Il Gusto di non Sprecare – Muffins con piselli


E’ la stagione dei piselli, vi ripropongo questi muffins che, almeno a casa mia, hanno sempre molto successo

Ingredienti per circa 30 piccoli muffins (diametro 4 cm. circa)

  • 300 grammi di farina bianca
  • 50 grammi di burro morbido
  • 100 grammi di Parmigiano Reggiano 24 mesi grattuggiato
  • 4 uova
  • ½ bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • ½ tazza di piselli sgranati – anche avanzati da un’altra preparazione
  • 1 bicchiere di latte
  • Sale
  • Semi di girasole e di papavero
  • 1 stampo in silicone

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti

Se i piselli non sono pronti, per prima cosa bisogna prepararli, quindi sgranarli, pulirli e passarli due o tre minuti nel forno a microonde per una prima cottura.

La lavorazione è veloce, è bene accendere subito il forno perché vada in temperatura.

In una ciotola si sbattono le uova con il Parmigiano e un po’ di sale (non troppo, il formaggio è già salato).  Si amalgama il burro, quindi si unisce la farina, aiutandosi man mano con il latte, per ottenere un impasto della consistenza di una crema morbida, ma soda. Infine si aggiunge il lievito, rimescolando bene per distribuirlo uniformemente, e i piselli.

Si versa il composto negli spazi dello stampo in silicone, si completa con qualche seme sulla superficie, e si passa in forno, dove cuoceranno e lieviteranno perfettamente. Con il mio stampo ho fatto tre “infornate” ottenendo, come dicevo, circa trenta muffins.

Sono morbidissimi, appetitosi, buoni tiepidi, ma ottimi freddi, e si conservano così per un paio di giorni, senza indurire né asciugarsi.

Variazioni sul tema: Oltre che con i piselli si possono preparare con gli asparagi (lessati e tagliati in piccoli pezzi) oppure, in versione più invernale, con dadini di prosciutto.

Non vi dimenticate del mio libro! Presto sarà in offerta specialissima!

 

Annunci

La semplice, geniale idea di Recup


Avevo già parlato di Recup qui, ma sabato sono andata a conoscerli

Virginia

La mia ambasciatrice è stata Virginia, bella e dalle idee molto chiare, che nella vita fa la biologa ricercatrice e, una volta alla settimana, diventa una delle preziose volontarie di Recup

Virginia al telefono mi aveva anticipato: vieni a trovarci, e capisci tutto
E così è stato.

Cos’è, esattamente, Recup, e come funziona?

I mercati ortofrutticoli hanno un orario, proprio come i negozi.

A una certa ora del mattino o del pomeriggio, la cassa chiude, non si vende più e si sbaracca

Chi propone prodotti freschi (frutta, verdura, ma anche pesce) si può trovare con un esubero di prodotti che, date le loro condizioni, non saranno più vendibili il giorno successivo.

Possono esserci prodotti belli freschi, e altri un po’ ammaccati che nessuno ha voluto, ma non per forza da buttare

E qui arriva RECUP!

I volontari ufficiali, i volontari occasionali, e alle volte i commercianti stessi, raccolgono in uno spazio convenuto, lo spazio Recup, quanto avanzato

Si ottengono così due risultati:
• Offrire cibo gratuito a chi ne ha più bisogno (ma chiunque si avvicina può servirsi, sta poi al buon senso individuale comportarsi correttamente)
• Evitare che cibo buono, fresco, recuperabile venga gettato via.

Recup è la perfetta sintesi della sensibilità sociale ed ecologica: facciamo del bene a chi ha bisogno, facciamo del bene al pianeta, preserviamo le risorse.

 

L’associazione Recup, basato totalmente sull’attività volontaria di circa 200 persone (ma ne servirebbero altre, passate la voce!) ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, e alcune aziende hanno deciso di sostenerli, fornendo magliette con il logo, guanti in lattice a strumenti di lavoro.

Visitate il loro sito – anche per conoscerli bene – cercateli nei mercati più vicini a casa vostra e, se avete un po’ di tempo, ogni tanto andate (andiamo!) a dare una mano. Passate la voce. Recup-eriamo!

E questo è stato il mio bottino

Reblog – Sognando la Grecia


Sto pensando alle vacanze, e a come sono stata bene in Grecia l’anno scorso, a come vorrei tornarci

Poi Elisabetta pubblica questa ricetta e io decido, sperando che sia di buon auspicio, di proporla

Del resto incomincia a fare caldo, abbiamo voglia di cibi freschi e leggeri, cosa c’è di meglio di una bella insalata greca?

Eccola qua!

# I Feel Betta

Buon appetito! Il mio pranzo del venerdì si intitola…

⭐️Sognando la Grecia⭐️

*insalata greca classica….e non si può non parlare di classici parlando di grecia, più classici di loro chi c’è, ditemelo😜

…sì sto sognando le vacanze, e sognando di poterle fare, e io non sono affatto una che sogna una vita in vacanza, quella come certe canzonette piacione dicono (sì hai capito quella che dice anche nessuno che rompe i coglioni ecc😒….le banalità impilate una sopra l’altra in tre minuti di melodia da asilo)…perché si sa che la gente in generale sogna di non far un cà e vorrebbero essere tutti dei furbi e dei furboni e l’invidia la provano verso i furboni, mica verso chi la sua felicità la trova insistendo e resistendo a volersi bene e voler bene a ciò che fa, facendolo……non la voglio la vita in vacanza…MA sogno, certamente, LA vacanza vera e propria…

View original post 322 altre parole

Torta salata di recupero, ma ragionata


Spesso scrivo che, se abbiamo in frigorifero degli avanzi non più sufficienti per fare una porzione, possiamo includerli nell’impasto di una torta salata: così non si sprecano e si recuperano facilmente.

Questo fondamentalmente è vero, ma se, oltre che recuperare, vogliamo fare un prodotto buono e goloso, è necessario metterci un po’ di attenzione, valutare bene i vari sapori degli ingredienti, e cercare l’equilibrio.

Vi porto l’esempio di questa torta salata che, pur partendo da scarti di verdura, è risultata buonissima e insolita.

Gli ingredienti:

  • 1 chilo circa di cime di rapa, ma solo quanto avanzato dopo aver tolto fiori e parti più tenere, quindi gambi e foglie – conservate in congelatore per alcuni giorni
  • 1 etto scarso di prosciutto crudo
  • 2 cucchiai di granella di pistacchi
  • 2 uova
  • 1 yogourt
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale
  • Pasta per torte salate preparata con 100 grammi di farina, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio d’olio, acqua

Se non l’avete già pronta nel congelatore, preparate subito la pasta, così avrà il tempo di riposare

Fate dare un bollo alle cime di rapa (o meglio, quello che ne è rimasto) di modo che si ammorbidiscano bene. È un passaggio veloce, pochissimi minuti di bollitura

Scolate le cime di rapa, passatele sotto l’acqua fredda, strizzatele bene e sminuzzatele con un coltello di ceramica. Trasferitele in una ciotola

Tagliate a quadretti il prosciutto crudo, aggiungetelo alla verdura

Completate con la granella di pistacchio, le uova, lo yogourt e il parmigiano, mescolate molto bene per amalgamare il composto.

Accendete il forno a 200°

Riprendete la pasta, stendetela con il mattarello in una sfoglia sottile e foderate una teglia leggermente unta (io ne ho scelta una in ceramica, da portare in tavola)

Versate il composto, livellatelo e rifinite i bordi arrotolando la pasta in esubero

Passate in forno fin quando la superficie appare ben compatta e la pasta è dorata e croccante

Servite calda, tiepida o anche fredda.

Il sapore amaro della verdura è qui ben stemperato dalla dolcezza del prosciutto e del pistacchio, a loro volta esaltati dal contrasto.

In conclusione: è vero che in una torta salata e in una frittata si può mettere praticamente qualunque cosa, e risulterà mangiabile, ma basta un pizzico di attenzione per ottenere un sapore particolare, equilibrato e appetitoso.

Un ripieno con fondo amaro, come questo, si può stemperare anche con prosciutto cotto, con qualche dadino di mortadella, qualche acino di uvetta.

Un ripieno più dolce, come potrebbe essere se partiamo da finocchi o cavolfiore, acquista un pochino di aggressività con l’aggiunta di un formaggio dal sapore deciso, come il gorgonzola, oppure una salsina fatta con acciughe e capperi.

Spero di avervi dato qualche idea, e ora aspetto le vostre.

Vi lascio un interessante consiglio di lettura, che mi tiene compagnia in questo periodo (oltre al mio Gusto, ovviamente 😉

Tortine alle noci


Se come me amate i dolci un po’ rustici, adatti per la prima colazione, gustosi ma non esageratamente zuccherati, provate a fare queste tortine alle noci. Io mi sono ispirata a una ricetta de La cucina di Suor Germana, una raccolta che mi sento di consigliare, e le ho trovate ottime.

Ingredienti per 12 tortine:

  • 150 grammi di farina 0
  • 70 grammi di burro
  • 3 uova
  • 2 cucchiai di zucchero (se vi sembra poco, potete aumentare un po’)
  • 1 manciata di gherigli di noci tritati grossolanamente
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 tazzina da caffè di vino bianco
  • ½ bustina di lievito vanigliato per dolci
  • Zucchero a velo

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

 

Ho sciolto lo zafferano nel vino

Ho pesato il burro e l’ho fatto ammorbidire nel microonde, l’ho trasferito nella ciotola dell’impastatrice dove avevo inserito la frusta per montare. Ho aggiunto i tuorli, lo zucchero, le noci tritate, la farina, lo zafferano, gli albumi montati a parte a neve ben ferma, e infine il lievito.

Ho acceso il forno statico a 180 gradi

Ho suddiviso l’impasto in 12 formine in silicone, riempiendole solo a metà, le ho trasferite nel forno ormai caldo e le ho lasciate lì, indisturbate, finché non le ho viste belle gonfie e dorate.

Ho fatto la prova stecchino, uscito asciutto.

Ho lasciato nel forno spento ancora qualche minuto, quindi le ho estratte e le ho lasciate raffreddare bene prima di sformarle e cospargerle di zucchero a velo.

La farina non raffinatissima, le noci, la quantità di zucchero limitata danno a queste tortine un sapore lievemente rustico, che a me è piaciuto moltissimo.

Sono ottime per la prima colazione o per la merenda del pomeriggio, con una bella tazza di tè, e si conservano, riparate dall’aria, per tre o quattro giorni.