Minestrone genovese


minestroneSignori, il minestrone genovese non è un minestrone qualunque, fatto alla svelta come viene viene. Il minestrone genovese è un’esperienza gastronomica. Si può fare tutto l’anno, scegliendo le verdure di stagione, ma il procedimento è ben preciso, e il risultato finale è di altissima soddisfazione.

Visto che più verdure diverse si mettono e meglio è, la quantità finale sarà sempre abbondante, ma non ve ne pentirete.

Questi gli ingredienti base, che si trovano tutto l’anno:

  • ·         4  patate
  • ·         2 manciate di fagiolini
  • ·         3 pomodori perini
  • ·         2 carote piccole
  • ·         1 cipolla piccola
  • ·         3 coste di sedano
  • ·         1 piccolo mazzo di bietole o erbette
  • ·         Sale
  • ·         1 litro scarso d’acqua (deve rimanere molto denso)

In estate potrete aggiungere qualche zucchino e ½ kg. di fagioli borlotti (che in Liguria si chiamano fagioli lumè). In inverno aggiungete altra verdura di stagione (per esempio il cavolo, che io non metto perché non mi piace, ma è concesso) e per i fagioli, che sono importanti, potete ricorrere a una scatoletta di quelli conservati, sempre meglio che niente.

Poi dovete fare il pesto, un pesto “dedicato” per il minestrone, senza pinoli e senza formaggio, e per quello vi serviranno

  • 1 mazzo di basilico (bisognerebbe trovare quello di Prà, the best in the world, ma se proprio dovete affidarvi a un basilico qualunque, con foglie come fazzoletti verde scuro, almeno selezionate quelle più piccole e giovani)
  • 1 piccolo spicchio d’aglio
  • Olio evo (ligure!)

Infine la pasta: per il minestrone ci vorrebbero i brichetti (che vuol dire fiammiferi, così capite anche un po’ che forma hanno), ma questi ho paura che si trovino proprio solo in Liguria, e allora andranno bene anche i ditaloni.

Tempo di preparazione: mezz’ora

Tempo di cottura: 2 ore

Tempo di riposo: 15 minuti

Naturalmente il primo passaggio è quello, abbastanza noioso, di pulire la verdura. Se siete di ottimo umore e la vita vi sorride, potete immolarvi nella ricetta classica, e tagliare tutto a dadini di circa un centimetro di lato, lasciando interi i fagioli sgranati. Se siete meno disposti (come sono sempre io), tagliate le verdure a pezzi un po’ più grandi, e le patate a pezzi molto grandi. Poi, a cottura ultimata, prima tirerete su con il mestolo le patate e le schiaccerete un po’ con la forchetta, di modo da dare una consistenza cremosa, poi darete due frullate veloci con il minipimer, e voila il risultato sarà comunque quasi perfetto. Mia nonna mi toglierebbe il saluto, ma i tempi sono cambiati.

Ricapitolando: mettete sul fuoco una pentola adeguata (meglio di terracotta) con l’acqua, quando questa bolle salate e gettate tutte le verdure, abbassate la fiamma perché il tutto deve sobbollire molto molto dolcemente, e lasciate cuocere un paio d’ore circa. Ogni tanto controllate il livello del liquido, il risultato finale dovrà essere così denso da far sì che “il cucchiaio stia in piedi”, ma naturalmente se si asciuga troppo, brucia.

Intanto che cuoce, preparare il pesto, frullando il basilico ben lavato con l’aglio. In questo piatto il profumo dell’aglio è indispensabile, mentre si devono evitare i pinoli, che potrebbero dare un sapore un po’ amaro, e il formaggio, che è più gradevole se aggiunto all’ultimo, fresco.

Quando le verdure sono ben cotte, selezionate e travasate in un’altra pentola la quantità di minestrone che volete servire, e a questa aggiungete la pasta, pari a un pugnetto a testa (non esagerate perché cresce). Quando la pasta è cotta, spegnete il fuoco, unite il pesto, rimescolate bene e lasciate riposare dieci minuti, un quarto d’ora, giusto il tempo che perda il bollore.

Se non amate la pasta un po’ grossa e robusta che ho suggerito e volete usarne una più piccola, potete cuocerla a parte in acqua, scolarla, condirla con un pochino d’olio per evitare che si attacchi e aggiungerla all’ultimo.

Servite con parmigiano a parte, che ognuno doserà a piacere.

Strategie: è possibile e molto comodo preparare gli ingredienti in tempi diversi, ovvero cuocere le verdure, cuocere la pasta e conservarla come spiegato, fare il pesto. Al momento di servire, basterà scaldare bene il minestrone, aggiungere la pasta e il pesto, lasciar riposare una decina di minuti, ed è pronto e perfetto. Poi, se ne avanza, è sempre recuperabile, basta avere l’avvertenza, se è stato aggiunto il pesto, di non farlo bollire.

Variazioni sul tema: tutti i liguri conoscono e amano il minestrone genovese freddo (non ghiacciato), ottimo sempre e meraviglioso d’estate.

Se andate in Liguria, oltre che mangiare il pesce sul mare, ogni tanto lasciate la costa e cercatevi una trattoria in uno dei tanti paesini dell’entroterra, sia a Ponente che a Levante: sicuramente troverete il minestrone alla genovese che, preparato con i profumi locali, sarà ancora più fragrante. Difficilmente vi fermerete a una sola porzione.

Vini: rosso dei Colli di Luni

Ma se parliamo di minestre nell’arte, la più famosa è quella in lattina di Andy Wharol

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2 pensieri su “Minestrone genovese

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