Gramigna con salsiccia


gramigna con salsiccia

Nella mia famiglia d’origine regnavano in armonioso accordo due cucine, la ligure e l’emiliana. Rapida, fresca, profumata la prima; meditativa, succulenta, sontuosa la seconda.

Certo, vivevamo a Genova, e quindi la cucina ligure dominava, non fosse altro che per la disponibilità degli ingredienti. Una volta l’anno però, in luglio, ci trasferivamo armi e bagagli nel paese di mio padre, un minuscolo borgo nel cuore dell’Appennino tosco emiliano, e qui ci si poteva scatenare con le specialità locali. Tra queste, la salsiccia, un prodotto apparentemente banale, ma che ben poco ha da spartire con la classica proposta nei supermercati, magari anche confezionata: meno grassa (incredibile, lo so), di dimensioni ben più ciccione, dal sapore più delicato e caratteristico.

La gramigna con salsiccia si può preparare ovunque, ma solo con questa salsiccia diventa davvero un capolavoro.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di gramigna, possibilmente all’uovo
  • 200 grammi di salsiccia
  • 1 scalogno
  • 2 rametti di rosmarino fresco
  • 1 bicchiere di vino bianco fermo
  • 1 bicchiere di salsa di pomodoro (o passata, o pomodoro fresco, secondo la stagione, la disponibilità e il gusto personale)
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 1 foglia di alloro
  • Pepe nero
  • Parmigiano reggiano grattuggiato

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti

Tritate lo scalogno, mettetelo in un tegame largo con l’olio e mezzo bicchiere d’acqua, accendete il fuoco a calore moderato, e lasciatelo appassire con calma.

Nel frattempo, spellate la salsiccia e, schiacciandola con una forchetta, cercate di disfarla più possibile.

Con la mezzaluna, tritate finemente il rosmarino

Appena lo scalogno è ben trasparente, aggiungete la salsiccia e il rosmarino, rimescolate bene e fate insaporire per qualche minuto.

Mettete su l’acqua della pasta.

Tornate al sugo: alzate la fiamma, bagnate con il vino, lasciate evaporare, quindi aggiungete la salsa di pomodoro e la foglia di alloro. Fate cuocere ancora una decina di minuti, quindi spegnete.

Eliminate l’alloro e profumate con una bella macinata di pepe.

Nel frattempo avrete buttato la pasta: scolatela direttamente nel tegame del sugo e fatela saltare pochi secondi.

Servite subito, accompagnando con parmigiano reggiano grattuggiato, indispensabile in questo piatto.

Un piatto appetitoso, dal sapore pieno e rotondo. Per una volta, lasciate perdere la dieta. Potete farla sempre, tra un pasto e l’altro.

Strategie: Questo sugo si conserva perfettamente in frigorifero per due o tre giorni, e si può surgelare.

Vino: Lambrusco di Sorbara, ovviamente

L’alba sull’Appennino

alba benedello

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