Buona Pasqua


In questi giorni sono impegnata nelle classiche pulizie di primavera, ho poco o niente tempo per cucinare, si sta vivendo di avanzi, scatolette, resti di cibi surgelati proprio in previsione di questi momenti di terrore …

Quindi, vorrei cercare di rimediare con una piccola raccolta di piatti già suggeriti nel corso dei mesi passati, che ben si prestano a un pranzo di Pasqua, o di Pasquetta, per la stagionalità degli ingredienti, per la freschezza delle verdure, per l’armonia dei sapori.

Si può cominciare con un bel Panettone Gastronomico, panettone gastronomicoquel che rimanefarcito di creme delicate al formaggio e aromatizzate con erbette fresche, con prosciutto cotto frullato con un po’ di ricotta, con una crema do olive

 

Continuare con un bel piatto di pasta all’uovo, pasta all'uovo          magari condita con un pesto fragrante,pesto-mortaio

oppure scegliere qualcosa di meno consueto, come questo Riso venere con pomodori confitriso venere e pomodori
Di secondo, è perfetto uno spezzatino con i carciofi, che si può preparare in anticipo, oppure gustarlo anche il giorno successivo perchè buonissimo anche riscaldatoCattura

E non può mancare (almeno in Liguria!) la classica Torta pasqualinatorta pasqualina

Per i dolci, si sa, uova di cioccolato e colomba pasquale (che non ho mai provato a fare, ma prima o poi …)

Il giorno dopo, se si vuole onorare la tradizione del pic nic sui prati, tempo permettendo, suggerisco un altro super classico ligure: fave, salame e pecorino fresco.fave e salame
Buona Pasqua a tutti!

Pasta e fagioli


pasta e fagioli 2
Ora qualcuno dirà, con questo caldo, pasta e fagioli? E chi ha voglia?

E invece sì, che si ha voglia, perché la pasta e fagioli è un piatto “stagionalmente trasversale”, buono e confortante in inverno per la sua morbidezza di minestra calda, ma appetitosa e nutriente anche quando fa caldo, perché ottima, davvero ottima, fredda, o meglio a temperatura ambiente.

La mia versione mette insieme mille ricette diverse, come al solito e secondo il mio comodo. Dal lato pratico, condivido il suggerimento di Allan Bay, che invita a cuocere i fagioli in due pentole diverse. In questo modo, è un attimo decidere quanta proporzione di fagioli si preferisce poi passare, quanti se ne vuole lasciare interi, e mescolarli secondo il gusto dei singoli commensali.

Cominciamo con gli ingredienti, per quattro persone (è abbondante, ma di solito si spazza via tutta):
• ½ chilo di fagioli borlotti secchi (un po’ di più se freschi, naturalmente pesati senza il baccello)
• 1 cipollaù1 carota
• 1 costa di sedano
• 2 pomodori (anche pelati)
• 1 etto di pancetta o di prosciutto crudo
• 2 foglie di alloro
• 1 spicchio d’aglio
• 5 – 6 cucchiai d’olio evo
• 4 cucchiai di farina
• 4 manciate di pasta a piacere
• Sale, pepe


Tempo di ammollo: 12 ore

Tempo di preparazione e cottura: 2 ore e mezzo

Il giorno prima mettete a bagno i fagioli in un recipiente capiente e con abbondante acqua, eventualmente addizionata con un pochino di bicarbonato (pare aiuti ad ammorbidirli). A meno che non lo facciate proprio prima di andare a dormire, dopo un po’ controllate che i fagioli non abbiano assorbito tutta l’acqua, e in questo caso aggiungetene un po’.

Dividete i fagioli secondo le vostre esigenze. Prendete quelli che pensate di lasciare interi, metteteli in una pentola con acqua abbondante, le foglie di alloro, due o tre cucchiai di olio e mettete a bollire. Appena si alza il bollo, abbassate la fiamma e ricordatevi di controllare ogni tanto che ci sia sempre acqua, che non sia tutta evaporata o assorbita. Succede.

In un’altra pentola mettete gli altri fagioli con sedano, carota, cipolla e pomodori, tutto a pezzetti, coprite d’acqua e mettete a cuocere, sempre controllando ogni tanto che non si asciughi.

Mentre i fagioli cuociono, rosolate lo spicchio d’aglio con l’olio rimasto, aggiungete la pancetta o il prosciutto tagliati a striscioline, la farina, e fate tostare il tutto per una decina di minuti. Aggiungete questi ingredienti alla pentola dei fagioli con le verdure, dopo circa un’ora dall’inizio della cottura.

Dopo un paio d’ore i fagioli sono pronti, ma se avete tempo lasciateli cuocere ancora un po’, saranno solo più buoni.

Passate al passaverdure i fagioli della seconda pentola (non fatelo con il frullatore a immersione, è molto meglio eliminare bene le pellicine), assaggiate per regolare di sale e pepe, rimettete sul fornello, buttate la pasta e fatela cuocere. Spegnete il fuoco e lasciate riposare almeno un quarto d’ora, coperto.

Al momento di servire, componete i piatti con la parte cremosa e i fagioli interi (dai quali avrete eliminato l’alloro), secondo il gusto individuale. Mettete in tavola pepe nero da macinare fresco.

Strategie: Questa zuppa è forse migliore riscaldata che fresca, quindi se potete, fatela il giorno prima, o con ampio anticipo. Anche la pasta è incredibilmente gradevole nella versione riscaldata. Dato il discreto apporto calorico, meglio farla seguire da un secondo leggero o semplicemente da verdure fresche.

Variazioni sul tema: Come anticipato, la pasta e fagioli è buona calda e buonissima servita a temperatura ambiente.

Primavera, anche i fagioli sono in fiore

fagioli in fiore

 

Gougères


grouyere
Gougères

Le Gougères, poco note da noi, ma conosciute e diffuse in Francia sono, di fatto, bignè salati. La pasta è infatti esattamente quella che gustiamo in pasticceria, ma anziché essere farcita con creme dolci, è aromatizzata al formaggio.

Seguendo la ricetta che mi ha fornito Chiara, amica generosa che ha trovato a Parigi gli amori della sua vita, io li ho preparati usando il gruyère originale, uno squisito formaggio, che niente ha a che vedere con vari gruviera o emmenthal. E’ lo stesso formaggio che si usa per fare la raclette, e si trova facilmente nei supermercati meglio forniti.

Ecco gli ingredienti per farne circa 40:

  • 75 grammi di Gruyère  grattugiato
  • 75 grammi di burro
  • 150 grammi di farina
  • 50 cl. Di acqua
  • 4 uova
  • 1 pizzico di sale

 

Tempo di preparazione: 15 minuti + 10 di riposo

Tempo di cottura: 30 minuti

In un pentolino capiente mettete il burro, l’acqua e il sale, e portate a ebollizione. Appena bolle, togliete dal fuoco e aggiungete tutta la farina, in un colpo solo, facendola assorbire mescolando energicamente con una spatola. Rimettete il composto sul fuoco e fatelo asciugare: è pronto quando si stacca da solo dai bordi. In realtà, con le proporzioni degli ingredienti che ho suggerito,  il passaggio è immediato, e vedrete che appena riprende il calore, l’impasto è pronto.

Togliete quindi il composto dal fuoco e fatelo raffreddare per una decina di minuti, dopodiché aggiungete le uova, con calma, una alla volta, incorporando bene il precedente prima di aggiungere il successivo. Infine, aggiungete il gruyère grattugiato.

 

Accendete il forno a 200°.

Foderate con la carta da forno un tegame grande. Aiutandovi con la sac a poche, o con due cucchiai, formate delle palline di grandezza omogenea, che disporrete sulla carta a tre, quattro centimetri di distanza una dall’altra, perché il composto, cuocendo, si gonfierà, e in questo modo non si attaccheranno una all’altra.

Per la mia esperienza, vi dico già che, con questa quantità,  serviranno due infornate.

Lasciate quindi le prime gougères in forno per una mezz’oretta circa, o comunque finchè non sono belle gonfie e dorate.

Vi accorgerete subito della somiglianza con i bignè, perché anche le gougères sono quasi vuote all’interno, e regalano così una sensazione di leggerezza. Gustatele calde, morbide e fragranti.

 

Strategie: Potete prepararle in anticipo di qualche ora, non di più, e riscaldarle nel forno acceso a 50-60 gradi. Se avanzano, si conservano qualche giorno in frigorifero, oppure si possono congelare, ma al momento del consumo avranno perso un po’ della loro leggerezza iniziale.

Variazioni sul tema: in alternativa al gruyère, oppure per diversificare, va benissimo anche il nostro  parmigiano reggiano, oppure altro formaggio a proprio gusto (ben vengano gli esperimenti!) purchè non molle. Si può aromatizzare l’impasto con pepe, o noce moscata. Oltre che ottime come antipasto, sono perfette per i bambini, come stuzzichino o a merenda.

Vino: Rosso leggero o Sauvignon

 

Parigi, Opera Garnier, salone interno

opera garnier

Con questa ricetta partecipo al contest di Ostriche “In viaggio a tavola”

banner ostriche


 

Pere caramellate al vino rosso


pere vino

Adoro i dolci, e ne mangio troppi, ma non a fine pasto. Quando sono sazia, l’aggiunta di un dessert, per quanto goloso, è piacevole ma non così gratificante come lo è gustarlo in quanto tale, in un momento tranquillo da dedicare al puro piacere della gola.

Dicevo, appunto … è piacevole. E la frutta si presta molto bene a essere leggermente rielaborata per diventare un fine pasto dolce, ma non pesante, non ingombrante, anzi, un po’ digestivo.

Queste pere ne sono un esempio:

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 6/8 pere Kaiser o Abate (di solito piacciono molto e quindi una a testa può non essere sufficiente)
  • 8 cucchiai di zucchero semolato
  • 1 bicchiere di vino rosso robusto
  • acqua

Tempo di preparazione: 5 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

Tempo di riposo: 30 minuti

Facilissimo.

Accendete il forno statico a 200°.

Lavate molto molto bene le pere, lasciandole quindi intere e con la buccia. Mettete un dito d’acqua sul fondo di una pirofila da forno, se possibile una cosa carina che possa poi andare in tavola. Appoggiate le pere facendo in modo che stiano in piedi (è opportuno che la pirofila sia quindi ben dimensionata). Irroratele con il vino rosso, potete anche abbondare un pochino, e spolverate poi con lo zucchero. Fate questa operazione con attenzione, perché le pere devono prima bagnarsi uniformemente e poi, altrettanto uniformemente, per quanto possibile, rimanere cosparse di zucchero.

Mettete in forno per circa 30-40 minuti, o fintanto che le pere non siano belle morbide. Per controllare, pungete la parte più panciuta con uno spiedino.

Lasciate intiepidire, prima di servirle.

Il vino e lo zucchero insieme avranno formato, intorno alle pere, un goloso caramello, che mischiato all’acqua del fondo sarà diventato anche una salsina da usare per nappare le pere, al momento di servirle.

Ottime così, e secondo me perfette, possono essere arricchite con gelato alla crema o con panna montata.

Strategie: Potete prepararle in anticipo di qualche ora o di un giorno, e conservarle in frigorifero. Sono molto buone anche fredde, quindi sarà sufficiente toglierle dal frigo con giusto anticipo per gustarle a temperatura ambiente, oppure scaldarle per un minuto nel forno a microonde, a potenza massima.

La pera vista da Botero

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