Salmone alla peruviana


salmone cipolla e cannellini

Ho assaggiato questo piatto tempo fa in casa di amici, e mi è stato presentato come una specialità sudamericana. Siccome non sono mai stata in Sud America, ho realizzato in quel momento di non conoscerne la cucina, nemmeno per sentito dire. E’ il momento di cominciare.

Ricetta facile e veloce, come un po’ tutte le mie, e adatta alla stagione calda alla quale, per adesso in teoria, stiamo andando incontro.

Gli ingredienti per 4 persone:

  • 3 tranci di salmone
  • 2 piccole cipolle di Tropea
  • 2 lime
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino
  • Qualche cucchiaio di olio evo
  • Sale, pepe
  • 1 scatola di fagioli cannellini già lessati (facoltativi)

Tempo di preparazione: 10 minuti + la marinatura

Diciamo subito che, per questo piatto, il succo di lime è indispensabile, e non può essere sostituito con il più consueto limone. Il lime è più morbido, meno aspro, e non maschera il sapore del pesce.

Quindi, ho spremuto i due lime, ho tagliato il salmone a tocchetti, ho messo pesce e succo in una ciotola e ho lasciato riposare tutto per un quarto d’ora circa.

Nel frattempo ho affettato finemente la cipolla e l’ho messa a bagno in acqua fredda, ho tritato l’aglio, privato dell’anima, con il peperoncino.

Ho scolato il salmone, l’ho condito con l’olio, il trito fine di aglio e peperoncino e la cipolla ben scolata.

Ho aggiunto i cannellini solo per rendere il piatto un po’ più ricco e un po’ più sudamericano.

Ho preparato questa ricetta qualche tempo fa, e ho scelto il salmone perché la stagione era ancora un po’ troppo precoce per avere una buona scelta di pesce dei nostri mari. Sul salmone ho opinioni discontinue: da un lato è un ottimo pesce dal punto di vista nutrizionale, ricco di Omega3 e altre sostante positive per la salute; per contro, si tratta di un pesce sempre importato, che quindi rientra in un mercato non sostenibile.

Detto questo, non trovo giusto neanche essere integralista, quindi ogni tanto ci sta anche un po’ di salmone.

Strategie: I miei 15 minuti di marinatura possono essere insufficienti per qualcuno, il pesce può rimanere nel succo di lime anche più tempo, fino a un’ora, secondo il gusto personale.

Variazioni sul tema: Con l’estate, vorrei provare (e suggerisco) la stessa ricetta con il pesce fresco dei nostri mari, dal pesce spada, al branzino o all’orata, fino ai gamberi, sostituendo i fagioli con una fresca insalata.

Vino: Ribolla gialla

Luis Egidio Meléndez – Natura morta con salmone e limone

Melandez_salmone

Nidi di baccalà mantecato


baccala mantecato in pasta fillo

Ci sono amicizie che si raccolgono nel corso della vita, che vanno, vengono, si fermano con discrezione, o hanno bisogno di cure attente e continue … e poi ci sono amicizie nate negli anni dell’adolescenza, quando tutto è nuovo e molto difficile, e quelle non finiscono mai. Possono passare gli anni, e ci possono essere in mezzo tanti chilometri, ma quando ci si incontra o ci si parla, è come se ci si fosse salutate il giorno prima.

Così è con Monica, che si inventava le mode mettendosi i fiori freschi tra i capelli lunghissimi, che sapeva creare i regali, che poteva ascoltare per interi pomeriggi, che prendeva a cuore ogni situazione.

Ora facciamo e diciamo cose diverse, ahimè, e tra le altre cose, ci raccontiamo le ricette di cucina. Questa, semplicissima e insieme di grandissimo effetto, è stato un suo regalo.

Gli ingredienti, per quattro persone:

  • 1 confezione di pasta fillo
  • 300 grammi di baccalà dissalato
  • 3 patate medie
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 foglie di alloro
  • 1 bicchiere di panna da cucina
  • 8 cucchiai di olio evo (4 + 4)
  • Sale, pepe
  • 8 stampini monoporzione (per i soufflé, i muffins …)

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora circa

Secondo le dirette indicazioni di Monica, ho sbucciato le patate, le ho tagliate a pezzetti e le ho lasciate a bagno in acqua fredda.

Ho rosolato nell’olio evo l’aglio con le foglie di alloro, ho aggiunto il baccalà un po’ spezzettato, le patate e ho fatto cuocere il tutto per 10-15 minuti, fin quando le patate sono risultate ben tenere. Ho aggiunto la panna e portato a termine la cottura. Ho eliminato aglio e alloro, trasferito il composto in una ciotola,  aggiunto l’altro olio e ho mescolato bene il tutto con un movimento rotondo, come per montare la maionese. Ho assaggiato per l’eventuale aggiunta di sale e pepe.

E’ il momento di accendere il forno a 180°

Ho foderato gli stampini con due-tre fogli di pasta fillo, li ho riempiti con il baccalà mantecato, e passati in forno per circa un quarto d’ora, ovvero il tempo che la pasta diventasse bella croccante e colorata, e così la superficie.

Ne ho serviti alcuni subito, ben caldi e fragranti, squisiti, ma altrettanto buoni erano quelli che abbiamo finito al secondo giro, un po’ più tiepidi.

Strategie: Si può preparare in baccalà mantecato in anticipo, ma mettere negli stampi e infornare all’ultimo momento

Variazioni sul tema: Per gli intolleranti al lattosio, ne ho provato una versione con il latte senza lattosio al posto della panna, e un’altra completamente senza latte, ma con più olio, e ho trovato buone entrambe le soluzioni.

Vino: Pinot bianco

La “chiesetta” davanti alla quale ci incontravamo …

Chiesa_Santa_Maria_Sanita_Genova

 

Risotto ai fiori di tarassaco e frittatina morbida alle foglie di tarassaco


risotto tarassaco

Stavamo tornando da una breve vacanza, con deviazione strategica per acquisti gastronomici, quando ho notato un campo tutto fiorito di tarassaco. Praticamente irresistibile.

Ne ho raccolto subito un bel mazzo, sia fiori che foglie (tenerissime in questa stagione) e mentre rientravo a casa pensavo a come utilizzarlo.
Le erbe spontanee sono invitanti per la loro freschezza, molte di loro squisite nel piatto, ma hanno un piccolo difetto: non durano! Se vi capita di fare un mazzo spontaneo, lo portate a casa, lo mettete in vaso pensando di cucinarlo il giorno dopo … niente da fare, il giorno dopo sarà praticamente da buttare.tarassaco
Ecco perché volevo trovare come usare tutto subito. Ed è nato il risottino giallo e la frittatina verde, tutto molto semplice e veloce.
Oltre al tarassaco, gli ingredienti:
320 grammi di riso
• 1 manciata di mandorle
• Qualche cucchiaio di olio evo
• Sale
• 2 uova
• 3 cucchiai di ricotta (in realtà io ho usato un formaggio cremoso fatto con il parmigiano, più saporito)
• Parmigiano reggiano grattuggiato
Tempo di preparazione e cottura: 20 minuti
Data la fragranza delicata delle erbe e dei fiori, non ho voluto appesantire con sapori diversi.
Ho tostato il riso velocemente nell’olio (mi dimentico sempre di provare a farlo a secco, mannaggia!), quindi l’ho portato a cottura con l’aggiunta di acqua e un pochino di sale, come un normale risotto.
Nel frattempo ho lavato velocemente i petali del tarassaco (bisogna tagliare solo le punte, perché la parte aderente al picciolo è un po’ amara) e le foglie.tarassaco a bagno2
Ho messo nel mixer petali e mandorle e ho frullato velocemente, per sminuzzare tutto in modo un po’ grossolano.
In una piccola padella ho scaldato ancora un pochino di olio, ho rotto le uova e aggiunto subito il formaggio fuso, ho mescolato il tutto con movimento circolare e ho inserito le foglie di tarassaco, in modo da avvolgerle nell’uovo cremoso.
Nel frattempo il riso è arrivato a cottura, e l’ho condito con il pesto di fiori e mandorle, e un pochino di parmigiano.
Un piatto unico (o doppio?) molto fresco e colorato. I petali e le foglie del tarassaco hanno sapori diversi, quindi la varietà del gusto è garantita. E oggi, per la prima volta quest’anno, ho sentito le rondini.

Dall’inverno alla primavera: ciliegio fiorito con, sullo sfondo, il Monte Cimone ancora innevato

ciliegio e cimone

Pollo alle mandorle


pollo alle mandorle1

Non amo la cucina cinese … In realtà credo di non aver mai assaggiato la vera cucina cinese, visto che i pochi avvicinamenti che ho fatto si sono limitati a ristorantini italiani. Chi ha assaggiato quella vera ne parla in termini ben diversi (del resto, è la prima cucina al mondo). Poi basta pensare a cosa propinano i cosiddetti ristoranti italiani all’estero, per fare le debite proporzioni …

Invece mi è piaciuto cucinare questo pollo, che ho trovato delizioso, oltre che facile e veloce.

Gli ingredienti:

  • ½ chilo di petto di pollo a fettine o bocconcini
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipollina
  • 2-3 cm. di radice di zenzero
  • ½ bicchiere di salsa di soia
  • 1 manciata di mandorle tostate
  • 5 cucchiai di olio di semi di mais
  • Farina

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 20-25 minuti

Prima di tutto ho infarinato la carne, operazione più veloce con i bocconcini, perché basta spolverarli di farina e “impastarli”, un po’ più lenta con le fettine, che vanno passate a una a una.

Ho tritato l’aglio, privato dell’anima, la cipollina e lo zenzero, li ho trasferiti nel wok con l’olio e li ho rosolati leggermente. Poi ho rosolato anche la carne, con pazienza perché tutta la superficie prendesse colore. Ho irrorato con la salsa di soia e ho lasciato terminare di cuocere, facendo naturalmente attenzione che non asciugasse troppo (nel caso, basta aggiungere un po’ d’acqua).

Infine ho aggiunto le mandorle, ho girato il tempo che si scaldassero, e il piatto è pronto.

Molto gustoso, se ne avanza è ottimo anche il giorno dopo.

Se non avete le mandorle tostate, si possono tostare in un pentolino antiaderente facendolo ruotare in continuazione sul fuoco medio. Bastano davvero un paio di minuti, ma è indispensabile non perderle di vista perché bruciano facilmente.

Strategie: E’ un piatto che consiglio se avete ospiti, in quanto si può preparare in anticipo la carne rosolata, e terminare rapidamente la cottura al momento di andare in tavola.

Vino: Salice Salentino Rosato

Il gallo blu dell’artista tedesca Katharina Fritsch installato a Trafalgar Square a Londra

epa03800598 German artist Katharina Fritsch's artwork Hahn / Cock is unveiled at Trafalgar Square's Fourth Plinth in London, Britain, 25 July 2013. The artwork is a sculptural portrait of the domestic cockeral or rooster. Fritsch describes Hahn / Cock as reflecting an image of oursleves: ' people can see themselves, their charachter in animals'.  EPA/ANDY RAIN

German artist Katharina Fritsch’s artwork Hahn / Cock is unveiled at Trafalgar Square’s Fourth Plinth in London, Britain, 25 July 2013. The artwork is a sculptural portrait of the domestic cockeral or rooster. Fritsch describes Hahn / Cock as reflecting an image of oursleves: ‘ people can see themselves, their charachter in animals’. EPA/ANDY RAIN

Crema di carote con zenzero e arancia


crema di carote

A me piacciono molto le creme e le zuppe di verdura, alle quali non rinuncio nemmeno con il caldo (sono ottime anche tiepide!), ma chissà perché a qualcuno sembrano un po’ tristi.

Invece basta pensare a piccolissime variazioni per avere un sapore davvero appetitoso.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • ½ chilo di carote (cioè 5-6 carote di media grandezza)
  • 1 scalogno (oppure qualche foglia verde di porro)
  • 1 arancia
  • 2 cm. di radice di zenzero
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Erba cipollina e/o foglie di carota
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20-25 minuti

Dopo averli puliti, ho tritato scalogno (o foglie del porro) e zenzero e li ho fatti rosolare nell’olio, dolcemente. Intanto ho pulito le carote con il guanto scrub, le ho tagliate a rondelle e le ho man mano aggiunte al soffritto, di modo che si insaporissero bene. Ho coperto con acqua (o, se volete, strafare, con il brodo vegetale), ho salato con un cucchiaino scarso di sale grosso, e ho lasciato cuocere indisturbato per circa 15 minuti. Nel frattempo, ho spremuto l’arancia. Ho controllato che le carote fossero ben cotte e ho verificato la sapidità. A fuoco spento, ho frullato con il frullatore a immersione (va benissimo, perché non ci sono fibre e la crema che si ottiene è perfetta) ho aggiunto il succo dell’arancia e ho decorato/arricchito con qualche stelo di erba cipollina e di foglioline di carota.

Provate perché il sapore è davvero stuzzicante, oltre che leggermente piccantino!

Se poi c’è qualche crostino, va benissimo.

Strategie: Io ne faccio sempre il doppio e la conservo due o tre giorni in frigorifero. Al più aggiungo le foglioline fresche al momento di servirla.

Vino: Novello

Queste bellissime carote sono un disegno a pastelli della mia amica Marina Maniga, che gentilmente mi ha permesso di usarlo qui. Grazie Marina e complimenti 🙂

carote marina