Le ricette per il pranzo di Pasqua: il secondo piatto di pesce – Rombo con pomodori e patate


Una buona ricetta di pesce per chi vuole osservare l’indicazione di mangiare “magro” nella giornata di oggi.

Il rombo è un pesce delicato, invernale, che si dovrebbe trovare con facilità anche in questo momento dell’anno. Preparato così, con pomodorini e patate, rappresenta un bel secondo completo e ricco, oltre che molto gustoso.

 

Gli ingredienti, per quattro persone:

  • 1 rombo da almeno 1 kg., sfilettato dal pescivendolo (fatelo fare a lui che lo fa in un attimo, mentre a casa può essere complicato)
  • 1/2 Kg. di pomodorini
  • 4 patate di medie dimensioni
  • 2 spicchi d’aglio
  • qualche foglia di basilico
  • olio evo
  • sale, pepe

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 15-20 minuti

Per prima cosa preparate le patate, che vanno cucinate a parte, e sono semplicemente arrostite in padella: sbucciatele, lavatele, tagliatele a tocchetti e cucinatele in 5 cucchiai di olio, aggiungendo lo spicchio d’aglio da togliere alla fine, e aggiustando di sale, rigorosamente alla fine.

Mentre le patate si cucinano, lavate bene i pomodorini e tagliateli almeno in due. Scaldate l’altro olio in una padella capiente, aggiungete lo spicchio d’aglio e, mentre soffrigge, mettete anche i pomodori. Date loro solo il tempo di cuocersi leggermente e cominciare ad asciugarsi, ma toglieteli dal calore della padella prima che comincino a disfarsi: non devono diventare salsa, ma mantenere una certa  consistenza. Per lo stesso motivo, salateli leggermente solo quando sono pronti. Nella stessa padella, ora vuota, aggiungete l’olio rimasto, le foglie di basilico, fate appena scaldare, quindi rosolate i filetti di rombo, cuocendoli non più di tre, quattro minuti per lato, e salandoli leggermente. Appena il pesce è cotto, mettete i filetti nei piatti, ripassate molto velocemente i pomodori in padella, solo per scaldarli, e infine componete i piatti con gli spicchi di pomodoro, una porzione di patate, il sughetto che si sarà formato da versare sul pesce, oltre a qualche fogliolina di basilico fresco per dare colore. E’ un secondo ricco e completo, dal sapore delicato, ma pieno e appagante, completamente privo di spine, quindi perfetto anche per i bambini.

Vino: Pigato, Gewurztraminer

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#orgogliopesto – Calamari alla griglia con pesto


Come si concilia Primo non sprecare e #orgogliopesto?

Con una ricetta come questa, buonissima e di grande effetto, che permette di utilizzare un pochino di pesto avanzato, visto che ne bastano pochi cucchiaini.

Ecco gli ingredienti per quattro persone:

  • 4 calamari freschissimi di media grandezza
    • 4 cucchiai di olio evo
    • 1 cucchiaio di salsa di soia
    • 1 cucchiaino raso di zucchero
    • Il succo di mezzo limone
    • 4 cucchiaini di pesto
    • 1 padella antiaderente

Tempo di preparazione: 10 – 12 minuti (con calamari puliti e pesto pronto)

In un piatto fondo emulsionate insieme olio, salsa di soia, limone e zucchero, quindi adagiatevi i calamari e girateli due o tre volte nel liquido, di modo che ogni parte sia spennellata.

Mettete al fuoco la padella e, appena è ben calda, trasferitevi i calamari. Mentre cuociono, con un cucchiaio versate sopra, a poco a poco, l’emulsione, e contemporaneamente girateli frequentemente aiutandovi con una pinza. Se sono ben freschi, saranno pronti 6-7 minuti.

Mettete i calamari sui piatti individuali con, a lato, un cucchiaino di pesto, da distribuire sul pesce.

Strategie: Se i commensali sono meno di quattro, sarà necessario preparare l’emulsione con le stesse quantità indicate, altrimenti sarebbe troppo misurata. Al contrario, se fossero di più, si può pensare di aggiungere l’equivalente di una unità ogni due.

Vino: Vermentino dei Colli di Luni, Pigato

 

Filetti di orata mediterranei – reblog


 

https://undiavoloaifornelli.wordpress.com/2018/02/23/filetti-di-orata-mediterranei/

Non mi è mai capitato di ri-bloggare una ricetta.

Lo faccio ora, molto volentieri, perchè è arrivata al momento giusto: cercavo un’idea per dei filetti di pesce (i miei, in realtà, erano di branzino), e l’ho trovata senza cercarla.

Inutile aggiungere che il risultato è stato perfetto, sia nell’equilibrio degli ingredienti che nei tempi di cottura.

Grazie Davide, quindi, e alla prossima 🙂

A proposito, l’idea del re-blog mi è piaciuta così tanto che credo proprio continuerò, ho tanti amici bravissimi e molto generosi

Buona gelida domenica

Paola

Pasta con sugo di pesce … leftover


pasta con sugo di pesce avanzato

 

 

 

Ho trovato finalmente, a Milano, un ristorante dove cucinano il pesce come piace a me, con ricette semplici che esaltano i sapori e non li coprono.

Ho ordinato una frittura, contenta di trovare non la solita misera composizione di anelli di totano e gamberi, ma ricca di triglie, merluzzetti e acciughe.

La frittura era molto abbondante, non l’ho finita, e in men che non si dica quanto rimasto è stato incartato e preparato perché potessi portarlo a casa.

Non sufficienti per fare una porzione, ho “moltiplicato” la disponibilità preparando questo sughetto che è venuto non buono, di più.

 

 

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di pasta
  • 1 bicchiere circa di salsa di pomodoro leggera
  • Pesciolini misti già cotti
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 manciata di foglie di prezzemolo tritate
  • 1 cucchiaio di pinoli (facoltativi)

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti (in contemporanea si cuoce la pasta)

La prima operazione da compiere riguarda il pesce che, qualunque esso sia e comunque sia stato cucinato, deve essere liberato perfettamente dalle spine, dalle squame, da eventuali cartilagini.

Dopo ave fatto questo, ho sfilacciato i pezzetti di pesce di modo da renderli tutti più o meno della stessa grandezza.

Ho messo a scaldare l’acqua della pasta.

In un tegame di coccio ho preparato il soffritto con l’aglio (ne ho selezionato alcune fettine sottilissime, lasciando intero il resto dello spicchio, così da poterlo facilmente eliminare) e il prezzemolo tritato, i pinoli, quindi ho aggiunto il pomodoro, ho fatto scaldare bene, e ho spento.

Quando la pasta è risultata, all’assaggio, quasi cotta, ho riacceso sotto la salsa e ho aggiunto i pezzetti di pesce, che devono solo scaldarsi, non cuocere ulteriormente.

Ho scolato la pasta e l’ho ripassata un momento nel sughetto. Pronta in tavola, profumata di mare.

L’unica attenzione che richiede questo piatto è relativa ai tempi di preparazione del condimento, che deve essere ben caldo, ma nel quale il pesce non deve subire un’ulteriore cottura, pena perdere di sapore e peggiorare la consistenza.

In questo modo è possibile recuperare in modo davvero molto soddisfacente avanzi di ogni tipo di pesce, sia di carne bianca, sia molluschi e crostacei, di mare e di fiume.

 

Il consiglio di lettura. Cercavo un titolo che parlasse di pesci, e invece ho trovato una rana. Uno dei libri più divertenti e insieme emozionanti che abbia letto.

Sotto il culo della rana di Tibor Fischer

sotto il culo della rana

La zuppa di pesce di Santorini


 

Cari amici che mi leggete e commentate e mi fate tanta compagnia, devo scusarmi per la mia latitanza sia qui che nel leggere i vostri post.

Quando ho scritto l’insalata greca, che in quel frangente intendevo un misto di quello che avevo visto in viaggio, qualcuno si è giustamente lamentato perchè aspettava una ricettina, che non c’era. Beh, l’insalata greca è presto fatta: pomodori, cetrioli, cipolla, feta, olio, origano: tutto rigorosamente greco e, se non è greco, tutto rigorosamente sceltissimo e buono. Un’insalata così, perfetta dopo una giornata torrida, anche se semplice, è una vera prelibatezza.

Detto questo, sappiate che non sono ancora riuscita a cucinare niente di greco, nè di buono, ultimamente; fa troppo caldo e sto lontana dai fornelli più che posso.

Per farmi perdonare, vi lascio la ricetta di questa squisita zuppa di pesce che ho assaggiato a Santorini. Molto diversa dalle zuppe nostrane, ha il pregio di esaltare in modo particolare il sapore del pesce. Non posso raccontarvi la mia versione perchè, come dicevo, non ho ancora provato a farla. Ho però acquistato, proprio a Santorini, una simpatica raccolta di ricette dove compare anche una zuppa che mi sembra proprio possa essere lei.

Buon appetito a chi vorrà cimentarsi. Io vado a cercare dove si è nascosta la mia voglia di cucinare 😉