Una settimana a Parigi


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Parigi è sempre piacevole da visitare, ci sono tante cose da vedere e tante cose da rivedere con immutato entusiasmo. E’ una delle città del pianeta dove ci si sente al centro del mondo, dove si respira la storia e la cultura, dove si sentono parlare tutte le lingue possibili perchè è una delle mete più desiderate. La città è (quasi sempre) accogliente, con i suoi spazi ampi, i luminosi boulevards, il fiume che la taglia in due e la identifica con caratteri diversi. E i parigini? Si dice che siano poco simpatici. Io non sono d’accordo: bisogna pensare che vivono la loro vita personale e lavorativa accompagnati da un numero forse equivalente di turisti che cercano, si incantano, si fermano, rallentano, chiedono … e loro, i parigini, non li ho mai visti dar cenno di impazienza. Certo, parlano solo francese! Potete rivolgervi in qualunque lingua, vi risponderanno in francese, e al massimo, se proprio vi vedono in difficoltà, possono arrivare al compromesso di parlare un po’ più lentamente, ma tutto lì. Qualcuno fa il supremo sforzo di cominciare la frase in inglese, ma dopo poche parole, ahimè, riparte la loro lingua.  Comunque credo che nessuno si sia mai perso a Parigi per questo.

Ora vi racconto qualcosa di un po’ più personale della mia settimana, durante la quale ho voluto guardare la ville lumière attaverso il cibo.

Per cominciare, non posso andare a Parigi senza salire (a piedi!) fino al secondo piano della Tour, senza fare un giro nel Marais, senza perdermi nelle strade meno frequentate
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A Parigi, la colazione è una cosa seria: baguette o pane alle noci con burro salato, biscotti che, alla faccia della globalizzazione, qui non si trovano, croissant croccanti e friabili che in bocca si trasformano in una crema al burro deliziosa ….

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Irrinunciabile è almeno una cena a base di ostriche e gamberi freschi

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I parigini amano fare la spesa al mercato, e infatti ci sono quelli settimanali e quelli aperti tutti i giorni, come il Marché d’Aligre. Rispetto all’Italia c’è qualche differenza: il banco del pesce offre abbondanza di crostacei, il macellaio ha tanta carne rossa, i formaggi sono tra i più variati, e buoni, e cari … quanto a frutta e verdura, invece, meglio lasciar perdere: forse in Francia coltivano qualche patata e qualche mela (e i funghi champignons), il resto viene dall’estero, Spagna o Marocco soprattutto, e se l’estetica è salva, i sapori sono poco soddisfacenti.formaggi

 

A Parigi ci sono deliziosi negozi con prodotti di pasticceria di altissimo livello, come A La Mère de Famille, incontrato per caso appena sotto Montmartre, dove abbiamo trovato tè e cioccolato deliziosi, o il famosissimo Fauchon che, come vedete nella foto, sta proprio di fronte alla Madeleine. I prezzi sono alti, ma la qualità è assicurata.

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Ladurée ha ancora la vetrina di San Valentino.

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E poi c’è “Oh mon cake”, una catena con prodotti … più belli che buoni … come in altre pasticcerie del resto … essì, perché i dolci parigini sono stracarichi di zucchero, burro e panna. A meno di non amare alla follia questi tre ingredienti (e credetemi, io dovrei essere una di quelli), il rischio è di essere già sazi dopo pochi bocconi. Tenetelo presente nel calcolare le quantità.

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Con il cioccolato, invece, sono bravi.

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Se volete un consiglio per un ristorante fuori dal solito circuito delle brasserie, mi permetto di suggerire Metropolitain, (fermata St. Paul linea 1):
IMG_6119cucina e prodotti sono francesi, ma il cuoco è giovane e pieno di fantasia, le ricette sono insolite e squisite, l’ambiente molto simpatico.  Non è una pubblicità, ma un consiglio spassionato, dato per una città strapiena di ristoranti dove, a dire la verità, si mangia mediamente sempre bene.

Infine, cosa andare a vedere? Dopo aver visitato i luoghi più famosi e anche quelli che lo sono un po’ meno, si può approfondire la città alla ricerca di posti meno noti, ma non meno belli o interessanti. Se si ama la storia si può andare alla ricerca dei quartieri più antichi, o delle abitazioni di famiglie prestigiose. Se si ama la geografia si può seguire il percorso più o meno interrato degli affluenti della Senna o dei canali artificiali. Se si ama l’arte ci si può scatenare nelle strade eleganti parallele agli Champs Elysées, dove espongono artisti famosi in tutto il mondo, o perdersi nel Marais dove le piccole gallerie d’arte danno visibilità agli artisti emergenti, alcuni dei quali hanno contrassegnato con  le loro opere di street art gli angoli delle strade.

Infine, per andare sul classico,non perdetevi la nuova sezione del Louvre dedicata all’arte islamica, meravigliosa.

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6 pensieri su “Una settimana a Parigi

  1. clarapasticcia ha detto:

    Paola sai che sono ….quasi 30 anni che non metto piede a Parigi?!? Orrorre!!! Che bello il tuo viaggio e che fascino le tue foto! Una vacanza incantevole, si percepisce 😀

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    • Beh è il momento di tornarci no? Tra l’altro è una città con mille iniziative anche per i bambini, e con loro non fai la coda ai musei. Pensaci! A disposizione per suggerimenti …

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