Pasta base per torte salate (facile, leggera, economica)

2015-03-02 17.39.02

Alle volte, scuriosando nei libri e in rete alla ricerca di idee per le torte salate, mi capita di leggere indicazioni poco chiare per la pasta base, oppure con ingredienti un po’ troppo impegnativi, per la dieta a per la digestione.

Io preferisco una pasta che ho già citato alcune volte nelle mie ricette, una pasta davvero geniale, che permette di fare un contenitore perfetto per le farciture salate, è leggerissima e quasi dietetica, molto semplice da fare, di pochissimo costo  e molto versatile.

Riprendo quindi le indicazioni precise per realizzarla, così da farne un punto di riferimento.

Gli ingredienti per foderare una tortiera di circa 25 cm. di diametro sono:

  • 200 grammi di farina
  • 2 pizzichi di sale
  • 2 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione: 10 minuti, più il riposo.

Io metto tutti gli ingredienti in una ciotola e li mescolo con una forchetta, poi aggiungo piano piano acqua e continuo con la forchetta finchè non comincia a formarsi l’impasto. A questo punto continuo con le mani e, quando sto per arrivare al punto di consistenza perfetta, ovvero pasta morbida ma mani pulite, non aggiungo direttamente altra acqua, ma mi bagno le mani e faccio assorbire man mano quella poca umidità. Così sono sicura di non sbagliare. E’ un processo, questo, che richiede davvero poco tempo anche per chi non è espertissimo nell’arte dell’impasto (e così lo diventerà).

Metto questo impasto nella ciotola di partenza e copro tutto con un foglio di pellicola. Posso anche metterlo in un sacchetto per alimenti ben chiuso. Lascio riposare come minimo mezz’ora ma, se possibile, anche molto di più, fino a qualche ora. Questo riposo mi assicura una pasta molto elastica, che posso “tirare” in fogli sottilissimi, sia aiutandomi con il mattarello, sia facendola cadere dalle mani, come qui:

pasta tirata

Non mi resta che foderare la tortiera, leggermente unta, con il foglio di pasta, aggiungere il ripieno e passare nel forno caldo. Cuocendo, la pasta assumerà un bel colore dorato.

Strategie: Io di solito ne preparo una quantità doppia, che ripongo in un sacchetto nel surgelatore, pronta e perfetta per la prossima torta.

Variazioni sul tema: Per avere una sfoglia croccante, basta usare acqua ghiacciata, ottenuta aggiungendo all’acqua del rubinetto, raccolta in una ciotolina, dei cubetti di ghiaccio.

pasta base torte salate

 

Crema pasticcera

crema pasticcera

Chi mi segue con la giusta attenzione sa che, nella pubblicazione delle ricette, seguo delle regole precise: devono essere inedite, inventate da me, oppure devono contenere qualche trucco, qualche suggerimento che le renda diverse da quanto spiegato nei tradizionali libri (e siti online) di cucina. E’ ovvio che io, nel mio quotidiano, preparo piatti ben noti, le cui spiegazioni si possono trovare facilmente nei testi tradizionali o con qualche clic, e non vedo quindi la necessità di condividere il procedimento.

Tutto questo preambolo per introdurre la ricetta della crema pasticcera, la più semplice, conosciuta e forse gradita delle creme. La quale però, come tutte le creme, ha bisogno di molta attenzione per riuscire perfettamente.

Eccomi quindi a rivelare un piccolo trucco che permette, in un colpo solo, di aromatizzarla e assicurarne la riuscita perfetta. Questo “segreto” arriva dalla mia amica Susy, una donna straordinaria capace di fare praticamente tutto, e di farlo bene (oltre che sorridendo).

Cominciamo con gli ingredienti per quattro persone, pesati e a occhio:

  • ½ litro di latte (oppure due bicchieri)
  • 3 tuorli d’uovo
  • 150 grammi di zucchero bianco o a velo (o 3 cucchiai colmi)
  • 80 grammi di farina bianca (o 3 cucchiai rasi)
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 limone non trattato

Tempo di preparazione e cottura: 15 minuti

In un pentolino verso il latte con la bustina di vanillina, lo metto sul fornello e spengo al primo timido accenno di bollitura.

Intanto, in un altro pentolino o una ciotola, sbatto i tuorli d’uovo con lo zucchero, cercando di montarli un po’, quindi aggiungo la farina e la faccio amalgamare bene.

Prendo il limone, ne taglio una estremità, la infilzo con una forchetta.

Verso il latte caldo sulle uova sbattute, rimetto tutto su fuoco molto dolce e, con l’aiuto del limone infilzato, rimescolo la crema. Mentre la buccia del limone rilascia il suo profumo, la parte tagliata svolge un dolce, ma perfetto lavoro di amalgama degli ingredienti, oltre a impedire che si attacchi sul fondo. Appena la crema comincia ad addensarsi, e inizia a bollire, la tolgo dal fuoco e la lascio raffreddare. Quando mi ricordo, spolvero poco zucchero a velo sulla superficie, per evitare che faccia la pellicolina.

crema pasticcera 2

Vi assicuro che, con questo piccolo stratagemma, in un quarto d’ora avrete, sempre, una crema perfetta.

E’ ottima così, a qualunque temperatura: buona da sola, diventa base e ingrediente di torte e dolci al cucchiaio, ma il mio abbinamento preferito è con la frutta fresca.

Strategie: E’ un dolce semplicissimo, ma molto nutriente. Una bella tazza di crema pasticcera è un’ottima, e in genere gradita, merenda  per i bambini.

Variazioni sul tema: Per una crema al cioccolato, aggiungete un cucchiaio colmo di cacao amaro appena prima di toglierla dal fuoco. Se la preferite più densa, aumentate un pochino la quantità di farina.

La mia amica Valeria giustamente suggerisce di usare un arancio, al posto del limone, soprattutto nella versione della crema al cioccolato. Io non ho ancora provato, ma sembra funzionare.

Il limone iperrealista di Giuseppe Carta

limone giuseppe carta

Questo non si mangia – detersivo eco-logico eco-nomico

detersivo

“Primo non sprecare” è il titolo di questo blog, ma è anche la mia regola di vita (e il mio obiettivo è proprio quello di aiutare chi vuole adottarla). Non è quindi necessariamente legata solo al cibo, ma a tutto quanto usiamo nel nostro quotidiano. Non so dire come, tempo fa mi sono improvvisamente ricordata di un sapone per lavatrice che usavo quando avevo i miei bambini piccoli, e proprio con il loro arrivo ho incominciato ad avere un occhio attento alla sostenibilità e alla protezione dell’ambiente. Si tratta di un detersivo fatto in casa, e prima di proporlo ho voluto, non solo prepararlo, ma soprattutto testarlo. E funziona! Quindi ecco la “ricetta” di questa polvere detergente:

  • 1/3 di bicarbonato di sodio
  • 1/3 sapone di Marsiglia grattuggiato (è molto tenero e si fa velocemente)
  • 1/3 di sale grosso

Io ho usato una tazza come unità di misura: ho messo il sapone di Marsiglia grattuggiato e ho poi misurato più o meno lo stesso volume di sale e di bicarbonato.

Quantità ottenuta: sufficiente per circa 15 lavaggi mediamente sporchi

Spesa sostenuta: non più di 2 (due) euro.

Quali sono le caratteristiche?

Altissima biodegradabilità, quindi nessun residuo tra le fibre, bucato perfettamente sciacquato e nessun timore di irritazioni sulla pelle, anche dei più piccolini.

E’ perfettamente ecologico perché, appunto, si scioglie completamente in acqua.

Il sapone lava, ovviamente, e lascia un buon profumo di pulito

Il bicarbonato aiuta a sciogliere il calcare (anche se questo è un problema importante, dipende dalla durezza dell’acqua e, al bisogno, ogni tanto può essere indispensabile rivolgersi alla chimica)

Il sale smacchia, ravviva i colori e ha un leggero effetto ammorbidente.

Io l’ho provato e sono entusiasta. E’ perfetto su tutti i tessuti non troppo delicati (magari va bene anche perlana e seta, ma confesso che non ho ancora provato), ed è prezioso per lavare gli indumenti dei bambini.

Certo, vista la mancanza di fosfati, ogni tanto può capitare che qualcosa non si smacchi, non si pulisca perfettamente, in particolare le tovaglie e le salviette da cucina. In questi casi sono costretta a un intervento più aggressivo, ma penso sia sempre meglio fare regolarmente una scelta sostenibile, con poche e specifiche trasgressioni, piuttosto che aggredire ogni volta bucato e ambiente.

E se si ha bisogno di disinfettare il bucato, piuttosto che aggiungere additivi, preferisco fare un passaggio a 95 gradi. Il cotone di qualità non si rovina, il bianco è splendido, l’effetto deodorante assicurato.

Certo, questo non si mangia … ma spero  di essere stata comunque utile, e chiara. Un’ultima cosa: riponete il “vostro” detersivo in una scatola ermetica per proteggerlo dall’umidità, e scriveteci sopra cos’è.

Bucato al sole (acquerello)

bucato

 

Pasta zucchine e zenzero

zucchine e zenzero

La verdura fresca, così come la frutta, è irresistibile. In estate è un piacere trovare, al mercato o presso un’azienda agricola, pomodori appena raccolti, zucchini croccanti con il loro freschissimo fiore, lucide melanzane. In stagione, tutto viene proposto a prezzi molto contenuti, perché la produzione degli orti è instancabile, e io non resisto, nemmeno fossi davanti a una scatola di cioccolatini! Compro in quantità spesso esagerate poi, a casa, mi invento ricette diverse per non disperdere tanta freschezza.

Dato un esubero di zucchini, ho pensato a questo appetitoso sughetto che è stato molto apprezzato.

Per quattro persone ho usato:

  • 320 grammi di pasta corta
  • 8 zucchini freschissimi
  • 1 pezzo (circa due cm.) di zenzero
  • 1 piccolo scalogno
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Qualche rametto di maggiorana
  • Sale – grosso e fino

Tempo di preparazione e cottura: 40 minuti

Se gli zucchini sono veramente freschi e teneri, si può cominciare mettendo sul fuoco l’acqua per la pasta.

Ho spuntato e lavato gli zucchini e li ho affettati in modo abbastanza sottile e regolare.

Ho scaldato l’olio in una casseruola di terracotta, intanto ho tritato grossolanamente lo scalogno e lo zenzero privato della buccia, ho fatto soffriggere tutto dolcemente con qualche sorso d’acqua. Appena lo scalogno ha incominciato a disfarsi ho unito le fettine di zucchino, ho salato, infine ho messo il coperchio.

A questo punto mi sono occupata della pasta. Trattandosi di pasta corta, che richiede circa 12-13 minuti di cottura, l’ho messa a cuocere nell’acqua bollente e salata.

Ho seguito la cottura degli zucchini, aggiungendo man mano un pochino d’acqua perché non bruciassero, e quando sono stati pronti, cotti e quasi sfatti, ho aggiunto i pinoli e la maggiorana. Ho spento il fuoco, lasciando terminare la cottura solo con il calore assorbito dalla pentola.

Ho scolato la pasta e l’ho spadellata velocemente con gli zucchini.

Semplice e veloce, appetitoso, molto fresco e profumato, insomma evviva l’estate!

Strategie: Si possono preparare in anticipo gli zucchini cotti con scalogno e zenzero, scaldando all’ultimo momento e aggiungendo, solo a questo  punto, pinoli e maggiorana.

Variazioni sul tema: Questo condimento si presta perfettamente anche per un’insalata di pasta (non freddissima, ma a temperatura ambiente), sia come base per un risotto.

Il curioso, grafico fiore dello zenzero

zenzero fiore

Marmellata di lamponi

marmellata di lamponi

Le marmellate, le conserve sono un modo di portarci dietro i sapori dell’estate, che dura sempre troppo poco e dona i suoi frutti per un periodo limitato. Se poi questi frutti li troviamo spontanei e li raccogliamo noi, la soddisfazione è sicuramente maggiore.

Così, durante una passeggiata sull’alto Appennino, mi sono letteralmente imbattuta in una sequenza lunghissima di piante di lamponi, dalle quali si intravedevano i piccoli frutti. Come resistere? Ne ho raccolto un bel sacchetto e li ho portati a casa con l’obiettivo rigoroso di farne una marmellata.

Non conoscendo la ricetta, ho cercato in rete, e il fido Google mi ha subito risposto, avvisandomi che, per la mia richiesta, aveva da propormi oltre 18mila risultati. Tutti, credo, più o meno uguali.

C’è quindi bisogno che io aggiunga la mia? Volentieri la spiego, ma mi sembra più utile, a questo punto, dare qualche suggerimento per chi volesse andar per lamponi, come ho fatto io.

I lamponi si presentano in cespugli alti circa un metro, un metro e mezzo, che tendono a colonizzare il sottobosco. Crescono spontanei a un’altezza di circa 1000 metri, e maturano fra la fine di luglio e la metà di agosto. I frutti non maturano tutti insieme quindi, se si identifica un buon posto e se ne ha la possibilità, si può ritornare per più giorni, trovando ogni volta nuovi frutti.

I lamponi si nascondono sotto le foglie: quando ne vedete un cespuglio dal quale spunta qualche frutto qua e là, afferrate delicatamente un ramo e solleva telo, vedrete sotto che abbondanza!

I lamponi spontanei non sono tutti belli e uguali e regolari come quelli proposti nelle vaschette dei supermercati e dei fruttivendoli, e sono anche molto deperibili, visto che non hanno subito nessun trattamento, ma la pienezza e la dolcezza del sapore non è nemmeno comparabile!

Vediamo i tempi di raccolta e le quantità: in 15 minuti si raccolgono agevolmente circa 500 grammi (netti) di lamponi, equivalenti a un vasetto da 250 grammi. Questo, ovviamente, se resistete a mangiarne uno su due man mano che li raccogliete, tentazione legittima!

Ed ecco il mio procedimento (con vasetti pronti, ben puliti, sterilizzati e asciutti):

Ho messo i lamponi in un colino fine e li ho immersi in acqua fresca, lasciandoli a mollo per circa mezz’ora. Così si sono spolverati bene senza bisogno di sfregarli, sono troppo delicati e si sarebbero rovinati.

lamponi a mollo

Li ho scolati un po’ alla volta liberandoli da impurità e foglioline, e li ho rimessi nel colino per sgrondare bene l’acqua. Li ho poi trasferiti in una ciotola con 4/5 del peso in zucchero (per capirci, 800 grammi di zucchero per un chilo di lamponi) e il succo di un limone, e li ho lasciati riposare e amalgamare per alcune ore, rimescolando ogni tanto. Infine ho trasferito tutto in una pentola di acciaio e ho fatto cuocere per circa 30 minuti. Ho invasato immediatamente nei vasetti da 250 grammi, li ho posizionati capovolti (per facilitare la formazione del sottovuoto), li ho coperti con un uno strofinaccio e li ho dimenticati finchè non si sono raffreddati perfettamente. Già pronta per il consumo.

Io, ripeto, ho fatto la marmellata, ma a mio avviso la vera destinazione di frutti di bosco naturali, appena raccolti, è in compagnia di una tazza di buona panna fresca, poco zuccherata. Una delizia da gustare, magari solo una volta all’anno, ma il vero suggello di tanta bontà.

Variazioni sul tema: E’ importante ricordare che la quantità di zucchero può essere variata a piacere. Tradizionalmente la marmellata veniva preparata usando tanto peso in zucchero quanto in frutta, una proporzione che garantisce lunga durata di conservazione. Questo si spiegava in tempi passati, quando le possibilità di conservazione in luoghi refrigerati era nulla o poco efficace. Oggi non è più così, possiamo variare il grado di dolcezza delle nostre marmellate secondo il gusto personale. I frutti di bosco, un po’ asprigni, se meno zuccherati si prestano ad altri abbinamenti, come formaggi cremosi o in aggiunta a fresche insalate.

BUON FERRAGOSTO!

lamponi