Patate croccanti nel pangrattato


patate pangrattato

Ho preparato le patate croccanti tutta la vita, sempre con la stessa ricetta, poi mi è arrivato un suggerimento apparentemente banale e … voila! Tutto un altro risultato. Provare per credere.

Gli ingredienti sono subordinati alla quantità di patate che si vuole preparare, e non è difficile regolarsi a occhio. In ogni caso servono patate, ovviamente, olio di semi di mais per friggere, pangrattato e sale grosso. Serve anche una bella padella capiente.

Ho preparato una ciotola di acqua fredda, ho sbucciato le patate, le ho lavate bene e man mano le ho messe a bagno. Le ho quindi riprese per tagliarle a tocchetti (ma si possono fare anche bastoncini o spicchi, l’importante è che non siano troppo sottili), conservandole sempre nell’acqua.

Ho scaldato un bel dito d’olio nella padella e, quando è stato caldo, ho trasferito le patate precedentemente asciugate. Le ho fatte cuocere con una frittura leggera, mescolandole spesso, facendo attenzione che si ammorbidissero in modo uniforme e infine acquisissero una bella crosticina dorata.

Quando sono state pronte, le ho scolate dall’olio, che ho gettato. Sul fondo della padella ho messo qualche pizzico di sale grosso e due o tre cucchiai di pangrattato. Ho fatto tostare il tutto velocemente su fiamma vivace, mescolando in continuazione: mentre il sale si scioglieva, il pangrattato si tostava (l’attenzione è indispensabile per evitare che, invece, bruci). Infine ho rimesso le patate e le ho amalgamate bene con questa croccante rifinitura.

Pochi minuti di lavoro in più rispetto a un piatto di normali patate croccanti, ma un sapore e una consistenza diverse e nuove.

Strategie: Si possono friggere le patate in anticipo, conservandole su carta assorbente

Variazioni sul tema: Le patate possono essere insaporite a piacere, con aglio, rosmarino, spezie come il curry e la curcuma, o ancora altre erbe a piacere.

Vino: Freisa

Albert Samuel Anker – La piccola pelatrice di patate

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Torta bianca di porri


torta di porri

Da qualche anno, in molte città, ha preso campo la piccola tradizione di organizzare una cena, all’aperto, in bianco: bianche le tovaglie, bianchi tutti gli accessori per la tavola, bianche le sedie, rigorosamente bianco l’abbigliamento dei partecipanti, e bianco il cibo.

Qual è la regola base di queste cene, sempre coronate da un enorme successo e una festosa partecipazione? Ognuno deve portarsi tutto da casa, dal tavolino al tovagliato, alle stoviglie, alle cose da mangiare.

Questa è la torta bianca che ho pensato per l’occasione ma che, pensate un po’, è ottima anche in una cena coloratissima.

Ingredienti per una torta di circa 28 cm. di diametro:

  • pasta base per torte salate fatta con 200 grammi di farina
  • 3 porri
  • 250 grammi di ricotta
  • 1 manciata di pistacchi appena spezzettati
  • 2 cucchiai di olio evo
  • ¼ di bicchiere di latte
  • 2 uova
  • 1 manciata di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 1 grattata di noce moscata
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti per i porri + 30 minuti per la torta

Ho preparato la pasta usando, questa volta, metà farina integrale e metà farina 0, per non esagerare con il candore. L’ho lasciata riposare una buona mezz’ora.

Intanto ho affettato i porri, recuperando quanto più possibile della parte verde (attenzione che tra le foglie si nasconde spesso del terriccio, di cui ci si accorge solo quando si affettano!)

Ho messo in padella l’olio e il latte, ho versato i porri e li ho fatti stufare dolcemente fino al quasi disfacimento. Ho salato a metà cottura. Più tempo si può dedicare a questo passaggio, più dolci diventano i porri.

Una volta pronti, a fuoco spento, ho aggiunto i pistacchi e la ricotta, per raffreddare il composto, quindi le uova, il parmigiano e la noce moscata. Ho assaggiato per regolare di sale e di pepe.

Ho scelto una bella teglia di ceramica da poter trasportare, ho steso la pasta, su questa la crema di porri, e infine ho decorato con una piccola griglia di pasta, per creare qualche ulteriore punto croccante in una torta che, altrimenti sarebbe forse troppo cremosa.

Ho infornato per circa mezz’ora a 200 gradi, forno statico.

Buona sia calda che fredda, è quindi perfetta per essere trasportata e consumata quando fa comodo.

Qui potete trovare informazioni “istituzionali” sulle cene in bianco, e magari organizzarne una.

Strategie: Si possono cuocere i porri in anticipo

Variazioni sul tema: Chi è intollerante al lattosio può usare un latte e un formaggio cremoso adatto. Mi dicono che esiste anche la ricotta delattosata.

Buona estate!

La cena in bianco sotto la Tour Eiffel

Participants dressed in white take part in a big open air white dinner at the Trocadero gardens, in front the Eiffel Tower, in Paris, Thursday, June 13, 2013. The event is a reminiscent of flash mobs, where hundreds of people descend on one area at a specific time, summoned by SMS text message, gsm phone call or email. (AP Photo/Thibault Camus)

Participants dressed in white take part in a big open air white dinner at the Trocadero gardens, in front the Eiffel Tower, in Paris, Thursday, June 13, 2013. The event is a reminiscent of flash mobs, where hundreds of people descend on one area at a specific time, summoned by SMS text message, gsm phone call or email. (AP Photo/Thibault Camus)

 

Crema di fave alla menta


crema di fave e menta

Se preparate un bel sugo di muscoli per gli spaghetti, e ve ne fate avanzare qualcuno, e se trovate ancora delle fave fresche, potete fare questo semplice e fresco antipastino, molto buono (non l’ho detto solo io!) e anche bello da vedere. Un fresco anticipo d’estate …

Gli ingredienti:

  • ½ kg. di fave, pesate da sgusciare, freschissime
  • 10 (circa) foglie di menta
  • 20 (circa) cozze
  • 5-6 cucchiai di olio evo
  • Frullatore efficiente

Tempo di preparazione: 20 minuti (con cozze già preparate e sgusciate)

Ho sgranato le fave e le ho lavate velocemente. Le ho trasferite nel frullatore insieme con l’olio e un pizzico di sale, ho frullato bene in modo da ottenere una crema liscia e omogenea. Per l’olio in verità mi sono regolata un po’ a occhio, il risultato deve essere vellutato. Ho diviso la crema in quattro bicchierini individuali, li ho messi in frigorifero e lì li ho lasciati fino al momento di consumarli.

Poco prima di andare in tavola ho tagliuzzato la menta a striscioline, l’ho aggiunta alla crema di fave e ho decorato con qualche muscolo. In realtà il pesce non è solo decorativo, anzi. La menta dona vigore alla dolcezza della crema di fave, che a sua volta acquisisce sapidità e una nota particolare nell’incontro con il pesce.

Variazioni sul tema: Al posto dei muscoli (o cozze), soprattutto se non si hanno pronte, si possono usare da uno a tre gamberi a persona, a seconda delle dimensioni.

Vino: Marino, Soave

Il fiore delle fave, bello e vistoso

fave fiore

Filetto di maiale alle verdure, con profumo di arancia


filetto maiale all'arancia

Con questa ricetta vorrei concludere quella che ho chiamato “trilogia del sedano”. Fa un po’ ridere, un nome così applicato a una verdura umile come il sedano, ma avendone comperato uno intero, ho voluto raccontare come l’ho usato tutto, senza sprecarne nemmeno un centimetro.

Quindi, dopo aver usato il cuore per la pasta alla checca, le coste intermedie per la pasta con sedano e fiori di zucca, ho preparato questo arrostino che, grazie all’accompagnamento abbondante con le verdure che lo hanno insaporito, si è presentato già provvisto di contorno.

Queste le proporzioni:

  • 2 filetti di maiale
  • 5- 6 coste esterne di un sedano
  • 3 carote
  • 1 scalogno o 1 piccola cipolla
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 bicchiere di succo di arancia (non ho trovato arance fresche, ho usato quello in scatola)

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti al massimo

Prima di tutto ho lavato bene carote e sedano con il guanto scrub e ho tagliato tutto grossolanamente a dadini. Ho affettato finemente lo scalogno.

Ho scaldato l’olio in un tegame capiente (mi trovo bene con il wok) e ho fatto imbiondire appena lo scalogno con il rosmarino, quindi ho messo i due filetti di maiale. Li ho rosolati si tutti i lati, girandoli un paio di volte. Ho aggiunto le verdure, mescolando bene perché si insaporissero nel fondo di cottura, le ho salate, infine ho bagnato con il succo di arancia, ho aggiunto l’alloro, e coperto il tutto. Ho però verificato spesso la cottura, girando la carne e mescolando le verdure, per evitare che il tutto si asciugasse troppo. Dopo circa 15 minuti ho controllato la cottura della carne, pungendola nel mezzo con uno spiedino: se esce ancora sangue deve cuocere ancora un po’, se esce liquido trasparente è pronta. Continuare la cottura vuol dire renderla asciutta e poco saporita.

Lo stesso tempo è sufficiente per le verdure, che risultano così ancora un pochino croccanti.

E’ un piatto semplicissimo, proprio per questo non ha controindicazioni e, per la mia esperienza, piace a tutti.

Strategie: la ratatouille di verdure permette di recuperare eventuali ortaggi scompagnati rimasti in frigorifero.  Anche quelli cotti, basta metterli alla fine.

In ogni caso io ho sempre qualche costa di sedano (e qualche carota) pulite e surgelate, pronte pe insaporire un brodo o arricchire un soffritto.

Vino: Barbaresco

Giovanni Segantini – La gioia del colore

segantini la gioia del colore

Pasta con sedano, caviale di olive e fiori di zucca


pasta sedano pasta olive e fiori di zucca

Quando si dice il recupero … Avevo comprato il sedano e ho usato il cuore per la pasta alla checca. Naturalmente il sedano è molto più del cuore, e quindi volevo smaltire la parte più esterna. Ho incominciato con le coste, diciamo, intermedie, e ho preparato questa pasta veloce, buona e dal sapore molto fresco.

Avevo però bisogno di un tocco di colore, che ho trovato nei fiori di zucca avanzati dalla sfoglia

Ecco la semplicissima ricetta per quattro persone:

  • 320 grammi di pennette
  • 5-6 coste di sedano – non il cuore, non quelle più esterne – intere, con le foglie
  • 1 spicchio d’aglio
  • 6 cucchiai di olio evo
  • 2 cucchiai di caviale di olive nere
  • Qualche fiore di zucca

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20-25 minuti

Ho tagliato le coste del sedano in pezzetti di circa un centimetro, ho scaldato l’olio in una padella grande abbastanza da poterci, poi, condire la pasta, ho fatto imbiondire lo spicchio d’aglio, quindi ho aggiunto il sedano. Ho rosolato velocemente, salato appena, giusto per far uscire un po’ di umidità, e portato lentamente a cottura con l’aggiunta di qualche cucchiaio d’acqua.

Nel frattempo ho messo su l’acqua della pasta e, quando questa ha preso bollore, l’ho calata.

Un paio di minuti prima di scolare la pasta, ho aggiunto il caviale di olive, che dà sapore e sapidità, infine i fiori di zucca tagliati a listerelle, che devono rimanere quasi crudi, per non disfarsi. Si cuoceranno con il calore della pasta.

Ho scolato e saltato tutto insieme, servito subito. Però è molto buona anche tiepida, quindi lo vedo un buon piatto per l’estate.

Variazioni sul tema: Con una pasta senza glutine va bene anche per chi è intollerante

Vino: Traminer dell’Alto Adige

Le Quattro Stagioni dell’Arcimboldo

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