Se niente importa


L’anno scorso ho letto il libro “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer (sì, quello di Ogni cosa è illuminata). Il titolo originale, “Eating animals”, è più diretto, ma anche la traduzione italiana ha il suo perché. Tempo fa poi, ho sentito l’intervento di una giovane scienziata italiana che metteva in guardia sul consumo smodato di acqua, sul fatto che l’acqua sia un elemento presente sulla terra in quantità finita, e di come fare per non sprecarla, o meglio per non trasformarla tutta in un prodotto imbevibile.

Cosa dice Jonathan Safran Foer? Il suo libro, basato su dati degli Stati Uniti, racconta con quanta indifferenza e crudeltà sono allevati, e poi uccisi, gli animali che noi serenamente cuciniamo e gustiamo a tavola. Tanta indifferenza e crudeltà derivano dal fatto che la richiesta di carne è così alta, che non è possibile permettersi i tempi e i modi tradizionali della campagna, dove le mucche pascolano, le galline corrono nei cortili e i maiali razzolano nel fango.

Sono sicura che in Italia la situazione non sia così drammatica, ma nemmeno idilliaca, e in ogni caso la tendenza è quella descritta.

La giovane scienziata, invece, sottolineava la quantità di acqua che serve a un animale per il tempo necessario a farlo crescere della taglia desiderata, e poi macellarlo. Ricordo che concludeva dicendo “Chiudete pure il rubinetto quando vi lavate i denti, perché così risparmiate qualche litro d’acqua, ma ricordate che un solo manzo di un anno e mezzo ha bevuto ettolitri di acqua”.

Per natura non amo le soluzioni drastiche, come l’essere incrollabilmente vegetariani (con tutto il rispetto per chi lo è, ovviamente) o smodatamente carnivori. A me poi la carne piace anche poco, non faccio certo un sacrificio a limitarne il consumo, ma capisco che un secondo di carne, oltre ad essere gradito, è saziante, appagante, veloce e facile da preparare.

Dove possiamo trovare la soluzione? Come dicevo, imporsi soluzioni drastiche può essere molto pesante, se non addirittura controproducente. Lo stesso Jonathan scrive di non rinunciare al tacchino nel giorno del Thanksgiving, dispiace per il tacchino, ma la tradizione è talmente bella e forte che stravolgerla completamente vuol forse dire perderla. Però se durante il resto dell’anno la richiesta di carne, da parte di tutti, diventasse più contenuta, e andasse a ridursi sensibilmente nel tempo, ne staremmo meglio tutti, non solo i tacchini.

tacchino[1]

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6 pensieri su “Se niente importa

  1. samanta ha detto:

    no in verità non dice così jonathan….. dice che la festa del 4 luglio pur senza tacchino è comunque una festa e che lui festeggerà appunto senza. quindi non riportiamo cose che non sono vere. Inoltre tu dici che la carne è un secondo veloce da preparare…bè sappi che ci sono un sacco di prodotti vegetariani già pronti che si cuociono in padella in 3 minuti.

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    • Ciao Samanta, ti ringrazio della tua lettura attenta. In effetti la mia esposizione può essere ambigua, Jonathan non parla per sé (ci mancherebbe, visto che tutto il libro è un invito a evitare la carne) ma, consapevole che l’essere troppo radicali alle volte non dà risultati, suggerisce a chi proprio non riesce a farne a meno di festeggiare il giorno del Ringraziamento come da tradizione, purché limiti o eviti il consumo di carne nel quotidiano. Quanto ai prodotti “già pronti”, non fanno proprio parte delle mie abitudini in cucina, in quanto la pre-preparazione è di solito molto salata economicamente. Questo blog è solo un passatempo, ma ha tra gli obiettivi anche quello di insegnare a risparmiare tempo e denaro.
      Grazie ancora e spero di leggerti altre volte 🙂

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      • samanta ha detto:

        risparmiare tempo e denaro è un po’ difficile… se voglio risparmiare denaro devo, come dici tu, necessariamente farmi il cibo in casa, tipo il pane, il seitan eccetera..e ci vuole tempo. Poi si possono trovar prodotti ben fatti anche cercando con un po’ di fortuna.

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      • Certo, nessuno ha la bacchetta magica, ma dal tutto al niente ci sono soluzioni intermedie ed è interessante oltre che utile cercarle e sperimentarle. Giustamente scriverò presto la ricetta del pane, per niente difficile e per niente lungo (i tempi di lievitazione sono del pane, non nostri). Un saluto 🙂

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