Chips di bucce di patate


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Ecco, mi sembra già di sentire qualcuno ridere di cuore e pensare: ecco la solita genovese che non butta via niente!

Ebbene sì, ho provato a recuperare anche le bucce delle patate (fresche, ora è stagione) e il risultato è stato ottimo.

Devo dire, per correttezza, che l’idea di partenza è arrivata da mia sorella Laura, ultimamente attiva collaboratrice per quanto solo in via telematica: abitiamo in città diverse, quindi gli scambi sono spesso affidati a messaggi o, più spesso, innumerevoli whatapp pieni di foto e appunti.

Non ci sono dosi precise, si possono fare ogni volta che servono le patate sbucciate (per un purè, per un minestrone). E’ fondamentale lavarle molto molto bene, poi asciugarle, recuperare le bucce, appoggiarle su un tegame da forno foderato con l’apposita carta, condirle con un filo di olio, sale, poco parmigiano grattuggiato e qualche spezia a piacere: paprika, peperoncino, curcuma, rosmarino ….

Si passano in forno statico a 180 gradi per 15 – 20 minuti, finchè diventano belle croccanti.

Che vi devo dire: sono anche meglio delle patatine, provare per credere!

Attenzione! Stefan mi fa notare che nella buccia delle patate è concentrata la solanina,  un alcaloide glicosidico tossico. Mangiamole, ma senza esagerare 🙂

 

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49 thoughts on “Chips di bucce di patate

  1. Dio mio mi hai fatto venir voglia di provarle!!! Mitica la battuta della genovese! Sai la prima volta che andai a Genova, appena sceso alla stazione, presi un caffellatte. Al mio terzo cucchiaino di zucchero il proprietario del bar mi redarguì: “Eh, guardi che con questa quantità lo zucchero si paga a parte!” Reagii con una risata che più sonora non si potè! A lui sorpreso spiegai che, niente ma che ero sorpreso di veder confermato così di colpo un vecchio luogo comune. Pagai la piccola differenza e me ne andai per niente contrariato, amando ancòr più le genti affezionate al loro clichè 😀

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      1. Grazie per l’amore per la mia città, che amo tantissimo e mi manca. Faber … è Faber. Io l’ho conosciuto nei primissimi tempi in cui lanciava i primi pezzi (Il testamento, Marinella, Carlo Martello ecc), era famoso solo a Genova e lo si vedeva in giro

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    1. Grazie! Con queste chips ho scoperto l’acqua calda, in molti mi hanno detto di conoscerle già. Non tanto qui, quanto chi mi segue nella vita vera e mi telefona o manda whatsapp per commentare

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