Questo non si mangia – detersivo eco-logico eco-nomico


detersivo

“Primo non sprecare” è il titolo di questo blog, ma è anche la mia regola di vita (e il mio obiettivo è proprio quello di aiutare chi vuole adottarla). Non è quindi necessariamente legata solo al cibo, ma a tutto quanto usiamo nel nostro quotidiano. Non so dire come, tempo fa mi sono improvvisamente ricordata di un sapone per lavatrice che usavo quando avevo i miei bambini piccoli, e proprio con il loro arrivo ho incominciato ad avere un occhio attento alla sostenibilità e alla protezione dell’ambiente. Si tratta di un detersivo fatto in casa, e prima di proporlo ho voluto, non solo prepararlo, ma soprattutto testarlo. E funziona! Quindi ecco la “ricetta” di questa polvere detergente:

  • 1/3 di bicarbonato di sodio
  • 1/3 sapone di Marsiglia grattuggiato (è molto tenero e si fa velocemente)
  • 1/3 di sale grosso

Io ho usato una tazza come unità di misura: ho messo il sapone di Marsiglia grattuggiato e ho poi misurato più o meno lo stesso volume di sale e di bicarbonato.

Quantità ottenuta: sufficiente per circa 15 lavaggi mediamente sporchi

Spesa sostenuta: non più di 2 (due) euro.

Quali sono le caratteristiche?

Altissima biodegradabilità, quindi nessun residuo tra le fibre, bucato perfettamente sciacquato e nessun timore di irritazioni sulla pelle, anche dei più piccolini.

E’ perfettamente ecologico perché, appunto, si scioglie completamente in acqua.

Il sapone lava, ovviamente, e lascia un buon profumo di pulito

Il bicarbonato aiuta a sciogliere il calcare (anche se questo è un problema importante, dipende dalla durezza dell’acqua e, al bisogno, ogni tanto può essere indispensabile rivolgersi alla chimica)

Il sale smacchia, ravviva i colori e ha un leggero effetto ammorbidente.

Io l’ho provato e sono entusiasta. E’ perfetto su tutti i tessuti non troppo delicati (magari va bene anche perlana e seta, ma confesso che non ho ancora provato), ed è prezioso per lavare gli indumenti dei bambini.

Certo, vista la mancanza di fosfati, ogni tanto può capitare che qualcosa non si smacchi, non si pulisca perfettamente, in particolare le tovaglie e le salviette da cucina. In questi casi sono costretta a un intervento più aggressivo, ma penso sia sempre meglio fare regolarmente una scelta sostenibile, con poche e specifiche trasgressioni, piuttosto che aggredire ogni volta bucato e ambiente.

E se si ha bisogno di disinfettare il bucato, piuttosto che aggiungere additivi, preferisco fare un passaggio a 95 gradi. Il cotone di qualità non si rovina, il bianco è splendido, l’effetto deodorante assicurato.

Certo, questo non si mangia … ma spero  di essere stata comunque utile, e chiara. Un’ultima cosa: riponete il “vostro” detersivo in una scatola ermetica per proteggerlo dall’umidità, e scriveteci sopra cos’è.

Bucato al sole (acquerello)

bucato

 

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6 thoughts on “Questo non si mangia – detersivo eco-logico eco-nomico

      1. Non volendo sprecare proprio nulla, pensavo che avessi utilizzato le barbabietole per il rosso, la curcuma per il giallo, gli spinaci per il verde… Ma anche così, stai in alto alla classifica. 😘

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      2. Ri-grazie! Anche per gli spazi di miglioramento che mi suggerisci :). Io non ci avevo nemmeno pensato! Proverò, a cominciare dalla curcuma (che mi sembra la cosa più semplice, soprattutto per dosare i toni), e racconterò …

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