Pasta con mortadella e granella di pistacchio


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Non ho una passione esagerata per la mortadella, salvo per quella al pistacchio, che mi piace invece moltissimo. Sono stata qualche giorno in Sicilia, dove ho fatto una piccola scorta di specialità locali tra cui, come avrete indovinato, i pistacchi.  Scorta piccola perché, volando low cost, le possibilità di fare dispensa sono ahimè limitatissime.

A casa, è stato un attimo far subito una pasta perfetta per i miei gusti.

Forse non devo nemmeno spiegarla, ma per completezza …

Ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di pasta corta
  • 80 grammi di mortadella di qualità
  • 4 cucchiai di granella di pistacchi (già, io ho trovato anche quella, bell’e pronta)
  • 1 piccolo scalogno
  • 4 cucchiai di olio evo + un giro

Tempo di preparazione e cottura: lo stesso necessario per la pasta

Mentre si scaldava l’acqua nella pentola, in un tegame di coccio ho rosolato nell’olio lo scalogno tritato finemente. Ne ho scelto uno molto piccolo perché volevo che desse sapore senza prevaricare le altre fragranze. Ho aggiunto la mortadella tagliata a quadretti, l’ho lasciata ben scaldare, ammorbidirsi, sciogliere un po’ la parte grassa. Infine, ho aggiunto la granella di pistacchio senza farla cuocere, appena il tempo di scaldarla.

Ho scolato la pasta e l’ho versata direttamente nel condimento, facendola insaporire, e ho terminato con un giro di olio a crudo.

Per il mio gusto non va aggiunto né parmigiano né, come è molto diffuso in Sicilia, il pangrattato abbrustolito, ma i gusti son gusti …

Strategie: I pistacchi fanno parte dei “superalimenti” che, secondo le ricerche più attuali e accreditate, sono dotati delle maggiori virtù protettive per la nostra salute.

Vino: Catarratto

Vi lascio l’immagine di un tramonto siciliano

tramonto-favignana

 

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25 thoughts on “Pasta con mortadella e granella di pistacchio

  1. Credo di avere un’altra “sorella virtuale”: come te io SOLO mortadella al pistacchio, quella che sta diventando difficile trovare come iddiocomanda. Tagliata finissima, a volte messa in una “mantovana” (formato di pane a Trieste) con un peperone sottaceto, anch’esso quasi introvabile, era la merenda a scuola, durante una gita in montagna.
    A Trieste, almeno un tempo, nelle osterie era consuetudine trovare le mortadellone giganti, le tagliavano a grossi cubetti che spruzzavano col limone.
    Io adopero la mortadella “semplice” per il polpettone e le polpette, me l’aveva insegnato la mamma di un mio moroso 🙂

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