Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare


spreco alimentare

Il 5 febbraio scorso si è celebrata la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

Francamente, dovremmo aver capito tutti che lo spreco, alimentare e non, ormai non ci è più concesso, pena davvero rimanere senza risorse di ogni tipo.

Chi mi legge sa che, non solo per il nome, i miei suggerimenti sono sempre rivolti a “non sprecare”: risorse, tempo, energia.

Voglio quindi cogliere l’occasione per fare il punto della situazione, una piccola traccia (che spero tutti o quasi trovino ovvia!) su cosa fare per cercare di far rendere tutto al meglio e al (quasi) massimo:

  • Quando si fa la spesa di prodotti freschi, magari dal contadino (dove io per prima mi lascio prendere da enorme entusiasmo davanti a tanto bendidio fresco e croccante!), bisogna valutare il tempo necessario, dopo, per lavorarli: molte verdure, soprattutto in foglia, appassiscono rapidamente in frigorifero, ed è necessario organizzarsi per prepararle subito, almeno in termini di pulizia e prima cottura
  • Riordinare regolarmente frigorifero e dispensa, per scovare eventuali avanzi, prodotti prossimi alla scadenza, mini porzioni da recuperare
  • Un pezzetto di formaggio, qualche cucchiaio di ragù, poche fette di prosciutto, una fettina di carne, tritate insieme e impastate con uova e un po’ di ricotta o latte formano una, non dico ottima, ma buona torta salata che celerà perfettamente il segreto di essere costituita da ingredienti di recupero
  • I torsoli di cavolfiore e broccoli, le foglie più dure dei finocchi e delle insalate si surgelano e, al momento giusto, vanno tranquillamente in pentola, con qualche patata, per diventare ottime creme di verdura. Se il risultato fosse troppo amaro, basta aggiungere una mela.
  • I carciofi, la mia verdura preferita, sono però una dannazione dal punto di vista dello spreco: le foglie più dure sono troppo fibrose e indigeribili. Si possono però far seccare e utilizzare per preparare decotti e tisane, buonissimi oltre che efficaci.
  • La verdura per il soffritto (sedano, carota, cipolla, prezzemolo) si può pulire e surgelare: è anche comodissimo averla bella pronta al bisogno.
  • Infine, un aspetto solo apparentemente banale: la data di scadenza dei prodotti, il “da consumare prima del …”. Molti anni fa la data di scadenza semplicemente non esisteva. Il latte era buono finchè non cagliava, il burro e i latticini fintanto che non irrancidivano, pasta e riso potevano fare le farfalline … Naturalmente nessuno aspettava di arrivare a quei punti! Con buon senso, il prodotto veniva consumato prima. Ma sapete come vengono stabilite queste scadenze? Me lo ha raccontato una persona che ha lavorato in una Centrale del latte: con appositi macchinari che simulano sbalzi di temperatura e contaminazioni batteriche, si stressano artificialmente i prodotti e si calcola dopo quanto tempo non li si può più consumare. Naturalmente, su dieci vasetti di yogurt, non tutti si deteriorano nello stesso momento, ma la data di scadenza viene calcolata, in via prudenziale, più anticipata possibile. A questo punto, è facile capire che gettare uno yogurt buono solo perché sull’etichetta c’è la data di uno o due giorni prima, è davvero uno spreco! In ogni caso, io mi sono sempre fidata più del mio palato che delle date, e sono sempre stata benissimo!
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