Gelatina di pomodoro (ovvero, la caprese scomposta)


Volete un antipasto freschissimo, buono, facile da fare e che piace a tutti? Questo.

Gli ingredienti per otto porzioni:

½ litro di salsa di pomodoro di qualità
• 1 cucchiaio di olio evo
• 3 fogli di gelatina colla di pesce
• Sale
• Origano
• Mozzarella
• Cetriolini per decorare

Tempo di preparazione e cottura: 20 minuti al massimo
Tempo di raffreddamento: 2 ore in frigorifero

Partiamo dalla salsa di pomodoro, che è praticamente l’unico ingrediente del piatto. Deve essere molto buona. O avete ancora della passata dell’anno prima (difficile), oppure l’avete appena fatta (ottimo).

In alternativa potete sceglierne di una buona marca, secondo il vostro gusto, o farla al volo con i pomodori freschi. In quest’ultimo caso, alla fine dovrete frullarla e filtrarla attentamente perché non deve contenere residui.

Una volta identificata la salsa preferita, mettetela in un pentolino con un cucchiaio di olio e fatela sobbollire dolcemente qualche minuto. Profumate con l’origano e aggiustate di sale.

Intanto, fate ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda

Ritirate la salsa dal fuoco, strizzate bene i fogli di gelatina, aggiungeteli alla salsa e mescolate benissimo, finchè non sono perfettamente sciolti.

Dividete la salsa in tante ciotoline individuali, fatela raffreddare un po’, quindi mettetela in frigorifero per almeno un paio d’ore, così che solidifichi.

Al momento di servire, decorate con dadini di mozzarella e cetriolini tagliati in quattro per la lunghezza e aperti a fiore.

Il piatto è pronto. Buon appetito!

Variazioni sul tema: potete divertirvi ad aromatizzare la salsa con diversi ingredienti, per esempio peperoncino, un filetto di acciuga, erbe aromatiche tritate.

Per un piatto più sostanzioso, potete servire a parte una mozzarella intera, meglio se di bufala.

L’idea antispreco? Il recupero di qualche pomodoro meno fresco che, così, ritrova tutto il suo vigore

Ovviamente … Capri

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Il Gusto di non sprecare: Riso e lenticchie summer version – ricetta amica


Manuela Arata è una signora genovese che, dietro due splendidi occhi azzurri, nasconde competenze diverse e degne di sconfinata ammirazione.

Vi invito a leggere qui qualche particolare relativo alla sua carriera, a cominciare dal fatto che Manuela è la fondatrice e direttrice del Festival della Scienza di Genova.

Come ogni donna, poi, è multitasking, termine che mi fa un po’ ridere, ma mi aiuta a presentarla in veste di cuoca-che-ricicla.

Ecco la sia ricetta di recupero, spiegata con le sue parole:

Oggi dovevo far fuori un pacchetto di lenticchie in scadenza, quindi nonostante il calore mi sono cimentata in questo piatto che alla fine risulta freschissimo: 
faccio arrivare a bollore le lenticchie in acqua salata, abbasso e faccio cuocere per una mezz’ora
a parte cuocio il riso e lo scolo
metto insieme in un pentolino il riso e altrettante lenticchie, allungo col del buon brodo – anche vegetale – e profumo con una sforbiciata di prezzemolo, una girata di pepe e qualche fetta di zenzero fresco
delicious!

Altre sue ricette sono reperibili sulla sua pagina Facebook

Grazie Manuela!

Come preparare i cereali in chicchi – ricetta amica


Immagine dal web

Sappiamo ormai tutti che nella nostra dieta non dovrebbero mai mancare i cereali, meglio se integrali

Vi suggerisco questo articolo di Clibi (in verità, vi suggerisco tutti i suoi articoli e video, uno più interessante dell’altro).

Andate sulla sua pagina, dove troverete anche la tabella con i tempi e i modi di cottura. Clibi è molto generosa nelle sue spiegazioni, approfittiamone.


Come preparate i vostri cereali?

La cottura per assorbimento (o a riduzione) è la più semplice permette di non  disperdere nel liquido di cottura parte del loro valore nutrizionale, e consente di non abusare dei grassi.

Quali cereali preferire?

E’ importante privilegiare i cereali integrali, sono integri e di conseguenza ancora vivi, potremmo anche farli germogliare (i cerali decorticati o semi-integrali non contengono più tutte le sostanze nutritive iniziali). Provateli tutti, variate la vostra alimentazione ogni giorno, ogni cereale ha caratteristiche nutrizionali importanti per la nostra salute.

Quali fasi seguire durante la preparazione dei cereali?

LAVAGGIO – Tutti i cereali integrali vanno lavati molto bene prima della cottura. Metteteli in un colino a maglie strette e lavateli sotto l’acqua corrente.

AMMOLLO FACOLTATIVO – Se non avete mai mangiato cereali integrali, ammollare i loro chicchi per 2 ore prima della cottura vi aiuterà ad abituarvi alla loro consistenza, dimezza il tempo di cottura e nello stesso tempo “attiva” tutte le loro sostanze nutritive. Questa procedura può essere utilizzata per tutti i cereali integrali, l’ammollo di 2 ore è una fase di “pregerminazione” del cereale ed è possibile solo con cereali integrali ancora vivi.

AMMOLLO CATEGORICO – Alcuni cereali devono essere categoricamente ammollati per qualche ora.

RISCIACQUO – E’ categorico non utilizzate mai l’acqua dell’ammollo dei cereali per la loro cottura perché contiene sostanze che possono essere tossiche per il nostro organismo.

Scolate i cereali messi in ammollo versandoli in un colino a maglie strette e lavateli ancora una volta sotto l’acqua corrente sopra il lavandino.

COTTURA – La cottura più semplice è quella “a riduzione” ma alcuni cereali possono essere cotti anche come un normale “risotto”, tostando il cereale in una padella calda con dell’olio extra vergine di oliva, aggiungendo poi gradatamente del buon brodo sino a completa cottura. I tempi di cottura in questo modo si allungano di qualche minuto.

Sulla cottura “a riduzione” si calcola la quantità di acqua utilizzata per cuocere i cereali sul peso dei cereali stessi.

Durante la cottura “a riduzione” i cereali gonfiandosi assorbono completamente l’acqua nella quale sono stati immersi, in questo modo non dobbiamo scolarli a fine cottura e non disperdiamo tutte le loro sostanze nutritive.

Alcuni cereali durante la cottura “a riduzione” vanno immersi in acqua fredda altri in acqua portata a bollore.

La cottura “a riduzione” va portata a termine a fiamma bassissima in una pentola sempre coperta.

Rompiamo il silenzio sull’Africa


Buongiorno a tutte e a tutti, buon lunedì e buona settimana

Oggi voglio semplicemente lasciarvi questo “appello di padre Alex Zanotelli”, perchè in questo momento storico trovo giusto esprimere la propria opinione, la propria parte.Spero che siate dalla mia.

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

Grazie a Pietro Barnabè

Insalata tiepida di polpo, patate e zucchine


Foto dal web

A volte ritorno …

Sappiate che, quando posso, io mangio solo pesce. E siccome sono nata al mare, mangio il pesce solo al mare, in quanto il mio concetto di pesce fresco è un po’ più restrittivo di quello abitualmente riconosciuto, per quanto validissimo.

Oggi ri-propongo una ricetta ottima, semplice, molto profumata, adatta anche a chi ” … no il pesce se ha le spine non lo mangio …”, adatta ai bambini, una ricetta che si consuma tiepida ed è quindi adatta anche a essere portata in giro o come contributo a un incontro conviviale.

Questo è quello che serve per 4 persone, abbondante:

  • 1 polpo da 1 kg. freschissimo
  • 4 patate grosse
  • 4 zucchine fresche, verde chiaro, tenere
  • Qualche rametto di maggiorana
  • Olio evo di qualità (meglio ligure, ma vi lascio liberi)

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: circa 30 minuti per il polpo, e contemporaneamente circa 30 minuti per gli zucchini e altrettanto per lessare le patate.

Un’avvertenza iniziale: sappiate che per avere un polpo ben tenero è INDISPENSABILE farlo raffreddare nell’acqua di cottura. Non intiepidire, raffreddare. L’ideale è cuocerlo il giorno prima, magari la sera  mentre si prepara e si consuma la cena, e lasciarlo nella sua acqua fino al momento della preparazione finale. Del resto il polpo, pulito dal pescivendolo, non richiede preparazione, bisogna solo ricordarsi di togliere il dente centrale sotto la testa.

Lavate le zucchine, tagliatele in quattro nel senso della lunghezza e poi a fettine di circa mezzo centimetro. Otterrete dei dadini. Cuocetele in due cucchiai d’olio e un pochino d’acqua, da aggiungere poco alla volta per evitare che ne avanzi alla fine, e facendo attenzione che restino al dente. Profumatele a fine cottura con le foglioline di maggiorana.

Lessate le patate con la buccia e, una volta cotte e abbastanza tiepide da poter essere maneggiate, spellatele.

Recuperate il polpo lessato, staccate per quanto possibile (ma senza impazzire!) le ventose e la pelle rosa superficiale, e tagliatelo a pezzettini. Unite le zucchine già cotte, mescolate bene aggiungendo un po’ d’olio crudo.

Prendete un bel piatto grande, affettate due patate e coprite il fondo, condite con un giro d’olio.

Schiacciate con la forchetta le altre due patate (usate proprio la forchetta e non lo schiacciapatate, è più gradevole sentire un po’ di granulosità) e conditele e ammorbiditele con altro olio.

Riprendete polpo e zucchine e versatele sulle fette di patate, di modo da coprirne metà. Sull’altra metà mettete le patate schiacciate, e aiutandovi con due cucchiai date loro la forma di quenelle.

Il piatto è pronto, perfetto appena tiepido o a temperatura ambiente. E’ un secondo completo e molto, molto gustoso. L’incontro tra il polpo e le zucchine esalta i reciproci sapori, mentre la morbidezza della patata contrasta con la carne soda del polpo e la polpa croccante delle zucchine.

Strategie: Oltre al polpo, che impone una cottura anticipata, si può ovviamente preparare sia le patate che le zucchine in anticipo, quando fa più comodo, e conservarli a temperatura ambiente (se si usano in giornata) o in frigorifero.

Vino: Vermentino di Luni