Crostata di more al profumo di lavanda


Durante l’estate ho conosciuto Monica, una bellissima donna e giornalista, così ricca di energia e passione da non fermarsi lì. Lei vive al Borgo delle Fate, un angolo incantevole e fiorito di Serramazzoni (provincia di Modena) dove organizza incontri e corsi per grandi e piccini. Monica mi ha suggerito numerose ricette della tradizione, tutte preparate con i prodotti spontanei del giardino e dell’orto, e mi ha insegnato l’utilizzo della lavanda per uso alimentare. Entusiasta dell’idea, ho voluto provare subito e ho preparato questa crostata, usando le more in sciroppo che avevo già pronte, fatte da me.

Gli ingredienti:

  • 200 grammi di farina 0 o 00
  • 2 tuorli d’uovo
  • 100 grammi di burro morbido + pochissimo per ungere il tegame
  • 100 grammi di zucchero
  • 1 vasetto da 125 grammi di more in sciroppo
  • 1 pizzico di fiori di lavanda tritati – l’equivalente della bustina di vanillina
  • 1 tegame da forno di circa 22 cm. di diametro

Tempo di preparazione: 10 minuti per l’impasto + 30 minuti di riposo + 10 minuti

Tempo di cottura: 25 – 30 minuti

Preparate la pasta frolla montando il burro con lo zucchero, quindi amalgamate i tuorli, infine versate la farina in tre o quattro volte e, con questa, il pizzico di lavanda. Raccogliete l’impasto in una palla, chiudetelo in un sacchetto per alimenti e ponetelo in frigorifero.

Dopo non meno di mezz’ora riprendetelo.

Accendete il forno statico a 180°

Dividete l’impasto in due porzioni, una un pochino più abbondante.

Ungete con il burro il fondo e le pareti del tegame.

Prendete la porzione più abbondante dell’impasto, stendetela in uno strato regolare e posizionatela nel tegame. Per spostarla più facilmente, avvolgetela intorno al mattarello.

Cospargete con le more

Stendete il resto dell’impasto e rifinite la crostata come preferite, con la griglia tradizionale o altre decorazioni a piacere.

Ponete in forno, è pronta quando la pasta appare ben dorata e biscottata.

Lasciate raffreddare un pochino e … sentirete che sapore particolare, delicato, appena un tocco di freschezza che esalta l’aroma delle more.

Forse qualcuno si chiederà come preparare la lavanda a uso elementare. Io ho fatto così. Ne ho raccolto alcune spighe, fresche o secche fa lo stesso perché il profumo è sempre intenso. L’importante è, ovviamente, raccoglierle lontano da fonti di inquinamento. Le ho sgranate, ho messo a bagno i fiorellini, per spolverarli, cambiando l’acqua due o tre volte. Infine li ho scolati bene, li ho appoggiati su un vassoio e li ho lasciati asciugare perfettamente, smuovendoli spesso per aiutare l’evaporazione dell’acqua. Ci sono voluti un paio di giorni.

Infine li ho tritati molto finemente e li ho chiusi in un vasetto di vetro.

Attenzione a usarne una quantità davvero limitata, la lavanda ha un profumo molto intenso e un retrogusto amaro, meglio non esagerare.

Il Borgo delle Fate

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Dolce dolcissimo per San Valentino (panna, meringa e marron glacé)


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Non sono mai stata un’appassionata di tutte quelle feste dove è d’obbligo fare un regalo, forse preferisco farli quando trovo la cosa giusta, piuttosto che il giorno giusto.

Quando ho preparato questo dolce, però, l’ho immediatamente visto adatto a una festa romantica come San Valentino.

E’ facile che potrebbe farlo anche un bambino, così veloce che non richiede cottura, ed è davvero molto buono.

Ecco come l’ho preparato, con le quantità, visto la ricorrenza, per due persone:

  • 5 marron glacé (o l’equivalente del prodotto in pezzi)
  • 5 meringhe
  • 125 grammi di panna montata zuccherata
  • 2 bicchieri 

Tempo di preparazione: 15 minuti

Montare la panna

Sbriciolare i marron glacé

Sbriciolare le meringhe

Nei bicchieri alternare strati di meringa, panna e marron glacé, terminando con una piccola meringa intera.

Conservare in frigo fino al consumo

C’è dolce più dolce, in tutti i sensi?

Se siete particolarmente volenterosi, potete fare voi le meringhe, scegliendo tra questa ricetta e quest’altra. Potete anche prendere la panna liquida e montarla a casa, di modo da zuccherarla a piacere (direi non troppo). Sui marron glacé non mi pronuncio, c’è chi li fa in stagione, ma io li compro fatti.

Buon San Valentino! I fiori sono sempre graditi ❤

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Torta all’arancia, per Le arance della salute


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“Le arance della salute”. Le avete acquistate? Ieri, in tutta Italia, era possibile dare un piccolo contributo alla ricerca contro il cancro tramite l’acquisto di un bel sacchetto di arance. L’iniziativa è una delle tante proposte dall’Airc, che in un colpo solo riesce a sollecitare la nostra generosità e a trasmetterci una informazione utile per la salute: le arance fanno bene, sempre, e aiutano a prevenire il cancro.

Mi sembra quindi il momento giusto per proporre questa torta, molto apprezzata da me e in famiglia. Si tratta, ancora una volta, di un dolce gradevole a fine pasto per la sua leggerezza, ma buono in ogni occasione della giornata per la sua semplicità. Semplice, ma non banale.

Gli ingredienti per una tortiera di 26-28 cm. di diametro:

  • 200 grammi di farina bianca
  • 150 grammi di zucchero
  • 50 grammi di burro
  • 2 uova
  • 1 bicchiere scarso di latte
  • 1 arancia non trattata
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • Zucchero vanigliato per guarnire

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 30-40 minuti

Per prima cosa mi dedico all’arancia: dopo averla ben lavata, ne grattugio la buccia e ne spremo il succo.

Faccio ammorbidire il burro nel micronde per circa 15 secondi (se non mi sono ricordata di toglierlo dal frigo con ampio anticipo)

Accendo il forno, statico, a 180 gradi.

Sbatto lo zucchero con le uova intere, sulle quali ho messo un pizzico di sale, e aggiungo il burro morbido. Metto la scorza grattuggiata dell’arancia e il succo, infine la farina, e mi aiuto con il latte per avere un impasto morbido e cremoso. Mescolo molto bene, e completo con il lievito, facendo attenzione a distribuirlo bene.

Verso l’impasto nella teglia imburrata (o foderata con la carta da forno) e metto in forno.

Faccio un primo controllo della cottura dopo circa mezz’ora: la superficie deve apparire ben gonfia e dorata.

Infine, lascio riposare la torta nel forno spento per una decina di minuti. La completo con lo zucchero a velo solo quando è tiepida.

E’ così buona che, spesso, raddoppio le dosi, sicura che non andrà sprecata.

Henry Matisse, il pittore che amava le arance

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Torta di pane “Davide Oldani”


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Cosa si può fare se avanza del pane? Lo si può congelare, lo si può grattuggiare, si possono fare i crostini, oppure si può preparare questa torta di pane che, come dice il titolo, è ispirata a una ricetta di Davide Oldani, chef stellato che apprezzo molto, a sua volta ricavata dalla tradizione della sua famiglia.

Nonostante l’origine illustre, è facilissima, e sorprendentemente buona. Io vi lascio la mia versione, perché non ho resistito dal cambiare qualcosa …

Ingredienti:

  • 160 grammi di pane raffermo tagliato a pezzi irregolari
  • Mezzo litro di latte circa
  • 20 grammi di cacao amaro
  • 65 grammi zucchero
  • 40 grammi di farina 00
  • 35 grammi di cioccolato extra fondente tagliato a piccole scaglie
  • 5 noci tritate grossolanamente
  • 1 manciata di nocciole tritate grossolanamente
  • 1 uovo
  • 1 mela
  • 1 cucchiaio di pinoli

Tempo di preparazione: 10 minuti + il tempo di ammollo del pane

Tempo di cottura: 40-45 minuti

Ho messo il pane a bagno nel latte per qualche ora. Ho ripreso il tutto e l’ho rapidamente frullato nel mixer per omogeneizzare un po’. Ho aggiunto tutti gli ingredienti, escluso la mela e i pinoli, amalgamando molto bene; ho anche aggiunto un pochino di latte perché volevo un impasto molto cremoso.

A questo punto ho acceso il forno, statico, a 180°.

Ho versato il tutto in un tegame foderato con carta da forno bagnata e ben strizzata, ho livellato la superficie. Ho sbucciato la mela, l’ho tagliata a fettine e le ho posate sulla torta formando un disegno circolare. Ho sparso sopra i pinoli, e ho messo in forno.

E’ ottima sia tiepida che fredda, ha una consistenza soda ma morbida, come un budino compatto, è gustosa, dolce ma non troppo.

Una torta perfetta per chiudere un pasto perché, nonostante la varietà degli ingredienti, è molto leggera (io non lo avrei detto, ma gli chef stellati non lo sono per caso). Una torta altrettanto gradita il giorno dopo a colazione o a merenda per la sua essenzialità, e perchè si mantiene fresca per più giorni.

Strategie: Oltre a recuperare il pane avanzato, questa torta è ottima per riciclare piccoli resti di frutta secca, dalle noci ai fichi, che possono avanzare dopo le vacanze natalizie. Consiglio però di mantenere con precisione le proporzioni tra pane, latte, farina, zucchero, uovo e cioccolato, che sono la base per un risultato ottimale. Poi, largo alla fantasia.

L’insegna del ristorante di Cornaredo

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Barrette di cioccolato


 

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Eccomi con un’altra ricetta gentilmente offerta e preparata da mia sorella Laura

L’ho trovata geniale: primo perché è buona, si presta al recupero di qualche avanzo di biscotti e frutta secca, da tenere a mente dopo le feste, ma anche da preparare come dolce merenda in ogni momento dell’anno.

Gli ingredienti per una ventina di barrette:

  • 200 grammi di biscotti secchi
  • 200 grammi di frutta secca e candita, mista, a piacere
  • 200 grammi di cioccolato fondente o al latte, a piacere

Tempo di preparazione: 20 minuti + il tempo in frigorifero

Difficoltà: nessuna!

Prima di tutto è bene preparare lo spazio nel frigorifero.

Si devono sminuzzare, in una ciotola, sia i biscotti secchi che la frutta, cercando di ottenere delle dimensioni abbastanza, ma solo abbastanza, omogenee.

Si fa sciogliere il cioccolato, a bagnomaria o nel microonde; in questo caso, attenzione a non bruciarlo, procedere per tempi brevi

Si versa il cioccolato sciolto nel misto di biscotti e frutta, si mescola tutto benissimo per distribuire gli ingredienti.

Si stende un foglio di carta da forno, si versa il composto cercando di distribuirlo bene, ma lasciando un po’ di margine intorno, si copre con un altro foglio di carta da forno e, con il mattarello, si stende dello spessore di circa due centimetri.

Si mette tutto in frigorifero per almeno due ore, quindi si toglie, si elimina il primo foglio di carta, si taglia in barrette e si gusta.

Che ne dite? Una merenda golosa e sana, e un delizioso, nutriente, leggero fine pasto.

Variazioni sul tema: pensando alle prossime feste, si possono preparare versioni più eleganti e decorative, usando solo con nocciole, o noci o scorzette d’arancio … o altro secondo la nostra fantasia.

Ecco qualche esempio preso dal web

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