Buon Natale


acquarello natale

Eccoci di nuovo arrivati a quella scadenza annuale che, pur con un sottofondo di bisbigliati mugugni e leggera insofferenza, tutti attendiamo con piacere, e una punta di emozione.

Chi è circondato da bambini piccoli si diverte un mondo: indovinare i desideri, raccogliere suggerimenti, procurarsi i regali, nasconderli in posti improbabili … cos’altro ci riporta a essere ancora bambini anche noi?

Chi non ne ha, si diverte lo stesso a cercare, comperare, fare e impacchettare, perché quelle giornate casalinghe e calde, insieme agli affetti più veri, arrivano solo questa volta all’anno.

Poi si riparte, come nuovi.

Natale vuol dire anche pranzi e cene, la cui preparazione rientra nel divertimento. In passato, ho cercato di dare qualche suggerimento richiamando ricette varie già proposte da me.

Quest’anno vorrei cambiare, e proporre una selezione di piatti che, a mio insindacabile giudizio, sono perfetti per le prossime feste.

Questi piatti non sono stati cucinati da me, ma da alcuni degli amici che condividono con me la passione per la cucina e per lo scrivere della stessa, amici che, salvo rare eccezioni, non ho mai visto, né mai parlato, ma che fanno ormai parte della mia vita.

Come antipasto, perché non cominciare con questa delicata ma appetitosa Charlotte di melanzane proposta da Stefan, bravissimo gourmet che scrive dall’Olanda ed è innamorato (anche) della cucina italiana?

Come primo piatto Max, cuoco professionista, propone questi golosi Bigoli con ragù d’anatra e trito di castagne

Se invece preferite un piatto a base di pesce, magari per la vigilia, con questi Spaghetti burro, alici e burrata di bufala, preparati e benissimo presentati da Roberto, farete un figurone

Passiamo ai secondi piatti, e cominciamo dal pesce.

Giovanna, nella sua luminosa Sicilia, ha cucinato questo Salmone arrostito con crema di patate allo zafferano, mentre ecco ancora Max con il Filetto di spigola con melograno, simbolo perfetto di buon augurio.

La dolce Ilaria ha ideato questi Spiedini di gamberi con salsa agrodolce.

E la carne? Temo che arrosti e bolliti saranno sempre i protagonisti, ma perché non provare qualcosa di originale come il Pollo al Bloody Mary di Milena o il Polpettone ripieno al topinambur di Simona?

Un po’ di insalata? La pagina che fa per voi è quella di Elisabetta, un vulcano di fantasia

Infine i dolci, con diverse proposte:

Ode alla nocciola, ma anche alla pera Williams e al marron glacé, di Milena

La pizza sette sfoglie di Ines

Il Tripudio di frutta secca di Cioccolato e Liquerizia

I Biscotti speziati (della sua nonna) di Laura

La Torta di noci e caffè del cuoco Gigi

Infine, se avete voglia e tempo di preparare in casa anche pane e grissini, venite a trovarmi: tante preparazioni semplici e di sicuro successo.

Buon Natale, buone feste a tutti

Paola

Lorenzo Lotto, Natività

natività

 

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Brownies


Mi accorgo con grande stupore che non ho mai pubblicato la ricetta dei brownies.

Eppure sono buonissimi, molto facili e, dopo Natale, rappresentano una buona opportunità per riciclare qualche avanzo dolce.

Ecco la ricetta classica per prepararne una buona quantità, indicativamente per sette o otto persone

Gli ingredienti:

  • 80 grammi di cioccolato fondente
  • 140 grammi di farina
  • 100 grammi di burro
  • 200 grammi di zucchero
  • 2 uova
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 100 grammi di gherigli di noci o nocciole sbucciate

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti

Prima di tutto preparate gli ingredienti nella loro forma utile: nel microonde fate sciogliere il burro e il cioccolato, e tritate grossolanamente la frutta secca.

Ora, semplicemente, mescolate tutto insieme: cioccolato, burro, zucchero, lo zucchero vanigliato, poi le uova, la farina e la frutta tritata. Il risultato sarà una bella crema densa.

Accendete il forno statico a 180°.

Foderate con la cartaforno una teglia rettangolare, versate il composto, livellatelo bene, quindi mettetelo a cuocere nel forno. È pronto in circa mezz’ora, quando sarà asciutto internamente e ben lucido e croccante sulla superficie.

Lasciate raffreddare perfettamente poi, con un coltello non seghettato, tagliate dei cubi di circa 4 cm. di lato. Trasferiteli in una ciotola e, voila, i brownies sono pronti.

Attenzione perché, secondo me, danno dipendenza.

Strategie: per renderli un po’ più leggeri, io uso metà dose di burro, e mi aiuto con il latte per avere la consistenza giusta dell’impasto

Variazioni sul tema: Come dicevo in apertura, questa ricetta si presta bene a riciclare eventuali avanzi dolci del Natale. Come fare? Tutta la frutta secca può integrare o sostituire le noci o le nocciole, incluso la frutta disidratata o i canditi. Se avanza invece del torrone, lo si può far sciogliere e aggiungere all’impasto, evitando la frutta secca e lo zucchero.  Sarà solo necessario assaggiare l’impasto crudo per verificare il grado di dolcezza preferito e, eventualmente, correggerlo.

Ho trovato in rete questo simpatico acquarello che ritrae, appunto, i brownies. Spero vi piaccia come è piaciuto a me.

 

8 dicembre 1980


Chissà chi si ricorda dov’era, cosa faceva quel giorno, quando è arrivata la notizia che John Lennon era stato assassinato. Io lo ricordo perfettamente, fu un vero colpo.

John Lennon aveva 40 anni, io ero molto più giovane e mi sembrava che, tutto sommato, avesse raggiunto un’età notevole (ovviamente ho ampiamente cambiato idea), ma non sembrava possibile, non eravamo preparati a un mondo senza John Lennon

La tazzina dell’illustrazione è una illy Art Collection disegnata da Yoko Ono, riparata con la tecnica del Kinsugi

E questo che segue è un testo di John Lennon, che oggi sembra scontato, e allora non lo era affatto (grazie a Mypersonalspoonriverblog)

 

They made us believe

“They made us believe that real love, the one that’s strong, only happens once, more likely before your thirties. They never told us that love is not something that you can put in motion, neither has time schedule.

They made us believe that each one of us is the half of an orange, and that life only makes sense when you find that other half. They did not tell us that we were born as whole, and that no one in our lives deserves to carry on his back such responsibility of completing what is missing on us: we grow through life by ourselves. If we have a good company it’s just more pleasant.

They made us believe in a formula “two in one”: two people sharing the same line of thinking, same ideas, and that it is what works. It’s never been told that it has another name: invalidation, that only two individuals with their own personality is how you can have a healthy relationship. It has been made to believe that marriage is an obliged institution and that fantasies out of hour should be repressed.

They made us believe that the thin and beautiful are the ones who are more loved, that the ones that have little sex are boring, and the ones that have a lot of it are not trustful, and that will always have a old shoes to a crooked foot; what they forgot to tell us is that there are more crooked minds than feet.

They made us believe that there’s one way formula to be happy, the same one to everybody, and the ones that escape from that are condemned to be delinquents. We have never been told that those formulas go wrong, they get people frustrated, they are alienating, and that we can try other alternatives. Oh! Also they did not tell us that no one will tell those things to us. Each and everyone of us will have to learn by ourselves.

And, when we get to the point that you are in love with yourself first, that’s when you can fall in love with somebody.”

~ John Lennon

 

Ci hanno fatto credere

Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni.
Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà.
Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.

Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare.
Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.

Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto!
Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.

Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione.
Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.

Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sé. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.

~ John Lennon

Pane alle noci


È buonissimo il pane alle noci, e facile da fare. Sotto le feste credo sia particolarmente indicato, sia per la presenza della frutta secca, sia perché si presta a fare da accompagnamento a salmone, fois gras, paté e altre prelibatezze natalizie.

Gli ingredienti sono:

  • 200 grammi di farina semi integrale
  • 300 grammi di farina bianca 0
  • 10 – 12 noci
  • 1 cucchiaino di sale
  • 300 grammi circa di acqua

Non ho nominato il lievito, in quanto io ho usato il lievito madre, ma chi preferisce usare il lievito di birra, o altro lievito disidratato, va bene lo stesso e il percorso sarà più veloce.

Qui descrivo come ho fatto io:

al mattino del giorno prima ho rinfrescato il mio lievito madre. Ormai io lo utilizzo in forma liquida, quindi per il rinfresco ho pesato 30 grammi di lievito direttamente nella planetaria, ho aggiunto 30 grammi di acqua e 30 grammi di farina Manitoba, un cucchiaino di miele, ho mescolato bene, ho coperto e ho lasciato riposare per alcune ore.

Verso sera ho preparato le noci spezzettate. Ho aggiunto al lievito le farine, il sale, le noci, e l’acqua, tenendomi naturalmente un po’ indietro perché l’impasto deve risultare morbido, ma non esageratamente. Meglio dover aggiungere acqua che farina!

Ho messo tutto in frigorifero, fino alla mattina successiva, quando ho ripreso l’impasto e l’ho trasferito in uno stampo da plum cake (io mi trovo benissimo con quelli in silicone). Ho sistemato tutto nel forno spento, per tenerlo al tiepido e al riparo dalle correnti.

Dopo qualche ora, ho ripreso l’impasto, ho acceso il forno a 180° e, a temperatura, ho infornato il pane. Dopo circa un quarto d’ora ho alzato a 200°.

Cuoce in circa 30 minuti.

Dopo aver verificato la cottura anche all’interno, l’ho sfornato e, dopo qualche minuto, l’ho tolto dallo stampo, in quanto l’umidità interna deve pian piano uscire attraverso la crosta.

L’ho affettato freddo, altrimenti si sbriciola troppo.

E’ squisito, piace a tutti, e si conserva bene per due o tre giorni, morbidissimo e saporito.

Se invece non avete o non vi va di usare il lievito madre, ma un altro lievito disidratato, impastate tutto la mattina stessa, lasciate lievitare un paio d’ore in una ciotola coperta, poi ancora qualche ora nella forma desiderata. Infine cuocete come descritto. È importante dare al lievito il tempo di esaurire la sua funzione, senza dimenticare che così si smaltisce anche un po’ di glutine.

Giuseppe Buffoli, Il prezzo delle noci

Gratin dauphinois


Una ricetta francese. Chi mi conosce sa che amo la Francia e la frequento ogni volta che posso. Nell’ultima vacanza ho assaggiato questo piatto, un vero classico, l’ho ripetuto a casa con molta soddisfazione, ed eccolo qui.

Ingredienti per quattro persone:

  • 1 Kg. circa di patate di qualità
  • 1 litro scarso di latte intero
  • ¼ di panna
  • 1 spicchio d’aglio
  • burro
  • Sale, pepe, noce moscata

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 2 ore e mezzo

Ho pelato le patate (mi raccomando, che siano buone e sode, ancora se ne trovano), le ho lavate sotto l’acqua corrente, e con pazienza le ho affettate a fettine di circa 2 – 3 mm. di spessore. Se avete la mandolina, siete avvantaggiati.

Le patate NON vanno assolutamente messe a bagno, in quanto l’amido che contengono è importante per la riuscita di questa ricetta.

Con lo spicchio d’aglio, ho sfregato energicamente il fondo di una teglia rettangolare, quindi l’ho imburrata generosamente.

Ho fatto un primo strato di fettine di patata, sistemandole una accanto all’altra, leggermente sovrapposte, quindi ho condito lo strato con sale, pepe, noce moscata, latte e un po’ di panna.

Ho continuato strato per strato, fino a esaurimento delle patate, e ho concluso con la panna.

Il gratin dauphinois originale non vuole nessun formaggio

Ho messo il tegame nel forno impostato a 150 gradi, e l’ho dimenticato per un’ora buona. Dopodichè ho controllato e monitorato che la superficie si colorisse adeguatamente, senza bruciare. Confesso che verso la fine, dopo aver verificato che le patate fossero ben cotte, ho accelerato un po’ la gratinatura alzando la temperatura del forno a 170°.

Va servito ben caldo, ma non bollente.

Strategie: la cottura lunga e autonoma a bassa temperatura è molto comoda, nel frattempo si può fare altro.

Variazioni sul tema: questo piatto, in Francia, viene proposto come contorno. Io penso che proverò a farlo diverso, alternando qualche formaggio e limitando la panna, per renderlo un secondo nutriente.

Parigi già illuminata per le feste, sullo sfondo spunta la Tour