Il dado (ricetta di autoproduzione)


dado

Quando ho aperto questo blog non potevo sapere la piega che avrebbe preso. Mi interessava avere una traccia delle mie ricette preferite, declinate secondo le mie preferenze, e trasmettere l’esperienza di una vita per risparmiare tempo e denaro.

Con gli anni questa esigenza, che pensavo solo mia, si è rivelata interesse di molti, ed eccomi a riprendere vecchi post (questo è del 7 gennaio 2013) più che mai attuali.

Uno degli ingredienti più comodi in cucina è il dado: in un attimo, e con poca spesa, insaporisce qualunque piatto, aiuta a preparare il risotto, permette di allestire una minestrina digestiva. Peccato che, a guardare gli ingredienti, non si riesca nemmeno a capire bene di cosa è fatto: sale, vedure varie disidratate, carne (che possiamo bene immaginare non sia proprio di prima scelta) …

Quindi io il dado me lo faccio! Naturalmente la forma sarà un pochino diversa, ma con ingredienti controllati, freschi e scelti, e oltre a essere molto, ma molto più buono di quello che si compra, in un attimo posso avere un brodo di carne come si deve, e non quell’insipida acquetta unta che si ottiene con il prodotto industriale.

Ecco cosa dovete comprare per prepararne una ragionevole quantità:

  • ½ kg. diaframma di manzo (se il macellaio non l’avesse, ordinatelo)
  • 300 gr. carote
  • 300 gr. cipolle
  • 300 gr. sale fino
  • ½ mazzo di prezzemolo
  • ½ litro d’acqua

E ora il massimo della semplicità: tagliate la carne a pezzettini (o fatevela tagliare direttamente dal macellaio), pulite e tagliate a grossi pezzi le verdure, selezionate le foglie del prezzemolo e sciacquatele, mettete tutto in una pentola di giuste dimensioni, aggiungete il sale e l’acqua e fate bollire piano piano per tre ore, controllando ogni tanto che il liquido non asciughi troppo, ma cercando di farlo consumare quasi completamente. A fine cottura, fate raffreddare un pochino, frullate con il minipimer e travasate in un vasetto, da conservare in frigo.

La quantità equivalente a un dado industriale è un cucchiaio raso da cucina.

Io di solito lo preparo in autunno, per averlo pronto durante la stagione fredda, e si conserva tranquillamente per molti mesi.

E qualche volta la sera d’inverno, se avete poco tempo e volete preparare un primo gustoso e leggero, potete scaldare un po’ d’acqua, aggiungere uno o due cucchiai del vostro dado casalingo, eventualmente mettere anche un po’ di pastina, e infine concludere con due cucchiai di formaggio Philadelphia: è ottimo!

Da allora ho imparato altri due modi per fare il “dado”:

  • la stessa ricetta di cui sopra, ma senza carne, quindi vegetale, vegetariano e vegano
  • con gli scarti delle verdure (bucce di patate, estremità delle carote, gambi di sedano coriacei …), naturalmente tutti ben lavati, fatti seccare in forno a 60 gradi, a lungo, poi sminuzzati. Si aggiunge il sale e qualche erba disidratata a piacere, e si utilizza con un filtro come questo:filtro-te
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37 pensieri su “Il dado (ricetta di autoproduzione)

    • Io lo conservo in frigo per molti mesi. Lo preparo, come ho appena detto a Giovanna, all’inizio dell’autunno e mi basta fino all’estate successiva. In estate ne sento meno il bisogno. Fai solo attenzione, quando lo usi, di richiuderlo e riporlo in fretta per evitare sbalzi di temperatura

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  1. ottima idea! Tanto più che nei dadi che si comprano c’è il famigerato glutammato che tra l’altro i miei figli ne sono intolleranti! Nelle versioni di cui tu parli preferisco quella vegetariana.. ma poi lo tieni in frigo? … Buona domenica mia cara Paola

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  2. Jan ha detto:

    Ciao Paola! Sono holandese e oggi ha scoperto tua site,Mas in ricette di dado ho pensato, si e giusto di agiungere 300 gr di sale? E 20 % delle ingrediente!!! E veramente giusto? Penso trente gr deve essere sufficiente. E piu o meno 3%. Salute Jan

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    • Ciao Jan e grazie della visita! La quantità di sale è corretta, in quanto si userà una piccola quantità di dado per ogni piatto cucinato, circa un cucchiaio, e non si dovrà aggiungere altro sale. Spero di essere stata chiara 🙂 Grazie ancora e a presto

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