se esagerate con la salsa, il giorno dopo potete condirci la pasta.

Ed ecco Paolo!

Paolo

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Muffin salati con pomodoro fresco a pancetta croccante


 

Quando ho poco tempo faccio impasti unici, quando ne ho un pochino di più, faccio volentieri i muffin.

Questi offrono il piacevole contrasto tra il sapore pieno della pancetta e quello fresco dei pomodorini freschi.

Ecco gli ingredienti, per otto muffin:

  • 250 grammi di farina 00
  • 1 fetta di pancetta spessa circa 2 centimetri (se affettata, calcolate 100 grammi scarsi)
  • 1 scalogno o 1 piccola cipolla
  • 1 bicchiere di latte
  • 4 cucchiai di olio evo + un pochino per i pomodori
  • 4 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • 12 pomodori Piccadilly (né troppo piccoli, né troppo grandi)
  • Foglie di basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 uova
  • sale
  • 1 bustina di lievito istantaneo per impasti salati
  • I stampo in silicone per muffin, oppure i coppettini monodose

 

Tempo di preparazione: circa 30 minuti

Tempo di cottura: circa 20 minuti

 

Ho tagliato la pancetta a cubetti, ho tritato lo scalogno, ho messo tutto insieme in una padellina antiaderente e ho rosolato tutto insieme. La pancetta si è in parte sciolta, così ho raccolto il grasso in eccesso, in questo modo

 

L’ho scolato e ho lasciato raffreddare il tutto.

Ho tagliato a pezzettini i pomodori e li ho conditi con il basilico spezzettato, lo spicchio d’aglio tagliato a metà e qualche goccia di olio.

Ho sbattuto le uova con il latte, ho aggiunto il parmigiano e ho salato leggermente.

 

Ho acceso il forno, statico, a 180°

Ho messo la farina e il lievito in una ciotola, ho mescolato bene, poi ho aggiunto, nell’ordine: le uova sbattute con il latte, la pancetta rosolata e senza il grasso in eccesso, i pomodorini tagliati senza l’aglio (non tutti, ne ho salvato un paio di cucchiai per la decorazione). Ho aggiustato di sale.

L’impasto deve risultare come una crema densa.

Ho trasferito la crema in una brocca e così, comodamente, l’ho versata negli stampi

Ho messo in forno, ormai a temperatura, e ho controllato la prima volta dopo circa 20 minuti. Ho alzato la temperatura a 200° per circa dieci minuti.

Una volta sfornati, li ho lasciati intiepidire prima di sformarli.

Li ho serviti su piattini individuali, con qualche spicchio di pomodoro fresco a fianco.

Strategie: se avete particolarmente fretta, con lo stesso impasto potete fare un plum cake, e il risultato sarà comunque buona. Però i muffin sono belli da presentare, e si conservano meglio.

Il consiglio di lettura è “Memoriale del convento” di José Saramago. Questo libro me lo ha fatto conoscere, e da allora ho letto tutte le sue opere.

Torta con i cioccolatini Lindor


 

Io adoro il cioccolato e, come tutti i veri appassionati, preferisco il fondente, più cacao c’è meglio è. Così, trovandomi in casa una discreta quantità di Lindor, cioccolatino squisito ma un filo stucchevole, ho risolto di utilizzarne una parte per fare una torta.
Ecco il procedimento, e gli ingredienti:

400 grammi di farina (io, per i dolci, scelgo la 0 o la 00)
• 150 grammi zucchero
• 50 grammi burro
• 5 – 6 Lindor misti, al latte e fondenti
• 3 albumi
• 1 bicchiere grande di latte + un po’
• 1 bustina di lievito per dolci
• Zucchero a velo

Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 40 minuti circa

Prima di tutto, ho preparato gli ingredienti pronti per la lavorazione, ho fatto ammorbidire il burro nel forno a microonde, ho tagliato a pezzetti i Lindor, ho montato a neve ferma gli albumi.
Ho acceso il forno statico a 180°.
Nella planetaria ho mescolato la farina con lo zucchero, ho aggiunto il burro e un po’ di latte per favorire l’impasto, quindi i cioccolatini, infine gli albumi a neve, aiutandomi sempre con il latte perché, alla fine, bisogna ottenere un composto morbido e cremoso.
Infine, ho aggiunto il lievito, setacciandolo con un colino, mescolato bene, poi ho trasferito l’impasto in una teglia a cerniera ben foderata con cartaforno.
Ho messo in forno e controllato la cottura dopo 30 minuti. Come sempre, il dolce è pronto quando, pungendolo con una forchetta, i rebbi escono puliti.
Ho lasciato raffreddare un po’ la torta, infine l’ho sformata, trasferita su un piatto, coperta con zucchero a velo e decorata con tre ovetti di cioccolata.
Non è troppo dolce, non c’è troppo cioccolato, è quindi una torta ottima anche per la colazione e la merenda, insieme a una tazza di latte o un bel tè caldo.
Strategie: Se vi avanzano dei cioccolatini, anche scompagnati, fateci una torta 😉

 

Plum cake salato con cipolle e fave di cacao


Anche io, come Simona, ho in frigorifero un piccolo avanzo di fave di cacao che, dopo un primo entusiastico utilizzo, erano state un po’ trascurate.

Stasera mi sono imposta di utilizzarle, ed è nato questo plum cake salato dal sapore particolare e molto gradevole: un mix delicato dove la cipolla esalta la sua dolcezza grazie al tono deciso delle fave di cacao.

Gli ingredienti per circa sei – otto persone, per l’impasto:

  • 150 grammi di farina
  • 3 uova
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 bicchiere di latte
  • 3 bei cucciai di Parmigiano grattugiato
  • 1 bustina di lievito istantaneo in polvere
  • Sale

Per il contenuto:

  • 2 cipolle rosse di medie dimensioni (o equivalente)
  • 10 circa fave di cacao
  • ½ bicchiere di latte
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione dell’impasto: 10 minuti

Tempo di preparazione e cottura delle cipolle: 30 minuti

Tempo di cottura del plum cake: 40 – 50 minuti

Ho preparato le cipolle, le ho pulite, affettate sottili, trasferite in un piccolo tegame con l’olio e un pochino d’acqua, e le ho fatte stufare lentamente, salandole. Dopo una decina di minuti ho aggiunto il latte e ho continuato la cottura finchè sono risultate quasi sfatte.

Ho tritato le fave di cacao

Ho acceso il forno statico a 180°

In una ciotola, ho sbattuto le uova, aggiunto la farina, il sale e amalgamato, aggiungendo pian piano l’olio, il latte, il Parmigiano e infine il lievito. L’impasto deve risultare morbido e cremoso.

Ho aggiunto le cipolle stufate e trasferito tutto in uno stampo da plum cake (il mio in silicone, così non c’è bisogno di ungerlo), poi in forno.

Il plum cake è pronto quando, dopo averlo punto con una forchetta o uno spiedino, questo uscirà perfettamente pulito.

Compatibilmente con il tempo a disposizione, meglio farlo raffreddare completamente prima di sformarlo.

Strategie: è possibile preparare le cipolle in anticipo, anche il giorno prima

Variazioni sul tema: questa è un’altra ottima ricetta che si presta perfettamente al recupero e al riciclo degli avanzi. Avete in frigo qualche verdura? Fatela a pezzettini, saltatela in padella e usatela come ripieno del plum cake. Lo stesso può essere fatto con avanzi di salumi e formaggi, sempre tagliati a dadini. L’unica attenzione deve essere rivolta all’armonia dei sapori e alla ricerca di abbinamenti appetitisi.

Qualche esempio? Pomodori e olive oppure acciughe, formaggio con noci o nocciole, verdure insaporite con erba cipollina …

Consiglio di lettura:

Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel: Una delicata storia d’amore, un libro che si compone di dodici capitoli, uno per ogni mese, a cui è associata una ricetta di antica tradizione mesoamericana

 

Quando il cibo può proteggerci dall’inquinamento atmosferico


In buona parte d’Italia stiamo vivendo giornate pesantissime a causa dell’inquinamento atmosferico: siccità prolungata, mancanza di ventilazione e traffico esasperato hanno reso l’aria irrespirabile.
Il problema è serio, perché viene detto a chiare lettere che le malattie portate da questa situazione sono molte e gravi, così mi sono chiesta se, a tavola, fosse possibile fare qualcosa per dare almeno un piccolo contributo a proteggere la nostra salute, nostra e dei nostri cari
Cerca che ti cerca, su un vecchio numero de La Cucina Italiana (novembre 2006) ho trovato un articolo che tratta proprio questo argomento, e ho deciso di copiare qui i suggerimenti di una rivista che è nota da quasi un secolo per la sua serietà.
“Per comporre un vero e proprio menu antismog, non si deve certo rinunciare al gusto. Molti prodotti di stagione hanno caratteristiche ideali per aiutare l’organismo nella sua battaglia contro gli inquinanti.
Spinaci, zucca e radicchio sono verdure assolutamente preziose: gli spinaci occupano il primo posto tra i vegetali ricchi di antiossidanti, la zucca è una fonte eccellente di vitamina A e le sostanze amare del radicchio proteggono il fegato
– Il cavolo è l’alimento specifico contro i tumori. Sembra che queste virtù siano legate alla vitamina C (combatte i radicali liberi) alla cisteina (particolare aminoacido protettivo), alla ricchezza di indoli (efficaci contro il cancro della mammella) e al sulforafano, composto capace di eliminare sostanze cancerogene come quelle prodotte dallo smog
– Le noci dono un’ottima fonte di rame, minerale indispensabile per il buon funzionamento del sistema immunitario. Proteggono anche la pelle, mantenendola liscia e morbida, per merito dell’acido linoleico e della vitamina E.
– Uva nera e mirtilli hanno in comune un alto contenuto di antociani, pigmenti che danno il colore scuro alla buccia e che svolgono un ruolo protettivo fondamentale nei confronti dei vasi sanguigni
– Gli agrumi sono frutti preziosissimi per il loro alto contenuto di vitamina C. Per sfruttarli al meglio, conviene mangiarli con un po’ della pellicina bianca (albedo) che ricopre gli spicchi una volta sbucciati
– La mela ha, tra le sue tante virtù, anche quella di proteggerne i polmoni e migliorarne l’efficienza. Secondo una recente e approfondita ricerca inglese, il consumo di cinque mele alla settimana migliora sensibilmente l’attività respiratoria
– Lo yogourt merita un posto frequente nel menu antismog: ricco com’è di fermenti lattici, aiuta l’intestino a filtrare le sostanze indesiderate e migliora la sua funzionalità
– I pesci, soprattutto quelli un po’ grassi come il salmone e il pesce azzurro, contengono acidi grassi importanti per la costruzione delle membrane cellulari, le prime a essere danneggiate dai radicali liberi quando colpiscono i tessuti”.
Confesso che non avrei mai pensato di contrastare i problemi all’apparato respiratorio … mangiando!
Questo tipo di inquinamento fa sentire impotenti, non si può certo smettere di respirare. Avere qualche strumento per sentirmi attiva e combattiva mi rende molto felice.
Buon sano appetito a tutti!