Insalata tiepida di farro con ingredienti primaverili (piselli e fave)


Mi è stato regalato del farro “vero”. Cosa intendo? Non è biologico, non ha alcuna certificazione, ma so dove è cresciuto: in aperta campagna, lontano da emissioni inquinanti, curato come tradizione comanda.

Bisogna dire che il farro non è molto esigente, cresce bene e rapidamente su qualunque terreno, e questo limita la proliferazioni di erbacce infestanti. Non solo, pulisce il terreno per le colture successive.

E’ un cereale nutriente, ricco di più vitamine, e ricco anche di selenio, il minerale che contrasta la formazione dei radicali liberi. Ci mantiene giovani!

L’ho preparato con un veloce condimento a base di fave e piselli freschi: è il loro momento, non è un momento che dura a lungo, bene quindi approfittarne.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 300 grammi di farro decorticato
  • 12 – 15 fave intere
  • 12 – 15 piselli interi
  • 3 falde di pomodori secchi
  • 4 cucchiai colmi di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 4 – 5 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Prima di tutto mi sono occupata del farro: mentre l’acqua, salata, si scaldava, l’ho ben sciacquato, l’ho buttato e lasciato a bollire.

Nel frattempo ho sgranato le fave e i piselli, ho sciacquato anch’essi e li ho messi a bollire in poca acqua. Così freschi, sono pronti in meno di dieci minuti.

Ho scolato i legumi, ne ho tenuti da parte un paio di cucchiai, ho messo gli altri nel mixer con i pomodori secchi, il parmigiano, l’olio, e ho frullato tutto fino a ottenere una crema.

Ho scolato il farro, l’ho condito con un pochino di olio evo, poi con la crema preparata e ho completato con fave e piselli interi.

L’ho servito subito, ormai tiepido, e l’ho trovato delizioso.

Buon Primo Maggio!

Strategie: se potete contare su fave e/o piselli surgelati, contatene tre cucchiai colmi

Variazioni sul tema: la crema frullata si può arricchire, con vantaggio, unendo un pochino di ricotta o altro formaggio analogo.

Il consiglio (consigliatissimo!) di lettura gioca su una consonante in meno: Gita al faro di Virginia Woolf

Crema di verdure con baccelli di fave


Non sono l’unica a proporre ricette antispreco ma, in tutta franchezza, spesso mi sono trovata in difficoltà: ricette spiegate in modo approssimativo, di difficile riuscita, o addirittura talmente indigeste da risultare improbabili al consumo.

Questa che vi propongo è stata ben testata, quindi di sicuro successo, purchè si rispettino tutti i passaggi. C’è la soddisfazione di non buttare i baccelli (in questo caso, delle fave) che comunque paghiamo, e che sono la maggior parte del volume.

Gli ingredienti per 4 persone, abbondanti:

  • 1 chilo di fave da sgranare
  • 3 patate medie
  • 1 cipolla dorata
  • Sale
  • Olio evo
  • Crostini

Tempo di preparazione (con almeno una settimana di anticipo): 20 minuti per sgranare le fave

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 – 40 minuti

Perché la settimana di anticipo? Perché i baccelli, congelati per almeno sei o sette giorni (o anche di più) si ammorbidiscono e inteneriscono, e le loro fibre diventano più facili da cucinare e da digerire.

Quindi, mentre si sgranano le fave, che si raccolgono per altre ricette, i baccelli si mettono a bagno in abbondante acqua e si lavano bene, si scolano, si trasferiscono in un sacchetto e si dimenticano in freezer per qualche giorno.

Al momento di preparare la crema di verdura, ho recuperato i baccelli congelati, li ho messi in pentola con patate e cipolla ben sbucciate e pulite, e ho fatto cuocere tutto, aggiungendo solo un cucchiaino di sale grosso.

Infine, ho frullato tutto e, fondamentale, ho passato con il passaverdura per avere una crema ben omogenea.

L’ho servita calda, non bollente, con un filo di olio evo e dei bei crostini croccanti. Parmigiano grattuggiato a parte, ma funziona.

Per preparare questo piatto di recupero, è bene accertarsi della provenienza delle fave: meglio se sono biologiche, o del contadino, quindi non troppo cariche di antiparassitari.

“Fave e pecorino”. Confesso che non lo conosco, ma mi ispira

Crema di fave alla menta


crema di fave e menta

Se preparate un bel sugo di muscoli per gli spaghetti, e ve ne fate avanzare qualcuno, e se trovate ancora delle fave fresche, potete fare questo semplice e fresco antipastino, molto buono (non l’ho detto solo io!) e anche bello da vedere. Un fresco anticipo d’estate …

Gli ingredienti:

  • ½ kg. di fave, pesate da sgusciare, freschissime
  • 10 (circa) foglie di menta
  • 20 (circa) cozze
  • 5-6 cucchiai di olio evo
  • Frullatore efficiente

Tempo di preparazione: 20 minuti (con cozze già preparate e sgusciate)

Ho sgranato le fave e le ho lavate velocemente. Le ho trasferite nel frullatore insieme con l’olio e un pizzico di sale, ho frullato bene in modo da ottenere una crema liscia e omogenea. Per l’olio in verità mi sono regolata un po’ a occhio, il risultato deve essere vellutato. Ho diviso la crema in quattro bicchierini individuali, li ho messi in frigorifero e lì li ho lasciati fino al momento di consumarli.

Poco prima di andare in tavola ho tagliuzzato la menta a striscioline, l’ho aggiunta alla crema di fave e ho decorato con qualche muscolo. In realtà il pesce non è solo decorativo, anzi. La menta dona vigore alla dolcezza della crema di fave, che a sua volta acquisisce sapidità e una nota particolare nell’incontro con il pesce.

Variazioni sul tema: Al posto dei muscoli (o cozze), soprattutto se non si hanno pronte, si possono usare da uno a tre gamberi a persona, a seconda delle dimensioni.

Vino: Marino, Soave

Il fiore delle fave, bello e vistoso

fave fiore

Pesto di fave e mandorle


pesto fave e mandorle

E’ il momento delle fave. O meglio, in Liguria è il momento delle fave. Ormai ho imparato che in Italia c’è talmente tanta differenza tra un posto e l’altro, sia per tradizione che per situazione climatica, che non è possibile generalizzare. Comunque appena arrivata al mare mi sono fermata da uno dei miei contadini di fiducia (quelli che, se non hanno la verdura pronta nei cestini, te la vanno a raccogliere o ti danno le cesoie per fartelo da sola), ho comperato una notevole quantità di fave che, appena appoggiate in cucina, l’hanno riempita della loro fresca fragranza.

Uno dei piatti primaverili più diffusi, soprattutto a Genova, è composto da fave fresche, pecorino sardo fresco e salame di S. Olcese. Non mi dilungo su queste due specialità strettamente locali, ma ovviamente la prima porzione (e anche la seconda) è stata sacrificata così.

Molte ancora ne sono avanzate, e con una parte ho preparato questo pesto, ovvero una semplicissima crema composta da fave, ovviamente sgranate, mandorle e ricotta. Data la presenza, in famiglia, di un intollerante al lattosio, la ricotta scelta era di capra.

Queste le proporzioni:

  • ½ chilo di fave intere
  • 40 grammi circa di mandorle
  • 80 grammi circa di ricotta
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tutto nel frullatore, o nel mixer, e il pesto è pronto.pesto fave e mandorle con focaccia

Con questa quantità ho condito la pasta per quattro persone, e avendone avanzato un po’, il giorno successivo l’ho spalmato sulla focaccia croccante, come piccolo antipasto.

 

E’ molto buono e molto fresco, credo che la condizione essenziale stia nella freschezza delle fave.

 

 

Nessuna attinenza con il cibo ma … ho assistito all’esibizione delle Frecce Tricolori: la perfezione

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