Pillola della settimana – Riflessioni

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L’ultima “pillola” dedicata allo spreco alimentare ha ricevuto alcuni commenti molto interessanti, che aprono nuovi scenari da considerare e su cui riflettere.

Libera scrive:

  • Trovo devastante la predisposizione dell’uomo a voler “monetizzare” tutto, calpestando etica, sensibilità e buon senso. Io che ho vissuto l’epoca del “pane e latte” ogni giorno e “del cibo non si butta”, mi trovo a disagio, caratterialmente non sono una che “fa finta di non vedere e sapere” e questo mi rattrista … Sarà ripetitiva ma alla fine della lettura dei tuoi post per questo tema, ribadirò sempre che io il mio lo faccio e così spero che arrivino a farlo tutti: partendo dalla famiglia in primis, dalla scuola e dalle istituzioni che dovrebbero dare il buon esempio. C’è una gran confusione, non si possono tollerare le contraddizioni dell’informazione: prima dicono una cosa, un minuto dopo l’esatto contrario: un’offesa alla nostra intelligenza.

Qui è molto interessante il richiamo alle istituzioni e ai locali pubblici. Sono loro i primi a sprecare, loro che muovono grandi quantità di cibo, e per fortuna ora c’è una legge che li richiama all’ordine, ma deve essere applicata e ci vorrà tempo. Dobbiamo noi stessi sentire la potenza del piccolo gesto quotidiano. Se stiamo per buttare qualcosa che può essere recuperato, dobbiamo vedere con la fantasia le migliaia di persone, nel mondo, che stanno facendo lo stesso gesto, e che invece si fermano, non buttano, ma recuperano quel piccolo avanzo. Ecco il valore del singolo!

Simona commenta:

  • Io considero spreco anche comprare tanti vassoi avvolti nella pellicola, buste e controbuste, sacchetti (ogni formato di pane in un sacchetto a parte), vaschette per ogni 200 g di frutta, scatoline per un pezzetto di formaggio, vassoi preformati per 10 polpette. L’abbiamo capito che volete vendere gli imballaggi!

Io non avevo toccato questo aspetto, che è invece molto importante. Dove e quando possibile, sarebbe meglio acquistare i prodotti sfusi.

Ancora:

  • Sarebbe molto utile riportare nelle scuole due materie che sono orami sparite ma che tornerebbero utilissime ai bambini di oggi e soprattutto ai loro genitori. Mi riferisco alla mitica “Economia domestica” e “educazione civica”.

E’ così, il rispetto per il cibo dovrebbe rientrare tra gli argomenti più importanti da trasmettere ai giovani. Del resto, il mondo li aspetta, e sono loro i primi interessati affinchè sia in mondo accogliente e con risorse adeguate …

Infine:

  • Faccio part degli ultrasessantenni e non posso che appoggiare incondizionatamente il post di Paola. Dal dopo guerra tutto il settore agroalimentare ha bruscamente virato verso il business a qualsiasi condizione, anche quella di peggiorare in modo inaccettabile gli alimenti primari: farina, frutta, carni, verdura…. Tante allergie, intolleranze e, peggio, MALATTIE anche gravi, sono dovute a questa causa. Continuiamo a leggere informazioni distorte o false senza alcuna base scientifica e senza pudore.

La salute ha un peso fondamentale. Tante allergie e intolleranze che oggi sembrano esplodere tra la popolazione sono dovute a ingredienti nascosti nel prodotto principale, a lievitazioni velocissime che non hanno tempo di “digerire” il glutine, ad aggiunte di sostanze poco note, per non parlare della spropositata quantità di zucchero che si assume con le bibite.

 

Barrette di cioccolato

 

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Eccomi con un’altra ricetta gentilmente offerta e preparata da mia sorella Laura

L’ho trovata geniale: primo perché è buona, si presta al recupero di qualche avanzo di biscotti e frutta secca, da tenere a mente dopo le feste, ma anche da preparare come dolce merenda in ogni momento dell’anno.

Gli ingredienti per una ventina di barrette:

  • 200 grammi di biscotti secchi
  • 200 grammi di frutta secca e candita, mista, a piacere
  • 200 grammi di cioccolato fondente o al latte, a piacere

Tempo di preparazione: 20 minuti + il tempo in frigorifero

Difficoltà: nessuna!

Prima di tutto è bene preparare lo spazio nel frigorifero.

Si devono sminuzzare, in una ciotola, sia i biscotti secchi che la frutta, cercando di ottenere delle dimensioni abbastanza, ma solo abbastanza, omogenee.

Si fa sciogliere il cioccolato, a bagnomaria o nel microonde; in questo caso, attenzione a non bruciarlo, procedere per tempi brevi

Si versa il cioccolato sciolto nel misto di biscotti e frutta, si mescola tutto benissimo per distribuire gli ingredienti.

Si stende un foglio di carta da forno, si versa il composto cercando di distribuirlo bene, ma lasciando un po’ di margine intorno, si copre con un altro foglio di carta da forno e, con il mattarello, si stende dello spessore di circa due centimetri.

Si mette tutto in frigorifero per almeno due ore, quindi si toglie, si elimina il primo foglio di carta, si taglia in barrette e si gusta.

Che ne dite? Una merenda golosa e sana, e un delizioso, nutriente, leggero fine pasto.

Variazioni sul tema: pensando alle prossime feste, si possono preparare versioni più eleganti e decorative, usando solo con nocciole, o noci o scorzette d’arancio … o altro secondo la nostra fantasia.

Ecco qualche esempio preso dal web

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Pillola della settimana – Come siamo arrivati a sprecare così tanto

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Dopo aver preso atto dei numeri spaventosi relativi allo spreco alimentare, la prima domanda che mi sono fatta è stata: come abbiamo potuto arrivare a questo punto?

Ricordo che, quando ero bambina negli anni ’60, si faceva la spesa tutti i giorni, acquistando solo quello necessario per la giornata. Tutto a km. 0, tutto di stagione. Se avanzava qualcosa (il pasto principale era quello del mezzogiorno, alla sera ci si arrangiava un po’) veniva immediatamente riciclato per il pasto successivo e, se proprio non si era finito tutto, veniva dato agli animali.

Poi si sono perfezionate le tecniche di conservazione, sono arrivati i frigoriferi, gli additivi chimici, e si sono presto imposte abitudini diverse. Le donne hanno incominciato a lavorare fuori casa, la spesa quotidiana non era più necessaria, si poteva fare ogni tanto e conservare comodamente in frigo le scorte. La facilità dei trasporti ha portato, sui banchi del mercato, prodotti diversi, e una scelta più ampia.

A questo punto, qualcuno ha capito che il cibo poteva diventare un business. Non era importante che noi mangiassimo tutto il cibo acquistato, l’importante era che lo comprassimo.

Il cibo diventa così attraente oltre all’aspetto dell’appetito, è desiderabile, emozionale. Si tengono i prezzi bassi per raggiungere più consumatori possibili, e per tenere i prezzi bassi, si abbassa la qualità.

Paghiamo ancora oggi i risvolti sulla salute legati a scelte di mercato volte solo al profitto.

Ma in tutto questo, il danno maggiore è culturale! Perché il cibo, una risorsa vitale, indispensabile per vivere, ha perso valore, è guardato come qualcosa di poco conto, che c’è e sempre ci sarà, a disposizione dei nostri desideri.

Prima ancora di imparare a non sprecare il cibo, dobbiamo imparare a guardarlo come qualcosa di prezioso, di inestimabile valore, così da proteggerlo e valorizzarlo fino all’ultima briciola.

Torta salata con ripieno di scarola e profumi mediterranei

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La mia ricetta, anzi, il suggerimento di preparare la torta salata con ripieno di verdura cruda ha avuto un certo successo. Mi sono accorta che, come me, quasi nessuno conosceva questo piccolo segreto che velocizza la preparazione e preserva al meglio sapori e valori nutrizionali.

Propongo ora questo ultimo esempio, ultimo perché il procedimento è sempre lo stesso, e quindi si può provare e sperimentare con altre verdure a seconda della stagione. Semmai, in futuro, mi riserverò di comunicare se qualche ricetta NON è risultata della qualità da me attesa.

Per fare questa torta molto saporita mi sono ispirata a una ricetta classica napoletana, la scarola ripiena.

Ecco gli ingredienti:

  • Pasta base per torte salate, con 150 grammi di farina
  • 1 scarola
  • 3 acciughe sotto sale
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 manciata di olive nere taggiasche (il tocco ligure !)
  • 1 filo d’olio evo

Altro non ho fatto che lavare bene la scarola, tagliarla a striscioline e condirla con un filo d’olio, i capperi, le olive e le acciughe salate ben sciacquate e sminuzzate.

Ho diviso la pasta in due parti e ho tirato le due sfoglie; con una ho foderato la tortiera, ho riempito con la scarola, ho coperto con l’altra pasta sulla quale ho creato qualche buchino per far uscire l’umidita, ancora un filo d’olio sulla superficie e in forno caldo per circa mezz’ora.

Il ripieno è estremamente appetitoso, morbido e amalgamato, un piatto buono sia caldo che freddo (a temperatura ambiente) da dosare come antipasto, contorno o, secondo me, in dose più abbondante, anche come secondo.

Strategie: La pasta si può preparare con ampio anticipo e refrigerare o congelare

Variazioni sul tema: La farcitura si può arricchire e completare con pinoli, pomodori secchi, olive verdi …

Pierre Auguste Renoir, La baia di Napoli

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Pillola della settimana – Earth Overshoot Day

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Ne avete mai sentito parlare? Sapete cosa succede in questa giornata?

L’Earth Overshoot day è il giorno dell’anno in cui la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse terrestri – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – disponibili per quell’anno e così inizia a sovrasfruttare il pianeta. È il Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale, a calcolare la giornata.
“Emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi”, evidenzia l’organizzazione.

Fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, popolazione mondiale e consumo di risorse procedevano in modo parallelo, e quanto prodotto in un anno bastava per tutti.

Dagli anni ’80, il Global Footprint Network si è accorto che le cose stavano peggiorando, le risorse dell’anno non bastavano più fino al 31 dicembre, finivano prima. Ogni anno, inesorabilmente, l’Earth Overshoot Day si posizionava sempre un po’ prima, fino al 2016, quest’anno: 8 agosto!

Ogni altro commento mi sembra a questo punto superfluo, se non che bisogna seriamente lavorare perché la situazione rallenti, nella speranza di arrivare a fermarla del tutto.

Per saperne di più:

http://www.overshootday.org/newsroom/press-release-italian/

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