Fagiolini “greci”


Ancora una ricetta che arriva dalla Grecia. Un piatto a base di verdure che mi ha colpita per la sua semplicità e bontà. Un amalgama di sapori anche nostrani, per un risultato saporitissimo.

Gli ingredienti:

  • 1 kg. di fagiolini
  • 1 cipolla bianca
  • 2 pomodori
  • 1 manciata di prezzemolo
  • ½ manciata di foglie di menta
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Sale, pepe
  • 6 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione: 30 minuti (soprattutto per pulire i fagiolini)

Tempo di cottura: 30 minuti

Tempo di riposo: 15 minuti

Naturalmente la prima cosa da fare è pulire i fagiolini, privandoli dell’estremità attaccata alla pianta e lavandoli molto bene. Suggerisco anche si spezzarli almeno in due.

Lavate anche i pomodori e tagliateli a pezzetti.

Tritate la cipolla e fatela dorare dolcemente in tre cucchiai d’olio. Dopo qualche minuto aggiungete i fagiolini e fateli insaporire per altrettanto tempo. Aggiungete il prezzemolo, la menta, lo zucchero, il sale e il pepe, mescolate bene, infine versate i pomodori e mezza tazza d’acqua calda.

Coprite e fate cuocere tutto insieme, mescolando regolarmente. Al bisogno aggiungete un pochino di acqua oppure, se il fondo di cottura fosse troppo liquido, a metà percorso eliminate il coperchio e fate evaporare il liquido in eccesso.

Appena i fagiolini sono cotti, ma ancora croccanti, spegnete il fuoco, aggiungete l’olio rimanente, aggiustate di sale e di pepe, infine lasciate riposare per circa 15 – 20 minuti

Io li ho serviti così, con due uova sode: un piatto leggero, ma completo, ricco e nutriente

Strategie : Per rendere più veloce la preparazione, è possibile lessare in anticipo i fagiolini, quindi farli insaporire nell’intingolo di cipolla, erbe e pomodoro.

Vino: Prosecco di Valdobbiadene

Un piccolo ricordo della stagione che, ahimè, si è conclusa ieri: La laguna di Balos.

 

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Flower power


fiori di erba cipollina

La crostata alla lavanda mi ha fatto riflettere sul valore dei fiori in cucina, sia come complemento di gusto sia, e ancor di più, per la valenza cromatica e la bellezza che portano nel piatto.

Forse la fine dell’estate non è il momento esatto per parlarne, ma qualcosa si può sempre trovare, e semmai servirà di evocazione per la prossima primavera.

Sono moltissimi i fiori edibili, in Italia se ne trovano almeno una trentina: alcuni sono intuitivi, come i fiori delle erbe aromatiche, altri piuttosto sorprendenti, visto che siamo abituati a considerarli solo come un ornamento per la casa.

Salvo qualche eccezione, il loro sapore non è mai invadente, e questo facilita non poco gli abbinamenti.

Cerchiamo di mettere a fuoco qualche regola per poterli scegliere, di qualità e in sicurezza.

  • Per edibile, ovvero adatto all’alimentazione, si intende il fiore nella sua versione naturale. La primula, per esempio, è un delizioso fiorellino dai petali beige o, meglio, giallo chiaro (come giustamente mi ha fatto notare Eletta) che cresce spontaneo nei boschi in primavera e si presenta raccolto in mazzolini. La primula colorata del fiorista, come tutti i fiori decorativi, si usa solo per abbellire la casa.
  • Del fiore si usano solo i petali, altre parti possono essere molto amare.
  • La raccolta dei fiori spontanei è consigliabile solo lontano da fonti di inquinamento, meglio quindi lasciare dove sono quelli che possono essere stati irrorati di pesticidi, oppure quelli che crescono lungo le strade di grande traffico.
  • Vietatissimi i fiori acquistati sfusi dai fioristi, a meno che non siano piante di fiori edibili a fini alimentari.
  • Poiché ci sono anche fiori tossici, se decidiamo di usare un fiore che non conosciamo, informiamoci bene da qualcuno del posto. Io mi fido poco anche dei libri, perché temo che le illustrazioni possano essere fuorvianti.
  • Detto tutto questo, il modo più semplice e duraturo di avere a disposizione fiori per uso alimentare è quello di coltivarseli da soli. Basteranno anche solo due o tre vasetti ben scelti, da conservare sul terrazzo o in cucina, per avere a disposizione una discreta scelta di colori e forme.
  • Infine, si trovano in commercio fiori edibili secchi che, sebbene non belli come i veri, e del tutto privi di sapore, svolgono bene il loro compito.

Quali fiori possiamo consumare con tranquillità?

Aglio

Porri

Erba cipollina

Aneto

Arancio e tutti gli agrumi

Basilico

Borragine

Calendula

Camomilla

Cerfoglio

Cicoria

Coriandolo

Tarassaco

Finocchio

Fiordaliso

Fucsia

Gelsomino

Impatients

Ibisco

Lavanda

Malva rosa

Menta

Ravanello

Rosa

Rosa canina

Rosmarino

Rucola

Salvia

Trifoglio

Viola

Zucca e zucchine

E su corretto suggerimento di Libera, che ci manca molto, anche acacia, glicine e sambuco

Buone insalate variopinte!

 

 

Melitzanosalata


Buongiorno a tutti, bentornati dalle vacanze, e buon proseguimento a chi ancora c’è.

State tutti bene? Io ricomincerei volentieri da capo, ma pare non si possa 😉

Avevo promesso, parecchio tempo fa, qualche ricetta della cucina greca, e finalmente ho preparato qualcosa.

Vorrei però anticipare qualche valutazione generale sulla cucina greca, cucina che è, in generale, molto buona.

Ha il difetto di un po’ tutte le cucine non italiane, ovvero la ripetitività. Il pesce, pur freschissimo, è quasi sempre alla brace.

Ha l’enorme pregio, come ho già scritto, di contare su una materia prima squisita. Sarà il clima, l’esposizione, il sole, l’aria di mare, tutto insieme, ma soprattutto le verdure sono particolarmente buone.

A tutto questo bisogna aggiungere l’utilizzo quasi ovunque di un’erba locale profumatissima e deliziosa, che caratterizza quasi ogni piatto. Un’erba che non sono riuscita a scoprire, ma il cui sapore ho ricreato abbastanza bene unendo menta e prezzemolo.

E ora finalmente la ricetta, cominciando con gli ingredienti:

  • 1 kg. di melanzane tonde (4 o 5)
  • 2 piccoli spicchi d’aglio (la ricetta originale dice 3, e non piccoli)
  • 1 manciata di noci
  • ½ bicchiere di olio evo
  • 4 cucchiai di aceto
  • 1 cucchiaino di sale
  • Menta e prezzemolo

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 1 ora circa

Tempo di riposo: 1 ora almeno

Accendete subito il forno a 180 – 200 gradi.

Lavate bene le melanzane e incidetele con diversi tagli per il lungo. Appoggiatele sulla leccarda del forno coperta con un foglio di cartaforno, infornatele per circa un’ora, finchè la polpa non risulterà morbidissima.

Spellatele (se sono cotte a puntino, la buccia verrà via molto facilmente e molto pulita).

Mettete nel mixer le noci e l’aglio, frullate, quindi aggiungete la polpa delle melanzane, l’olio, l’aceto, il sale e frullate ancora fino a ottenere una crema. Infine aggiungete le foglie di menta e prezzemolo tritate a parte.

Trasferitela in frigorifero per almeno un’oretta, ma sarebbe meglio farla il giorno prima.

Gustatela da sola, è ottima spalmata sul pane, oppure utilizzatene una porzione per condire l’insalata.

Strategie: Potete preparare le melanzane in anticipo, anche il giorno prima

Variazioni sul tema: Aglio e aceto sono modulabili secondo il gusto personale.

Vi lascio con una luna estiva che illumina la “mia” campagna

 

Zucchine ripiene (con timo e pistacchi)


Le zucchine ripiene sono uno dei miei piatti preferiti, e anche se richiedono un po’ di lavoro, le faccio sempre molto volentieri. Con l’arrivo della stagione calda posso scegliere le zucchine bianche, quelle che alle volte si trovano con un bel fiore attaccato, che hanno una polpa compatta e saporita. Le zucchine striate, dalla buccia più scura, sono più amare e con l’interno un po’ acquoso, meno adatte per questo piatto (ma ottime per il minestrone)

Gli ingredienti per 4 persone (più o meno)

  • 1 kg. di zucchine scelte un po’ ciccione
  • 2 hg. prosciutto cotto
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • Foglie di timo
  • 1 manciata di pistacchi in granella
  • Pane grattuggiato
  • Sale

Tempo di preparazione: 40 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti per far lessare le zucchine + 30 minuti nel forno

Mettete sul fuoco una pentola capiente con acqua salata. Cominciate con pulire le zucchine: lavatele bene, tagliate via le due estremità (se sono belle fresche, come dovrebbero essere, attenzione a non pungervi!), tenete i fiori se sono freschi e ancora tonici, tagliatele a metà se sono lunghe più di 10 centimetri, e lessatele nell’acqua bollente, controllando dopo una decina di minuti. Pungetele con una forchetta e scolatele quando sono morbide, ma ancora ben sode. Se avete tempo, lasciatele raffreddare naturalmente, altrimenti potete passarle un po’ sotto l’acqua fredda, scolandole poi bene.

Preparate a portata di mano sia il bicchiere del mixer che una teglia da forno grande, foderata con la carta apposita. Prendete una zucchina lessata, tagliatela a metà per il lungo, con un cucchiaino scavate delicatamente la polpa interna e mettetela nel mixer, mentre poserete sulla teglia la zucchina svuotata. Continuate così fino alla fine, e se la teglia si riempie, prendetene un’altra.

Mettete nel mixer, dove c’è già la polpa delle zucchine, il prosciutto, il parmigiano, le uova, il timo, un po’ di sale e pepe a piacere, ricordando che le zucchine hanno bollito in acqua salata e che prosciutto e parmigiano sono salati a loro volta. Frullate tutto insieme, per ottenere una crema morbida.

Accendete il forno (statico) a 200°.

Con l’aiuto di un cucchiaio o, se siete pazienti, con la sac a poche, riempite le zucchine, spolverate tutto con il pane grattugiato e con una generosa manciata di granella di pistacchi, quindi mettete a gratinare nel forno.

Sono ottimi caldi, tiepidi e freddi. Sono perfetti come secondo, ma nella quantità di un paio a testa vanno benissimo anche come antipasto. Si conservano in frigo per due o tre giorni senza problemi, oppure si possono surgelare, quindi può valere la pena farne in abbondanza.

Strategie: Si possono lessare le zucchine in anticipo, anche il giorno prima. Io addirittura lo consiglio, così sono ben fredde quando si lavorano e non si rompono.

Variazioni sul tema: Le zucchine ripiene al prosciutto cotto sono la mia versione preferita, ma rappresentano un’ottima ricetta antispreco. Infatti si possono farcire con altri ingredienti, magari rimasti da un’altra preparazione, o in scadenza: carne tritata (anche avanzata da un arrosto o un lesso), carne tritata + prosciutto crudo, tonno in scatola, formaggio saporito (gorgonzola, provolone).   Le quantità indicate sono da considerarsi per un secondo piatto, ma si possono anche proporre per antipasto, calcolandone tre, quattro a testa (ovvero una zucchina e mezzo, due a persona).

Se preferite un sapore più intenso potete aggiungere al ripieno un piccolo spicchio d’aglio ben tritato. Se riempite con carne o tonno, potete aggiungere un pochino di scorza di limone grattugiata.

Vino: Barbera, Colli Bolognesi

Con questo piatto partecipo alla “sfida” del mese di maggio proposta dal gruppo Facebook “Sei in cucina

Insalata tiepida di farro con ingredienti primaverili (piselli e fave)


Mi è stato regalato del farro “vero”. Cosa intendo? Non è biologico, non ha alcuna certificazione, ma so dove è cresciuto: in aperta campagna, lontano da emissioni inquinanti, curato come tradizione comanda.

Bisogna dire che il farro non è molto esigente, cresce bene e rapidamente su qualunque terreno, e questo limita la proliferazioni di erbacce infestanti. Non solo, pulisce il terreno per le colture successive.

E’ un cereale nutriente, ricco di più vitamine, e ricco anche di selenio, il minerale che contrasta la formazione dei radicali liberi. Ci mantiene giovani!

L’ho preparato con un veloce condimento a base di fave e piselli freschi: è il loro momento, non è un momento che dura a lungo, bene quindi approfittarne.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 300 grammi di farro decorticato
  • 12 – 15 fave intere
  • 12 – 15 piselli interi
  • 3 falde di pomodori secchi
  • 4 cucchiai colmi di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 4 – 5 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Prima di tutto mi sono occupata del farro: mentre l’acqua, salata, si scaldava, l’ho ben sciacquato, l’ho buttato e lasciato a bollire.

Nel frattempo ho sgranato le fave e i piselli, ho sciacquato anch’essi e li ho messi a bollire in poca acqua. Così freschi, sono pronti in meno di dieci minuti.

Ho scolato i legumi, ne ho tenuti da parte un paio di cucchiai, ho messo gli altri nel mixer con i pomodori secchi, il parmigiano, l’olio, e ho frullato tutto fino a ottenere una crema.

Ho scolato il farro, l’ho condito con un pochino di olio evo, poi con la crema preparata e ho completato con fave e piselli interi.

L’ho servito subito, ormai tiepido, e l’ho trovato delizioso.

Buon Primo Maggio!

Strategie: se potete contare su fave e/o piselli surgelati, contatene tre cucchiai colmi

Variazioni sul tema: la crema frullata si può arricchire, con vantaggio, unendo un pochino di ricotta o altro formaggio analogo.

Il consiglio (consigliatissimo!) di lettura gioca su una consonante in meno: Gita al faro di Virginia Woolf