#worldpestoday #orgogliopesto Gnocchi all’acqua con il pesto genovese


Oggi è il #WorldPestoDay, una giornata che Genova dedica a festeggiare la sua ricetta più famosa.
Io partecipo con un piatto classico, gli gnocchi, non nella tradizionale versione con le patate, ma più semplicemente all’acqua.
Confesso la mia lacuna, non li avevo mai fatti, ma mi è bastato prepararli una volta per scoprire che sono:

buonissimi
facilissimi
economicissimi
velocissimi
furbissimi

Ecco gli ingredienti per quattro persone:
4 decilitri di acqua
• 4 etti di farina
• Sale, quantità a buon senso
• 1 wok con fondo antiaderente (non tassativo, ma è la pentola più comoda per prepararli)

Tempo di preparazione da zero a in tavola: 40 minuti

Ho pesato la farina. Ho messo sul fornello il wok con l’acqua e il sale, appena ha alzato il bollore ho aggiunto tutta la farina in un colpo solo e, con un cucchiaio di legno, ho mescolato energicamente per ottenere un impasto abbastanza omogeneo.
L’ho trasferito sul mio foglio in silicone e ho impastato, sempre con una certa energia, per alcuni minuti. Scotta un po’ ma, si sa, noi cuoche abbiamo mani d’amianto 😉
Ho lasciato riposare l’impasto, coperto con la pellicola, per circa 15 minuti, quindi l’ho ripreso e ho formato gli gnocchi. Ovvero, ho tagliato piccole porzioni di impasto, le ho stese ricavando un cilindro del diametro di circa un centimetro, quindi l’ho diviso in tanti segmenti: gli gnocchi.
Intanto ho messo al fuoco l’acqua per cuocerli.
Li ho versati tutti nell’acqua bollente e li ho scolati, come gli gnocchi di patate, man mano che venivano a galla.
Li ho conditi con un bel pesto profumato, che si è esaltato perfettamente.
Da provare!
Buon appetito
Paola

Il logo ufficiale

Annunci

15 pensieri su “#worldpestoday #orgogliopesto Gnocchi all’acqua con il pesto genovese

  1. Ho un amico, non genovese, che si rifiuta di chiamare pesto quello fatto con basilico che non sia stato coltivato a Genova. E ho un amico originario di Genova, che si rifiuta di chiamare pesto quello fatto con basilico che non sia stato coltivato in uno specifico orto di Genova, che adesso purtroppo non ricordo più quale sia.
    La cosa più incredibile mai vista in merito sono stati, al supermercato, dei vasetti che riportavano la dicitura: “Pesto originale fresco senza aglio”: quante eresie ci sono in queste cinque parole?

    Piace a 1 persona

    • ah ah! Se leggi la mia ricetta del pesto ti accorgerai che è quasi impossibile fare l’originale. L’orto, che non è un orto, a cui si riferisce il tuo amico è Prà. A me sembra bello che ognuno lo declini secondo le specialità della sua zona.

      Mi piace

      • Sì, probabilmente era quello.
        Declinare le ricette adattandole alle proprie specialità, va bene, ma chiamare fresca una salsa – qualunque salsa – in vasetto, e chiamare originale (ma sarebbe già eretico chiamarlo pesto anche senza l’aggiunta di “originale”) un pesto senza aglio è roba da randellate sulle gengive!
        Ricordo quando in Alto Adige mi è stato spiegato che la carbonara si fa con lo speck e con la panna (che in Alto Adige tra l’altro è completamente liquida, e tale rimane con qualunque tipo di trattamento o manipolazione). Quando ho detto (stendendo un velo pietoso sullo speck, totalmente magro secco e rigido) che la panna assolutamente non ci va, mi è stato risposto: “Ma noi la facciamo così”. Ho risposto: tesoro, tu ci puoi mettere anche la marmellata di ciliegie, se ti fa piacere, ma non me la devi chiamare carbonara!

        Piace a 1 persona

      • Hai centrato il punto. Dove spiego la mia ricetta del pesto aggiungo il commento di un mio amico che, se fatto col frullino, diceva: allora bisogna chiamarlo frullo! Insomma, ognuno in cucina sua è libero di fare come vuole, ma dovrebbe avere l’onestà di dire “questa è una salsa al basilico”, “questa è una pastasciutta condita con panna e speck”. Sul pesto in vasetto non mi esprimo, secondo me non avrebbero diritto di esistere 😉

        Mi piace

      • Assolutamente d’accordo sul frullino e parentame vario: a casa mia esistono unicamente coltello ricurvo e mezzaluna. E il cucchiaio per montare la maionese, facendo colare l’olio goccia a goccia dalla punta di un cucchiaino. Va via in media un quarto d’ora-venti minuti per uovo, ma ti assicuro che la differenza la senti. E non esiste richio di impazzimento.

        Piace a 1 persona

      • Io lo trovo rilassante, ma naturalmente la cosa è soggettiva.
        PS: io metto all’incirca 3/4 di olio di semi e 1/4 di olio d’oliva, che rende il sapore più corposo (di più no, se no comincia a tendere all’aspro)

        Piace a 1 persona

I commenti sono molto graditi. Se ha i voglia, lascia la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.