Torta salata allo yogourt e alle foglie di rapanello


 

torta salata con foglie di ravanello

Questa torta mi ha riempita di soddisfazione! Quando si acquistano i rapanelli, di solito si pagano a mazzo, e spesso si buttano le foglie. Non questa volta! Ne ho comprati tre mazzi, che avevano foglie freschissime, ben tese, dalla superficie leggermente lanuginosa.
Ho staccato i rapanelli e li ho conservati per consumarli, crudi, in insalata, ma con le foglie ho preparato questo buonissimo, ed economico, piatto.
Gli ingredienti per una teglia del diametro di circa 22 cm.:
3 mazzi di rapanelli, solo le FOGLIE
• 1 rapanello per decorare
• 1 piccola cipolla
• 3 uova
• 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
• 2 cucchiai di olio evo
• 1 vasetto di yogourt
• Sale
• Semi (di zucca, di girasole …) a piacere
Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 25 minuti

foglie di rapanelloIl procedimento è il solito delle torte salate di verdura: dopo aver ben lavato e tagliuzzato le foglie con il coltello di ceramica, le ho saltate nell’olio con una piccola cipolla affettata finemente, finchè non le ho viste ben appassite. Ho salato durante la cottura.
Ho acceso il forno, statico, a 180°
Ho sbattuto le uova con lo yogourt, il parmigiano, ancora un pochino di sale e i semi (facoltativi, servono a dare un po’ di croccantezza al composto).
Ho aggiunto le foglie di rapanello e la cipolla, mescolando bene.
Ho versato il tutto in una teglia leggermente unta e, con un rapanello affettato, ho disegnato una piccola decorazione – e una nota di colore.
Ho messo in forno finchè la superficie non si è presentata ben dorata e gonfia.
Fidatevi, è molto buona! Le foglie di rapanello hanno un sapore delicato, appena piccante, che rende questa torta un pochino diversa dai solito sapori, senza però rivoluzionarli.
Strategie: Le foglie di rapanello appassiscono in fretta, vanno quindi lavorate al più presto.
L’uso dello yogourt, al posto di un formaggio cremoso, rende questo piatto adatto anche per chi è intollerante al lattosio.
Variazioni sul tema: Per rendere questo piatto ancora più “antispreco”, al posto della cipolla si possono usare le parti più scure di un porro o di un cipollotto.

Il consiglio di lettura è “Sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli. Dopo averlo letto, il mondo comincerà ad apparirvi un po’ diverso

sette brevi lezioni di fisica

Farro (cotto a risotto) con gambi di cipollotto e nocciole


Siamo a maggio ma, almeno fino a qualche giorno fa, sembrava novembre. Pioggia, freddino, qualcuno aveva ancora i termosifoni accesi la sera.

Ecco allora un bel piattino autunnal – primaverile, da giocarsi per il periodo, che mi sono inventata sempre con l’obiettivo di proporre qualcosa di buono, sano, semplice, con un tocco antispreco.

Ingredienti:

  • 320 grami di farro (che si può benissimo sostituire con il riso)
  • 3 gambi di cipollotti
  • 1 manciata piena di nocciole
  • Brodo di dado home made
  • 2 + 2 cucchiai d’olio evo
  • Parmigiano reggiano grattuggiato a piacere

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Dai gambi dei cipollotti, ho recuperato la parte centrale, più tonica e sana, che ho ben lavato e tagliato a rondelle.

Ho fatto soffriggere dolcemente nei 2 cucchiai d’olio, con l’aggiunta di altrettanta acqua, e quando sono stati teneri (ci mettono davvero pochi minuti) ho aggiunto il farro sciacquato. Ho bagnato con acqua bollente dove avevo sciolto un cucchiaio di dado, e ho portato a cottura esattamente come si fa con il risotto.

Intanto, ho tritato grossolanamente le nocciole, che ho aggiunto alla fine, a piatto bollente, ma a fuoco spento.

Ho servito subito, ben caldo (anche per la stagione!), sebbene il farro tolleri bene qualche minuto di riposo. Parmigiano a parte per chi non può farne a meno.

 

 

Strategie: Come tutti i resti delle verdure, anche i gambi dei cipollotti sono possono congelare, puliti, e conservare in freezer fin quando non ci servono.

Variazioni sul tema: Come dicevo, questo piatto si può fare anche con il riso, secondo il procedimento di un normale risotto. L’uso del farro lo rende un po’ meno vincolato a essere solo un “primo piatto”, ma in sostanza non cambia molto.

Vino: Vermentino della Riviera Ligure di Ponente

Il consiglio letterario legato a questa ricetta è “Di viole e liquirizia”, un delizioso romanzo di Nico Orengo ambientato nelle Langhe, terra preziosa per la coltura delle nocciole più pregiate.

Zucchine ripiene (con timo e pistacchi)


Le zucchine ripiene sono uno dei miei piatti preferiti, e anche se richiedono un po’ di lavoro, le faccio sempre molto volentieri. Con l’arrivo della stagione calda posso scegliere le zucchine bianche, quelle che alle volte si trovano con un bel fiore attaccato, che hanno una polpa compatta e saporita. Le zucchine striate, dalla buccia più scura, sono più amare e con l’interno un po’ acquoso, meno adatte per questo piatto (ma ottime per il minestrone)

Gli ingredienti per 4 persone (più o meno)

  • 1 kg. di zucchine scelte un po’ ciccione
  • 2 hg. prosciutto cotto
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • Foglie di timo
  • 1 manciata di pistacchi in granella
  • Pane grattuggiato
  • Sale

Tempo di preparazione: 40 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti per far lessare le zucchine + 30 minuti nel forno

Mettete sul fuoco una pentola capiente con acqua salata. Cominciate con pulire le zucchine: lavatele bene, tagliate via le due estremità (se sono belle fresche, come dovrebbero essere, attenzione a non pungervi!), tenete i fiori se sono freschi e ancora tonici, tagliatele a metà se sono lunghe più di 10 centimetri, e lessatele nell’acqua bollente, controllando dopo una decina di minuti. Pungetele con una forchetta e scolatele quando sono morbide, ma ancora ben sode. Se avete tempo, lasciatele raffreddare naturalmente, altrimenti potete passarle un po’ sotto l’acqua fredda, scolandole poi bene.

Preparate a portata di mano sia il bicchiere del mixer che una teglia da forno grande, foderata con la carta apposita. Prendete una zucchina lessata, tagliatela a metà per il lungo, con un cucchiaino scavate delicatamente la polpa interna e mettetela nel mixer, mentre poserete sulla teglia la zucchina svuotata. Continuate così fino alla fine, e se la teglia si riempie, prendetene un’altra.

Mettete nel mixer, dove c’è già la polpa delle zucchine, il prosciutto, il parmigiano, le uova, il timo, un po’ di sale e pepe a piacere, ricordando che le zucchine hanno bollito in acqua salata e che prosciutto e parmigiano sono salati a loro volta. Frullate tutto insieme, per ottenere una crema morbida.

Accendete il forno (statico) a 200°.

Con l’aiuto di un cucchiaio o, se siete pazienti, con la sac a poche, riempite le zucchine, spolverate tutto con il pane grattugiato e con una generosa manciata di granella di pistacchi, quindi mettete a gratinare nel forno.

Sono ottimi caldi, tiepidi e freddi. Sono perfetti come secondo, ma nella quantità di un paio a testa vanno benissimo anche come antipasto. Si conservano in frigo per due o tre giorni senza problemi, oppure si possono surgelare, quindi può valere la pena farne in abbondanza.

Strategie: Si possono lessare le zucchine in anticipo, anche il giorno prima. Io addirittura lo consiglio, così sono ben fredde quando si lavorano e non si rompono.

Variazioni sul tema: Le zucchine ripiene al prosciutto cotto sono la mia versione preferita, ma rappresentano un’ottima ricetta antispreco. Infatti si possono farcire con altri ingredienti, magari rimasti da un’altra preparazione, o in scadenza: carne tritata (anche avanzata da un arrosto o un lesso), carne tritata + prosciutto crudo, tonno in scatola, formaggio saporito (gorgonzola, provolone).   Le quantità indicate sono da considerarsi per un secondo piatto, ma si possono anche proporre per antipasto, calcolandone tre, quattro a testa (ovvero una zucchina e mezzo, due a persona).

Se preferite un sapore più intenso potete aggiungere al ripieno un piccolo spicchio d’aglio ben tritato. Se riempite con carne o tonno, potete aggiungere un pochino di scorza di limone grattugiata.

Vino: Barbera, Colli Bolognesi

Con questo piatto partecipo alla “sfida” del mese di maggio proposta dal gruppo Facebook “Sei in cucina

Frittata con porri e fave di cacao


frittata porri e fave di cacao

Una semplicissima frittata cotta al forno, che presenta l’incontro di due ingredienti solo apparentemente estranei.

Le fave di cacao, di solito associate a ricette dolci, sono in realtà amare, persino vagamente acide

Il porro, che invece utilizziamo per ricette salate, una volta cotto ha un sapore dolcissimo

E l’accostamento rivela un sapore nuovo, pieno.

Gli ingredienti:

  • 2 porri
  • 1 bella manciata di fave di cacao
  • 4 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti + 30 minuti in forno

Ho pulito i porri eliminando le estremità e conservandone quanto più possibile, li ho tagliati a rondelle, li ho messi in un tegame con l’olio e qualche cucchiaio di acqua e li ho fatti cuocere su fuoco dolce, mescolandoli spesso per disfarli.

Intanto, nel mixer, ho tritato le fave di cacao

Ho acceso il forno statico a 180°

In un piatto ho sbattuto le uova con la ricotta, ho salato leggermente e completato con il Parmigiano grattuggiato. Ho aggiunto i porri e le fave di cacao tritate, miscelato bene il tutto e travasato in un tegame da forno appena unto (in realtà io ne ho usato uno in silicone, che non richiede nessuna preparazione).

La frittata è pronta dopo circa mezz’ora, quando si presenta ben dorata e gonfia

E’ un secondo piatto, ma tagliata a porzioni più piccole diventa un antipasto o un accompagnamento per l’aperitivo, visto che è ottima anche fredda (come ogni frittata!)

Strategie: Si possono cuocere i porri in anticipo. Del porro, si può utilizzare (anche) la parte più scura, e meno tenera: avrà solo bisogno di cuocere un po’ di più.

Vino: Vermentino di Gallura

Il consiglio di lettura è “Cioccolata a colazione” di Pamela Moore. Pubblicato nel 1956, anticipa le esigenze femminili di trovare un posto nel mondo, slegato dai tradizionali doveri materni e famigliari.

cioccolata a colazione

 

Insalata tiepida di farro con ingredienti primaverili (piselli e fave)


Mi è stato regalato del farro “vero”. Cosa intendo? Non è biologico, non ha alcuna certificazione, ma so dove è cresciuto: in aperta campagna, lontano da emissioni inquinanti, curato come tradizione comanda.

Bisogna dire che il farro non è molto esigente, cresce bene e rapidamente su qualunque terreno, e questo limita la proliferazioni di erbacce infestanti. Non solo, pulisce il terreno per le colture successive.

E’ un cereale nutriente, ricco di più vitamine, e ricco anche di selenio, il minerale che contrasta la formazione dei radicali liberi. Ci mantiene giovani!

L’ho preparato con un veloce condimento a base di fave e piselli freschi: è il loro momento, non è un momento che dura a lungo, bene quindi approfittarne.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 300 grammi di farro decorticato
  • 12 – 15 fave intere
  • 12 – 15 piselli interi
  • 3 falde di pomodori secchi
  • 4 cucchiai colmi di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 4 – 5 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Prima di tutto mi sono occupata del farro: mentre l’acqua, salata, si scaldava, l’ho ben sciacquato, l’ho buttato e lasciato a bollire.

Nel frattempo ho sgranato le fave e i piselli, ho sciacquato anch’essi e li ho messi a bollire in poca acqua. Così freschi, sono pronti in meno di dieci minuti.

Ho scolato i legumi, ne ho tenuti da parte un paio di cucchiai, ho messo gli altri nel mixer con i pomodori secchi, il parmigiano, l’olio, e ho frullato tutto fino a ottenere una crema.

Ho scolato il farro, l’ho condito con un pochino di olio evo, poi con la crema preparata e ho completato con fave e piselli interi.

L’ho servito subito, ormai tiepido, e l’ho trovato delizioso.

Buon Primo Maggio!

Strategie: se potete contare su fave e/o piselli surgelati, contatene tre cucchiai colmi

Variazioni sul tema: la crema frullata si può arricchire, con vantaggio, unendo un pochino di ricotta o altro formaggio analogo.

Il consiglio (consigliatissimo!) di lettura gioca su una consonante in meno: Gita al faro di Virginia Woolf