Dodici cose che (forse) non sapete sullo spreco di cibo

spreco cibo

Riporto un articolo comparso oggi su Repubblica, che si rifà alla ricerca della Fondazione Barilla in merito alle dimensioni dello spreco di cibo nel mondo.

I dati riportati sono drammatici e io, convinta che la politica si faccia dal basso, li condivido per una riflessione comune e una più attenta gestione di quanto acquistiamo e mangiamo.
Un paradosso drammatico. Che chiama a una presa di responsabilità collettiva. Oltre un miliardo di tonnellate di cibo sprecato a fronte dell’emergenza sul terreno della nutrizione che coinvolge parte dei Paesi del mondo. Parte da qui l’ultima ricerca della Fondazione Barilla Center For Food Nutrition. Dodici punti. Tenuti insieme da un obiettivo: arrivare al 2020 dimezzando la quantità di cibo che va perso. Un problema non solo etico. Ma anche ambientale: sono 3,3 miliardi le tonnellate di anidride carbonica immesse ogni anno nell’atmosfera e che derivano dallo spreco. Ed economico: i soldi persi ogni anno equivalgono a un trilione di dollari

  • Il paradosso di partenza: 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecate ogni anno 
  • Mille miliardi di dollari: è l’ammontare della spesa globale per il cibo perso o sprecato
  • Il cibo sprecato è il “terzo produttore” al mondo di anidride carbonica dopo Stati Uniti e Cina 
  • Un quarto del cibo sprecato basterebbe a sfamare le 795 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo 
  • Nei paesi ricchi si spreca tanto cibo l’anno (222 milioni di tonnellate) quanto ne viene prodotto nell’Africa sub Sahariana 
  • Il consumatore europeo spreca all’anno più del suo peso corporeo. Oltre cento chilogrammi per un peso medio di 70 chili 
  • Il consumatore europeo spreca 15 volte in più di quello africano. Centoquindici chili contro 11 
  • La causa del cibo sprecato in Africa è da ricercarsi soprattutto nell’assenza di tecnologie che consentono lo stoccaggio
  • Il cibo sprecato in Europa potrebbe nutrire 200 milioni di persone 
  • 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. E’ quanto costa lo spreco in termini di inquiamento. Risorse che potrebbero essere utilizzate in investimenti per risolvere l’emergenza alimentare 
  • Un italiano perde 454 euro l’anno per gli sprechi alimentari 
  • Serve un quarto dei boschi italiani per assorbire l’anidride carbonica prodotta a causa dello spreco di cibo

 

 

 

Sogliole saporite

sogliole saporite

Sogliole saporite è un ossimoro, quando mai le sogliole sanno di qualcosa. Io ci ho provato, e vi racconto com’è andata.

Presa da raptus di curiosità, sono entrata in un mega negozio di surgelati: al primo impatto, sembra di entrare in paradiso, c’è tutto! Dall’antipasto al dolce, dal secondo con contorno alla torta salata, dalla carne al pesce, la prima cosa che viene da dire è “e a me chi me lo fa fare di cucinare?”.

Poi, ahimè, arriva la sensazione che forse non è tutto così facile. Gli ingredienti non sono male, ma forse non sono proprio quelli che avremmo scelto noi, gli abbinamenti sembrano un po’ azzardati (del resto, è una catena francese), e i prezzi sono sensibilmente superiori a quanto si spenderebbe cucinando in casa. Quindi, meno male che i surgelati ci sono, ma solo di rinforzo.

Comunque, potevo uscire senza niente? No, e allora ho scelto una busta trasparente con tre sogliole surgelate, già belle pulite e pronte da cucinare.

Come dicevo, sappiamo che la sogliola, pur guardata con simpatia per la sua nuotata leggiadra sui fondi sabbiosi, è il pesce più insipido che esista. Queste poi, che sono rimaste sottozero per un po’ di tempo, avranno perso anche quel pochino di sapore che restava.

Ora, a me il pesce piace piuttosto “nature”, e non mi piace affogarlo (il pesce!) in salse e salsine, che finiscono per prevalere nel sapore. In questo caso, però, qualcosa mi sono dovuta inventare …

Ingredienti:

  • 3 sogliole (quelle della confezione)
  • 1 cucchiaio di olive verdi e/o nere senza nocciolo
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 cucchiaio di prezzemolo
  • 1 pizzico di origano
  • La scorza grattugiata di mezzo limone
  • Olio evo

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti

Ho tritato grossolanamente olive, capperi e prezzemolo, ho aggiunto origano e scorza grattugiata del limone. Ho preso le mie soglioline scongelate, le ho messe in un tegame foderato con la carta da forno, le ho sparse con il trito, ho completato con un filo d’olio e ho infornato a 180° (forno già caldo) per 10 minuti, che un pesce così delicato cuoce in un attimo.

Risultato: piatto sano (omega 3), economico, gustoso, facile, e comodo in quanto la confezione di sogliole può essere sempre pronta in frigo.

Strategie: E’ un piatto che si presta perfettamente quando ci sono ospiti, perché si presenta bene ed è sufficiente completarlo con un contorno di insalata fresca o di patate lesse. Va servito ben caldo, quindi bisogna fare attenzione a calibrare i tempi: si può preparare in anticipo, ma deve essere cotto all’ultimo momento.

Vini: Gavi, Vermentino del Ponente Ligure

Sì, lo so che una genovese, in cucina, dovrebbe sempre prediligere il pesce fresco, e la sogliola è anche un pesce che si trova sul nostro mercato tutto l’anno. Ma ho voluto fare un piccolo esperimento, e condividerlo con voi, guardando alla praticità, e ancora una  volta, in famiglia, non si è lamentato nessuno.

Primo piano:

sogliola

Frittata ai gambi di carciofo, con acciughe salate e capperi

frittata gambi di carciofo

Quando ho preparato i carciofi sott’olio mi sono avanzati tutti i gambi dei carciofi. Avendone fatto 120, mi sono trovata una scorta di altrettanti gambi (forse non proprio tutti, qualcuno era troppo sottile per poterlo recuperare) da riciclare in ricette diverse.

Una parte è stata consumata subito, in pinzimonio, altri sono stati usati per fare una crema di verdura, qualcuno è servito per il risotto o il sugo della pasta.

Infine, questi sono stati usati per una gustosa frittata.

Gli ingredienti per 4-6 persone

  • 20 (circa) gambi di carciofo
  • 3 acciughe salate
  • 1 manciata di capperi
  • 5 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 1 spicchio di aglio
  • 3 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti

Ho tagliato i gambi in pezzetti di circa un centimetro.

Ho sciacquato le acciughe sotto l’acqua corrente, e lo stesso ho fatto con i capperi, che erano sotto sale

Nella padella della frittata ho messo un velo d’acqua e altrettanto olio, a freddo ho aggiunto lo spicchio d’aglio e le acciughe. Ho acceso il fuoco e, rimescolando con un cucchiaio di legno, ho fatto sciogliere bene le acciughe.

Ho aggiunto i gambi di carciofo e ho fatto cuocere il tutto a fuoco moderato, controllando solo che non asciugasse troppo. Non ho salato.

Dato che i gambi erano stati conservati in freezer, e si sa che il freddo intenso tende a “cuocere” un po’ gli alimenti, la cottura è stata piuttosto veloce.

A cottura ultimata ho tolto lo spicchio d’aglio e aggiunto i capperi.

In un piatto fondo ho sbattuto le uova con pochissimo sale. Ho versato le uova sulla verdura  e ho fatto cuocere la frittata su un lato, quindi ho chiamato mio marito perché la girasse (io non sono capace!).

In alternativa, si può evitare di girare la frittata, basterà seguire un po’  la cottura, facendo scorrere l’uovo ancora poco rappreso verso punti di maggior calore, per un risultato omogeneo. Io preferisco questo secondo metodo perché il risultato finale è meno “fritto” e più leggero.

Ho trasferito la frittata in un piatto e l’ho servita subito.

Strategie: Potete preparare i gambi cotti in anticipo, anche molto ampio.

Variazioni sul tema: come ogni frittata, è buona calda, ma lo è altrettanto se è fredda o tiepida. A seconda delle dimensioni delle porzioni, può essere sia un secondo, più abbondante, che un antipasto, servito a spicchi sottili o quadrotti.

Vino: Chardonnay

Pablo Picasso, Donna con carciofo

picasso donna con carciofo

Salsa veloce ai funghi

tagliatelle ai funghi

E’ successo che avevo invitato un paio di amici a cena, e volevo proporre delle tagliatelle aromatizzate ai funghi che mi erano state regalate. Contavo sul loro profumo intenso e pensavo di proporle condite con un pochino di burro fuso e parmigiano, per non nascondere l’aroma di fondo.

Purtroppo, quando ho aperto la confezione (a pochi minuti dal momento di sedersi a tavola!) mi sono resa conto che le tagliatelle, sì, forse, con un po’ di fantasia, potevano sapere di fungo, ma davvero molto, molto poco.

Sono stata costretta, così a inventarmi un condimento al volo, e siccome è stato molto gradito (come spesso capita quando si fanno le cose poco programmate …) io ve lo propongo. Del resto, una salsina che si prepara nel tempo di cuocere la pasta, fa sempre comodo.

 

Ingredienti per le quattro canoniche persone:

  • 400 grammi di tagliatelle (a piacere …)
  • 80 grammi di funghi secchi buoni (ovvero acquistati in zona di raccolta)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • 6 cucchiai di olio evo
  • Parmigiano reggiano grattuggiato (a parte)

Forse non serve nemmeno spiegare, ma questi sono stati i miei passaggi:

ho messo sul fuoco l’acqua della pasta, quindi ho messo a bagno in acqua tiepida i funghi secchi

ho tritato finemente aglio e rosmarino, ho versato l’olio in una padella abbastanza capiente da contenere poi anche la pasta (comodissimo è il wok) e ho fatto soffriggere il trito a fuoco dolce e per pochissimo tempo, ovvero il tempo di sciacquare i funghi e tritarli grossolanamente

ho trasferito i funghi nel padellone, bagnandoli con qualche cucchiaio della loro acqua (che prendevo con un cucchiaio in superficie per non raccogliere le poche impurità sul fondo)

ho continuato ad aggiungere acqua man mano che si consumava, e in questo modo ho ottenuto, a cottura ultimata, quasi una crema

ho scolato la pasta e l’ho fatta saltare nella salsina profumata, ho preparato le porzioni e servito con l’invito ad aggiungere, per chi voleva, il parmigiano grattuggiato.

Grande apprezzamento di tutta la tavolata! Che delle volte uno sta in cucina un pomeriggio, e ha meno soddisfazione …

Strategie: La scelta di funghi secchi di qualità garantisce un aroma migliore e più intenso, quindi maggiore resa del prodotto. I funghi secchi più scadenti sono spesso sporchi di terra e richiedono un’attenta selezione, cosa che non succede con i prodotti migliori.

Variazioni sul tema: I funghi possono essere “bagnati” anche con vino bianco oppure con metà brodo aromatizzato e metà vino.

Tian di zucchine

tian di zucchine

Ho incontrato Francesca Cosentino, amica di penna (o di mouse?) e ideatrice del blog Ostriche,  in occasione della presentazione del suo libro Piatti senza frontiere. Francesca è una simpatica e vivace giornalista che ama confessare il suo amore per la buona cucina e la sua curiosità per quella internazionale, spesso più ricca e variata di quanto non sembri a una visione superficiale. Il suo libro, un ricettario alternativo, ha il grande pregio di proporre piatti da tutto il mondo i quali mantengono la loro identità, ma non costringono a ricerche estenuanti di ingredienti esageratamente esotici.

Potevo resistere? No, e infatti la sera stessa ho preparato questo Tian di zucchine, una ricetta di ispirazione provenzale, molto fresca e appetitosa, quasi completamente vegetale ma così ricca da essere un secondo piatto. E poi anche a Genova diciamo “tian” quando intendiamo tegame, e mi sono quindi subito sentita a casa.

Tant’è, come mi capita sempre (è più forte di me) ho apportato qualche piccola, istintiva variazione, dettata anche dal fatto che avevo in casa alcuni ingredienti non proprio identici a quelli suggeriti nel libro … quindi questa che sto per illustrare è la mia versione personale, che però mantiene l’identità precisa del piatto suggerito da Francesca.

Ingredienti per quattro persone:

  • 6 zucchine di media grandezza
  • 6 pomodori ramati
  • 1 piccola cipolla rossa
  • 1 spicchio d’aglio fresco
  • 1 piccola mozzarella
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattuggiato
  • Coriandolo tritato
  • Sale
  • acqua

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: un’ora circa

Suggerisco di preparare in anticipo tutti gli ingredienti, di modo da averli pronti, a disposizione, al momento di assemblare il piatto.

Quindi, ho spuntato e lavato le zucchine e le ho tagliate a rondelle, cercando di farle più o meno tutte dello stesso spessore. Ho, allo stesso modo, lavato e affettato i pomodori. Ho pulito, affettato la cipolla, e diviso un po’ gli anelli. Ho tritato finemente lo spicchio di aglio, eliminando l’anima.

Prima di assemblare i piatto, ho acceso il forno, statico, a 180°.

Con un pochino d’olio ho unto il fondo del Tian, e ho sistemato uno strato di zucchine in modo ordinato, sovrapponendo leggermente le rondelle. Ho salato, ho coperto con le fettine di pomodoro, sempre disposte in ordine, ho sistemato qualche anello di cipolla. Su tutto ho distribuito l’aglio tritato e qualche pizzico di coriandolo.

Ho continuato con un secondo e ultimo strato di zucchine, sale, pomodori e cipolla, quindi ho versato su tutto il composto l’olio, e ho coperto con il pangrattato, il parmigiano e ancora un po’ di coriandolo.

Nel timore che asciugasse troppo, ho versato qualche cucchiaio di acqua, facendola colare dai bordi del Tian.

Ho coperto con un foglio di carta d’alluminio e trasferito in forno.

Dopo circa mezz’ora, ho tolto il foglio di alluminio e ho continuato la cottura scoperto. Trascorsi altri 20 minuti circa ho verificato la cottura delle verdure, quindi ho estratto il tegame dal forno, ho messo qualche pezzetto di mozzarella qua e là e ho rimesso in forno, questa volta utilizzando la funzione grill a 250°, che in pochi minuti mi regala una bella gratinatura.

Il piatto è pronto: grazie alla presenza delle verdure, che non trattengono troppo il calore, e all’aggiunta finale della mozzarella che così non si surriscalda, può essere consumato immediatamente. Io l’ho proposto come secondo e lo abbiamo spazzolato!

Strategie: potete preparare il piatto con qualche ora di anticipo (non di più) e conservarlo in frigo, per farlo cuocere e gratinare all’ultimo momento. In famiglia lo si può cucinare anche il giorno prima, perché è squisito e fresco anche scaldato nel microonde oppure nel forno a 90°.

Variazioni sul tema: Come Francesca suggerisce, la versione originale francese prevede un formaggio di capra al posto della mozzarella.

Per una versione vegana, è sufficiente eliminare i formaggi, mentre chi è intollerante al glutine può usare solo parmigiano, eliminando il pangrattato.

Vino: Barbera dei Colli bolognesi

Purtroppo la mia foto di presentazione è mossa (e quando me ne sono accorta, ormai non ce n’era più), ecco quindi la bella illustrazione dal libro Piatti senza frontiere.

ostriche