Farro (cotto a risotto) con gambi di cipollotto e nocciole


Siamo a maggio ma, almeno fino a qualche giorno fa, sembrava novembre. Pioggia, freddino, qualcuno aveva ancora i termosifoni accesi la sera.

Ecco allora un bel piattino autunnal – primaverile, da giocarsi per il periodo, che mi sono inventata sempre con l’obiettivo di proporre qualcosa di buono, sano, semplice, con un tocco antispreco.

Ingredienti:

  • 320 grami di farro (che si può benissimo sostituire con il riso)
  • 3 gambi di cipollotti
  • 1 manciata piena di nocciole
  • Brodo di dado home made
  • 2 + 2 cucchiai d’olio evo
  • Parmigiano reggiano grattuggiato a piacere

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Dai gambi dei cipollotti, ho recuperato la parte centrale, più tonica e sana, che ho ben lavato e tagliato a rondelle.

Ho fatto soffriggere dolcemente nei 2 cucchiai d’olio, con l’aggiunta di altrettanta acqua, e quando sono stati teneri (ci mettono davvero pochi minuti) ho aggiunto il farro sciacquato. Ho bagnato con acqua bollente dove avevo sciolto un cucchiaio di dado, e ho portato a cottura esattamente come si fa con il risotto.

Intanto, ho tritato grossolanamente le nocciole, che ho aggiunto alla fine, a piatto bollente, ma a fuoco spento.

Ho servito subito, ben caldo (anche per la stagione!), sebbene il farro tolleri bene qualche minuto di riposo. Parmigiano a parte per chi non può farne a meno.

 

 

Strategie: Come tutti i resti delle verdure, anche i gambi dei cipollotti sono possono congelare, puliti, e conservare in freezer fin quando non ci servono.

Variazioni sul tema: Come dicevo, questo piatto si può fare anche con il riso, secondo il procedimento di un normale risotto. L’uso del farro lo rende un po’ meno vincolato a essere solo un “primo piatto”, ma in sostanza non cambia molto.

Vino: Vermentino della Riviera Ligure di Ponente

Il consiglio letterario legato a questa ricetta è “Di viole e liquirizia”, un delizioso romanzo di Nico Orengo ambientato nelle Langhe, terra preziosa per la coltura delle nocciole più pregiate.

Gramigna con porri e noci


Presto presto! Prima che i porri spariscono dal mercato, facciamo ancora questa pasta super semplice, ma buona e originale.

Io ho scelto la gramigna, che mi piace molto, ma fuori dall’Emilia non è sempre facile da trovare. Andrà benone anche una pasta corta di formato contenuto.

Ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di pasta (ma la gramigna rende meno, ce ne vogliono 400)
  • 2 porri
  • 100 grammi di noci sgusciate
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti

Secondo me, non c’è nemmeno bisogno che la spieghi …

Mettete su l’acqua della pasta

Eliminate, nel porro, le barbe e la parte verde (da pulire e conservare per un’altra preparazione)

Affettate finemente il porro e fatelo stufare in padella con l’olio e, eventualmente, un po’ d’acqua. Salate durante la cottura

Intanto sminuzzate le noci

Appena i porri sono pronti, ben appassiti, aggiungete le noci

Intanto avrete buttato la pasta: scolatela e saltatela in padella con il suo condimento

Servite con Parmigiano reggiano a parte. A me non sembra necessario, ma qualcuno lo ha aggiunto.

Tutto qua. Resta solo da provare.

Variazioni sul tema: Al posto delle noci, vanno bene anche le nocciole. Quando il porro sarà definitivamente scomparso, questa pasta si può fare usando i cipollotti, ma essendo meno delicati, vanno cotti un po’ più a lungo.

Questa volta vi sorprendo

Arturo Noci, L’arancio, 1914

 

Crema di verdure con baccelli di fave


Non sono l’unica a proporre ricette antispreco ma, in tutta franchezza, spesso mi sono trovata in difficoltà: ricette spiegate in modo approssimativo, di difficile riuscita, o addirittura talmente indigeste da risultare improbabili al consumo.

Questa che vi propongo è stata ben testata, quindi di sicuro successo, purchè si rispettino tutti i passaggi. C’è la soddisfazione di non buttare i baccelli (in questo caso, delle fave) che comunque paghiamo, e che sono la maggior parte del volume.

Gli ingredienti per 4 persone, abbondanti:

  • 1 chilo di fave da sgranare
  • 3 patate medie
  • 1 cipolla dorata
  • Sale
  • Olio evo
  • Crostini

Tempo di preparazione (con almeno una settimana di anticipo): 20 minuti per sgranare le fave

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 – 40 minuti

Perché la settimana di anticipo? Perché i baccelli, congelati per almeno sei o sette giorni (o anche di più) si ammorbidiscono e inteneriscono, e le loro fibre diventano più facili da cucinare e da digerire.

Quindi, mentre si sgranano le fave, che si raccolgono per altre ricette, i baccelli si mettono a bagno in abbondante acqua e si lavano bene, si scolano, si trasferiscono in un sacchetto e si dimenticano in freezer per qualche giorno.

Al momento di preparare la crema di verdura, ho recuperato i baccelli congelati, li ho messi in pentola con patate e cipolla ben sbucciate e pulite, e ho fatto cuocere tutto, aggiungendo solo un cucchiaino di sale grosso.

Infine, ho frullato tutto e, fondamentale, ho passato con il passaverdura per avere una crema ben omogenea.

L’ho servita calda, non bollente, con un filo di olio evo e dei bei crostini croccanti. Parmigiano grattuggiato a parte, ma funziona.

Per preparare questo piatto di recupero, è bene accertarsi della provenienza delle fave: meglio se sono biologiche, o del contadino, quindi non troppo cariche di antiparassitari.

“Fave e pecorino”. Confesso che non lo conosco, ma mi ispira

Risotto BLU ai mirtilli


Per la settimana dell’autismo, volevo anch’io inventare e proporre qualcosa di blu, una ricetta blu, dedicata a Lorenzo. Molto più facile a dirsi che a farsi.

Ho pensato a questo risotto con i mirtilli, che si è rivelato molto buono, ma poco blu, e allora mi sono fatta aiutare dalla tecnologia che, con i suoi potenti mezzi, lo ha colorato. Un po’ finto, ma blu.

Questa la ricetta, per quattro persone:

  • 100 grammi di mirtilli
  • 320 grammi di riso Carnaroli
  • 1 scalogno
  • 1 tazza di brodo caldo fatto con il dado
  • 1+1 cucchiaio di burro
  • ½ bicchiere di latte
  • Parmigiano grattuggiato, da servire a parte

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti circa, dipende dal riso

Ho seguito la preparazione del risotto con le fragole, ovvero ho prima di tutto preparato i mirtilli, lavandoli bene e frullandoli. Ne ho conservato solo un cucchiaio interi, per la decorazione finale. Proprio frullandoli mi sono resa conto che l’interno dei mirtilli è tutt’altro che blu …

Ho tritato lo scalogno e l’ho fatto ammorbidire nel cucchiaio di burro, lentamente, aggiungendo anche un pochino d’acqua.

Ho versato il riso, l’ho lasciato tostare qualche minuto quindi, quando i chicchi sono apparsi ben lucidi, ho incominciato ad aggiungere il brodo caldo.

A cottura quasi ultimata ho aggiunto il mirtilli frullati, e ho infine mantecato con il rimanente burro e il latte.

Ho completato con i mirtilli interi solo quando il risotto è stato nei piatti, e ho servito il parmigiano a parte, per timore che coprisse il delicato profumo della frutta.

Questa, come dicevo, è la settimana dedicata all’autismo, che si conclude il 2 aprile, con la Giornata Mondiale.

La bella notizia è questa, per allargare sempre di più la conoscenza

Strategie: Questo risotto sarà perfetto in agosto, quando i mirtilli cresceranno spontanei in montagna

Vino: Dolcetto d’Alba

 

Risotto con castagne e salsiccia


Non ho mai partecipato a un contest, ma mi sono entusiasmata a quello proposto da #LangheRoeroInCucina e @TuLangheRoero: una ricetta con, tra gli ingredienti, la salsiccia di Bra.
risotto castagne

Questi gli ingredienti, per quattro persone:
320 grammi di riso Carnaroli o Superfino Arborio o Vialone Nano
• 20 – 30 castagne già lessate (lo so, non è stagione, ma c’è chi le surgela …)
• 200 grammi di salsiccia buona (meglio se di Bra)
• 1 scalogno
• 2 rametti di rosmarino
• 1 foglia di alloro
• ½ litro di brodo
• 5 cucchiai di olio evo
• Parmigiano reggiano grattuggiato (da presentare in tavola)
Tempo di preparazione e cottura (con le castagne cotte e sbucciate e salsiccia rosolata): 25 minuti
Tempo di preparazione di castagne e salsiccia: 2 ore
Prima di tutto bisogna preparare le castagne e la salsiccia. Quest’ultima deve essere privata del budello, schiacciata e sbriciolata al meglio, e infine fatta rosolare senza aggiunta di condimento, ma con una foglia di alloro, finchè non sarà diventata bella croccante.
Le castagne, se fresche, devono essere sciacquate in acqua fredda, trasferite in una pentola capiente con abbondante acqua, fatte bollire per una mezz’ora circa (o metà tempo in pentola a pressione) finchè sono ben tenere, lasciate intiepidire. A questo punto, con l’ausilio di un coltello e un cucchiaino, bisogna immolarsi per eliminare tutte le bucce e raccogliere la polpa, morbidissima, a parte.
Sbucciare lo scalogno, pulire il rosmarino con uno strofinaccio umido, raccogliere sul tagliere lo scalogno, tagliato in tre o quattro pezzi e gli aghi del rosmarino, infine tritare tutto con la mezzaluna.
In una pentola a fondo spesso mettere l’olio, farlo scaldare, aggiungere il trito di scalogno e rosmarino, fare un po’ rosolare, quindi proseguire la cottura a fuoco bassissimo e aggiungendo, ogni tanto, un pochino d’acqua. Lo scalogno dovrà quasi disfarsi.
Aggiungere il riso e farlo tostare nel fondo di cottura, rimescolando, mentre si scalda il brodo. Versarne una buona quantità nel riso e portare a cottura piano piano, aggiungendo brodo ogni volta che occorre. Dopo una decina di minuti aggiungere la polpa delle castagne, che formerà una cremina. Quando il riso è cotto, aggiungete l’ultimo tocco: la salsiccia croccante.
Il dolce della castagna si sposa perfettamente con il sapore pieno della salsiccia. Le erbe, rosmarino e alloro, contribuiscono ad amalgamare i sapori.
Gustarlo con un buon vino rosso, e considerarlo un piatto unico.