A Capotavola


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A Capotavola

Quando si pensa al cibo, e a un libro sul cibo, ci viene in mente, giocoforza, un ricettario. Laura Grandi e Stefano Tettamanti ci hanno invece abituati a libri dove il cibo è, sì, protagonista, ma non nella consueta veste di alimento da manipolare, bensì di denominatore comune per scuriosare su altri gustosi argomenti. C’è stato il cibo osservato secondo la stagione (Calendario Goloso), dove i ritmi naturali si accompagnavano ad abitudini e tradizioni; poi è venuto il momento del cibo e delle sue trasformazioni in relazione al territorio (Atlante Goloso), con un viaggio nella cucina  regionale italiana, così ricca e incredibilmente diversa, un vero percorso nelle identità locali; e ancora il Sillabario Goloso, un itinerario attraverso le preferenze gastronomiche dei più noti personaggi della letteratura di tutti i tempi.

Con “A Capotavola”, Laura e Stefano ci aiutano a diventare consapevoli. Sì, perché noi ogni giorno mangiamo, ci nutriamo, qualche volta degustiamo, altre volte, con il cibo, ci divertiamo, e non pensiamo che tanti piatti, ricette, appellativi consueti e conosciuti da sempre si portano dietro una storia lunga e, spesso appassionante. Non solo, in questo libro incontriamo personaggi che, tradizionalmente, sembrano avulsi dal tema alimentare, e invece sono stati attenti buongustai, mentre altri, passati alla storia per le loro qualità in cucina, hanno avuto storie importanti anche lontano dai fornelli.

Pensate che Otto Bismarck abbia inventato la bistecca con sopra un uovo fritto? Beh, è così, ma le abitudini alimentari dello statista prussiano erano così pantagrueliche che forse la specialità che è rimasta ancorata al suo nome poteva dirsi morigerata.

Brillat-Savarin, uno dei nomi francesi più noti quando si parla di alta cucina, era un possente mangiatore, e i suoi contemporanei lo ritenevano meno attento alla qualità che alla quantità.

Luigi Carnacina si è confrontato con una propria personalità semplice e umile anche davanti ai suoi successi più clamorosi.

Gioacchino Rossini è celebrato con una delle due sole ricette presenti nel libro, e di lui si ricordano le composizioni sonore dedicate al cibo, così efficaci da rendere evidente la gestualità suggerita dalla musica.

George Simenon è stato un amatore, del cibo e di una donna che lo ha accompagnato  per tutta la vita: un connubio ripreso nella celebre coppia di fantasia formata dal commissario Maigret e dalla Signora Maigret.

Joseph Conrad, lo straordinario autore di quella “una sterminata e meravigliosa opera”, come ci ricordano Laura e Stefano, osservazione che anch’io condivido, scrive una delicata e innamorata prefazione al libro di cucina, peraltro modesto, stilato dalla moglie.

E ancora, Escoffier, e Nonna Papera, Agatha Christie ed Elena di Troia, Michelin e Dom Perignon, Rossini e Sandwich, Liebig e Kelvin … ognuno ha la sua storia gastronomica, che in modi diversi e più o meno diretti, è arrivata fino a noi, e ad ogni pagina è bello scoprire un aneddoto e un’avventura nuova.

E infine, il cake design? Avreste detto che era già in voga nel 1700?

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