Il Gusto di non Sprecare a Euroflora 2018 – Sfoglia croccante con fiori di zucca


Si sa che, per i veri gourmet, il bouquet preferito è quello con i fiori di zucca

Continuo allora questo omaggio a Euroflora 2018, e propongo questa delicata sfoglia dove i fiori di zucca donano decorazione e gusto

Gli ingredienti:

  • 2 – 3 fiori di zucca avanzati o salvati da un’altra preparazione
  • 100 grammi di farina 0 o 00
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 pizzico di sale
  • Acqua
  • Sale grosso

Tempo di preparazione: 20 minuti + il tempo del riposo

Tempo di cottura: 10 minuti

 

Preparate la pasta per la sfoglia con farina, olio, sale e l’acqua necessaria per ottenere un impasto ben incordato

Lasciatela riposare almeno mezz’ora, meglio un po’ di più

Intanto lavate delicatamente i fiori di zucca, apriteli e dividete i petali

Accendete il forno statico a 200°

Riprendete la pasta, selezionatene una porzione e, con l’aiuto del mattarello, tirate una sfoglia molto sottile.

Appoggiate sulla sfoglia i petali dei fiori di zucca e, sempre con il mattarello, fateli aderire bene

Spolverate con qualche pizzico di sale grosso

Trasferite la sfoglia sulla leccarda foderata di cartaforno, infornate e lasciate cuocere una decina di minuti. Deve risultare ben dorata e croccante, non bruciata

Estraete la sfoglia dal forno e lasciatela raffreddare un po’, prima di spezzarla in pezzi irregolari

 

E la pasta avanzata? Congelatela, sarà pronta per una successiva preparazione.

 

Annunci

Il Gusto di non Sprecare e la rassegna stampa


Realizzare nel giro di poche ore che qualcuno ha parlato del tuo librino, e che ne ha persino parlato bene, beh, è una bella emozione, un incoraggiamento, una piccola conferma

Per chi ancora se lo fosse perso (pochi, credo, visto che l’ho già diffuso worldwide 😉 ecco l’articolo pubblicato ieri nell’inserto Food della Gazzetta di Modena

 

22 aprile – Giornata Mondiale della Terra 2018


Oggi si celebra in tutto il mondo l’Earth Day 2018

Tantissime sono le iniziative, spesso festose, che accompagnano questa scadenza

Io, purtroppo, non posso esimermi dal riportare le parole allarmanti della Fondazione Barilla, che da molti anni segue la situazione delle risorse alimentari del pianeta:

Stiamo mangiando il nostro Pianeta! Sembra impossibile, ma è la drammatica verità perché dal 3 agosto 2017 stiamo vivendo “a credito” nei confronti della Terra.
Secondo il Global Footprint Network, infatti, lo scorso 2 agosto la richiesta di risorse naturali dell’umanità ha superato la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare nello stesso anno. Buona parte di queste risorse sono servite per produrre cibo, ma 1/3 di quegli alimenti è stato gettato o sprecato come dimostrano i dati forniti dal Food Sustainability Index.
Cosa comporta lo spreco di cibo?
Lo spreco alimentare è responsabile della produzione dell’8% circa delle emissioni globali di gas serra. Ma è anche sinonimo di sovrasfruttamento del territorio, quindi spreco della terra impiegata per coltivare cibo che nessuno mangia. Ridurlo potrebbe far risparmiare fino a 1,4 miliardi di ettari di terreno, pari al 30% della superficie agricola disponibile.
Inoltre, sprecare cibo significa anche sprecare molte altre risorse che il Pianeta di offre e che sono impiegate nella produzione degli alimenti, come l’acqua. Non è un esempio casuale: si stima che ogni anno, il volume di acqua utilizzato per la produzione di cibo sia pari alla portata del fiume Volga in Russia. Ecco perché sprecare cibo significa sprecare quantità enormi di acqua.
Sono dati fondamentali, che dobbiamo tenere presente per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
“Produzione del cibo, sovrasfruttamento delle risorse della Terra e spreco alimentare sono elementi che ci separano dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Se vogliamo puntare alla “fame zero” non possiamo trascurare che l’impatto dello spreco alimentare, nei Paesi sviluppati, vale 222 milioni di tonnellate di cibo, quasi quanto la produzione alimentare disponibile dell’Africa sub-sahariana (230 milioni di tonnellate)” spiega Ludovica Principato, ricercatrice di Fondazione BCFN e ricercatrice Università Roma Tre.
Se vogliamo contribuire a salvare le risorse che il nostro Pianeta ci offre, quindi, dobbiamo riconsiderare il nostro rapporto con il cibo. Abbiamo bisogno di ragionare sui dati che emergono e inaugurare un cambiamento drastico nei sistemi attuali di produzione e di consumo del cibo.
Il cambiamento può partire dalla tua tavola!

 

 

 

Il Gusto di non Sprecare: Porra Antequerana


Avete del pane avanzato e raffermo? Fate questa strepitosa zuppa fredda! È semplice e veloce, ma il risultato vi sorprenderà, come ha sorpreso me, tanto è squisito. Quanto al recupero del pane avanzato, nessuno si accorgerà del trucchetto.

Gli ingredienti per quattro persone (indicativi):

  • 400 grammi di pane raffermo
  • 500 grammi di pomodori
  • 2 peperoni
  • 2 cucchiai di aceto
  • 1 spicchio d’aglio
  • ½ bicchiere di olio evo
  • 2 uova sode
  • Qualche fettina di prosciutto crudo oppure del buon tonno sott’olio
  • Sale
  • 1 buon frullatore

Tempo di preparazione: 30 minuti – Non c’è cottura

Mettete a bagno il pane in acqua tiepida, cercando di spezzettarlo un po’. Il pane non deve inzupparsi, solo ammorbidirsi, i tempi quindi dipendono da che tipo di pane si usa, ma non possono essere lunghi.

Lavate i pomodori e i peperoni e tagliate tutto a pezzetti.

Mettete nel frullatore lo spicchio d’aglio sbucciato e frullatelo per qualche secondo da solo, di modo che si frantumi perfettamente, poi unite il pane ben strizzato, i pomodori e i peperoni, l’aceto e metà olio. Frullate il tutto fino a ottenere una crema di colore rosa.

La crema è pronta, da servire con l’olio rimasto, qualche fettina di uovo sodo, striscioline di prosciutto crudo o dadini di tonno.

E’ una zuppa estiva, da refrigerare e servire ben fredda, ma è squisita anche a temperatura ambiente.

Variazioni sul tema: La porra antequerana è una specialità spagnola. La ricetta originale prevede un uso ben più abbondante di aglio. Io mi sono limitata a uno spicchio e mi è sembrato sufficiente, e per chi lo teme, si potrebbe ovviare sfregando il pane prima di passarlo in ammollo.

Cibo a regola d’arte … e tanti auguri!


Il Corriere della Sera ha organizzato a Milano la manifestazione Cibo a regola d’arte, due giorni di totale immersione nel cibo, nelle sue preparazioni, nella sua storia.

Io ho scelto di seguire due incontri casualmente consecutivi, per me di grande interesse.

Niente di pratico, niente di goloso, solo storie, belle storie.

Il primo incontro aveva lo stesso titolo del mio e-book: Il gusto di non sprecare. A tenerlo, Andrea Segré, una personalità che da molti anni si batte per diffondere il principio di quanto sia importante non sprecare il cibo.

Andrea Segré insegna all’Università di Bologna, ha lanciato il Last Minute Market, e non si stanca di far sentire la sua autorevole voce per sensibilizzare tutti, da chi ci governa all’ultimo cittadino, su quanto conti organizzare un recupero efficace delle scorte invendute, prossime alla scadenza, non perfette.

Inutile dire che per me è un idolo! Sono anche riuscita a salutarlo!

 

nato con le Olimpiadi in Brasile (dove si chiamava RefettoRio), e da lì in espansione in varie città del mondo.

Cos’è Refettorio? Un ristorante per persone indigenti (quindi, per loro, gratuito) dove, in un ambiente bello e curato, vengono proposti piatti di alta cucina, preparati con quanto avanza dai mercati cittadini, e quindi donato.

Massimo Bottura ha messo in questo progetto la ricerca continua per recuperare e riciclare gli ingredienti a disposizione, aggiungendo alle ricette classiche altre preparazioni ricche di fantasia, attente all’armonia dei sapori, incantevoli nella loro originalità.

Molti Refettori stanno aprendo nel mondo, coinvolgendo altri chef stellati che hanno voluto fortemente aderire al principio fondante, che potrei definire “alta cucina di recupero”.

L’esempio portato a chi era presente (e che non ho, ovviamente, assaggiato, vista la mia scarsa prontezza di riflessi): i passatelli fatti, non con il pangrattato, ma con la pizza avanzata e seccata. Un esempio da ripetere facilmente in ogni cucina casalinga, per creare da un piatto ben preciso, la pizza, un altro piatto completamente diverso, e molto attraente.

Mi sembra, questo di Bottura, un passo verso un mondo migliore, verso un uomo migliore, dove l’alta qualità e la ricerca non rimangono confinate tra pochi fortunati, ma raggiunge quante più persone possibile. Tutti abbiamo diritto alla bellezza.

Buona Pasqua a tutti|