Pasta con foglie di rapanelli e pomodori


pasta foglie di rapanello

Continuano i miei esperimenti con il recupero delle foglie dei rapanelli. Un’esperienza che ho l’onore di condividere con Stefan Gourmet

Qui ho preparato un sughino per la pasta, molto buono (secondo me), con un dettaglio del gusto leggermente sorprendente.

La presenza delle foglie di rapanello non aggiunge un particolare sapore al piatto, ma smorza l’acidità del pomodoro, che risulta così più pieno nel gusto e meno dolce.

Gli ingredienti sono di facile intuizione:

  • 320 grammi di pasta corta (più indicata degli spaghetti
  • 350 grammi (circa) di pomodorini
  • 1 mazzo di foglie di rapanello
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 manciata di anacardi
  • Olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

E’ una pasta velocissima, ho incominciato mettendo subito sul fornello l’acqua per la pasta.

Ho messo a bagno le foglie di rapanello e i pomodori, e ho poi sciacquato tutto molto bene – nelle foglie c’è sempre parecchia terra.

In un tegame che potesse, poi, contenere anche la pasta, ho versato un paio di giri d’olio, ho fatto soffriggere lo spicchio d’aglio (sapete come si fa, vero? Si inclina il tegame di modo da raccogliere l’olio e far dorare l’aglio, che così non brucia).

Ho aggiunto le foglie di rapanello, appena tagliuzzate, e quando le ho viste appassite ho messo i pomodori tagliati a metà, o a quarti quelli un pochino più grossi. Ho salato.

Quando i pomodori sono stati quasi sfatti ho aggiunto gli anacardi, che devono cuocere poco perché sono molto teneri e perdono di croccantezza.

Nel frattempo ho cotto la pasta, l’ho ben scolata e fatta saltare pochi attimi nel sughetto.

Io propongo sempre il Parmigiano a parte, ma ci sta bene.

Semplice, economica, veloce … what else?

Mi accorgo di aver trascurato i consigli di lettura. Questo è un libro che ho trovato bellissimo nel testo ed estremamente chiaro nella cronaca storica. In onore di Stefan.

Il mondo di ieri

 

 

Pasta al sugo multicolor (ricetta antispreco)


E ora basta con le chiacchiere! Spero di essere stata convincente sull’importanza di non sprecare, recuperare, riutilizzare tutto il cibo che compriamo, che paghiamo, e che ha alle spalle una lunga storia produttiva che andrebbe sprecata anch’essa.

Nel mio blog ci sono moltissime ricette antispreco, così come di autoproduzione, e penso sia venuto il momento di riproporle, alternandole con altre nuove, per offrire esempi concreti di cosa significa NON SPRECARE.

Comincio con questa pasta molto colorata.
La ricetta originale (30 dicembre 2012) prevede ingredienti precisi, ma nulla vieta di inserire anche qualcosa che langue in frigorifero (uno zucchino, due foglie di finocchio, qualche pomodorino), magari già un po’ meno fresco, e quindi da utilizzare al più presto. Il risultato finale sarà ottimo e anche più bello.

pasta al sugo multicolor

  • 320 gr. di pasta corta (io preferisco le mezze penne)
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • 4 carote
  • 1 scalogno
  • Sale
  • Olio evo

Tempo di preparazione: quello che serve per scaldare l’acqua e cuocere la pasta.

Per prima cosa preparate le verdure, ovvero pulitele e tagliatele a pezzettini abbastanza regolari … un lavoro lunghissimo che si può perfettamente ovviare mettendo le verdure, pulite e a pezzi grossi, nel mixer, e facendo fare solo qualche giro a intermittenza. Otterrete in pochi secondi un risultato perfetto. Ora mettete su l’acqua della pasta, e contemporaneamente scaldate qualche cucchiaio d’olio in un tegame largo, aggiungete i pezzettini di verdura  e lasciateli cuocere a fuoco medio. Salateli dopo un paio di minuti e controllateli spesso perché devono ammorbidirsi e non bruciare. Se si asciugano troppo, aggiungete un pochino di acqua, badando però che a fine cottura il sughetto sia cremoso e non troppo liquido. Quando l’acqua bolle buttate la pasta e, una volta cotta, scolatela, trasferitela nel tegame e fatela insaporire velocemente. Vi apparirà un piatto con i colori del sole! Servitela con parmigiano a parte per i fanatici del formaggio, perché andrebbe mangiata senza.

Strategie: Il sugo si conserva un paio di giorni in frigo, sebbene perda un po’ di croccantezza. Va da sé che è una buona soluzione per far fuori avanzi di verdura varia in fondo al frigorifero …

Variazioni sul tema: io ho proposto la ricetta che preferisco per sapore e per colori, ma nulla vieta di aggiungere, per esempio, un peperone verde per un tocco di colore freddo

Vino: Nebbiolo

Non potevo mancare di proporvi una natura morta con peperoni, allegra grazie ai suoi colori brillanti

Quadri-Natura-Morta-Silvia-022 - peperoni

Primo piatto con zucchine e pomodori piccanti


pasta pomodori zucchini

Molti non amano la pasta fredda, mentre di insalata di riso ormai non ne possiamo più. Mi sono così rivolta alla ideazione di condimenti leggeri, gustosi, da preparare in anticipo e usare con pasta (o riso) appena scolati: un primo piatto con la temperatura ideale per le giornate calde che questa estate, generosamente, continua a regalarci.

Dopo la pasta alla checca, ancora una versione vegetariana.

Gli ingredienti:

  • 320 grammi di pasta (a piacere, io amo la pasta corta, ma vanno bene anche gli spaghetti) o riso
  • 10-12 pomodorini
  • 2 zucchine chiare, tenere e molto fresche
  • 1 cipollotto (la parte verde)
  • 1 peperoncino
  • 4 foglie di basilico
  • 4 + 4 cucchiai di olio evo
  • sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti

Ho tagliato a rondelle la parte verde del cipollotto (il resto andrà nell’insalata) e l’ho rosolata molto dolcemente nell’olio. Intanto ho lavato i pomodorini e, man mano, tagliati a metà o a quarti e aggiunti al soffritto. Ho salato e coperto, per permettere ai pomodori di dar fuori l’acqua di vegetazione e cuocere più rapidamente. Ho lavato e tagliato a fettine sottili le zucchine, le ho aggiunte al sughetto. Quando tutta la verdura è risultata cotta, ho spento il fuoco e terminato con le foglie di basilico spezzettate.

Al momento giusto ho cotto la pasta e l’ho condita con questa salsina profumata, aggiungendo ancora un pochino d’olio crudo.

Il risultato è un piatto caldo, ma non bollente, leggero e digeribile perché l’olio cotto nel soffritto è davvero poco, stuzzicante per la presenza del peperoncino.

Se ne avanza un pochino, è ottima anche il giorno successivo, gustata a temperatura ambiente.

Il segreto di questo piatto sta tutto nelle zucchine, che devono essere piccole, chiare e molto fresche: in questo modo rilasciano pochissima acqua durante la cottura e conferiscono al piatto un sapore delizioso.

 

Una cartolina dall’Appennino

lago santo

 

 

 

 

 

 

Melanzane orientali (Baba Ganooj)


melanzane all'orientale

Quando ritorno dalla campagna, sono spesso carica di sporte e cassette traboccanti di verdura fresca: una parte la acquisto da fidati coltivatori, altro mi viene generosamente regalato dalle mie amiche, abilissime nel condurre orti rigogliosi. Tanto ben di Dio però, per mantenersi tale, deve rapidamente essere pulito, selezionato, cucinato, lavorato … qualche ora di tempo, sicuramente ben spesa, ma da mettere in conto.

Questa volta avevo zucchine ciccione, melanzane di due qualità, oltre a fresche insalate e pomodori.

Ho preparato le zucchine ripiene e la caponata di melanzane, ma volevo un’idea un po’ insolita per le altre melanzane, idea che ho tratto da un libro di cucina acquistato durante un viaggio in Giordania.

La preparazione può sembrare simile ad altre più consuete, ma il risultato finale è davvero diverso, con quella armonia di dolce e piccante tipica nella cucina mediorientale.

Gli ingredienti per quattro persone, come contorno (oppure due persone se lo consideriamo un secondo):

  • 500 grammi (circa) di melanzane abbastanza piccole e con pochi semi
  • 300 grammi (circa) di pomodori maturi e sugosi
  • 1 piccola cipolla rossa
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino
  • Succo di un limone
  • Sale, pepe
  • Olio di semi di mais

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 25 – 30 minuti

Ho tagliato le melanzane a dadi, ovvero le ho divise a metà, poi a strisce, infine a pezzetti.

Ho messo un pochino di olio nel wok, ho aggiunto le melanzane e le ho fatte cucinare a fuoco medio. Dopo pochi minuti le melanzane hanno già assorbito l’olio, e io qui aggiungo il sale così da far buttare fuori l’acqua d vegetazione. Ho controllato la cottura perché si abbrustolissero leggermente senza bruciare aggiungendo ogni tanto mezzo bicchiere d’acqua.

Intanto ho tritato finemente la cipolla, l’aglio privato dell’anima e il peperoncino, ho tagliato a tocchetti il pomodoro e ho spremuto il limone.

Appena le melanzane sono arrivate a cottura, belle morbide, ho spento il fuoco e ho aggiunto gli altri ingredienti, mescolando bene.

Il calore del piatto esalta i diversi profumi mentre le altre verdure, non cuocendo, si mantengono croccanti, in contrasto con la morbidezza della melanzana.

Lo suggerisco con del pane morbido oppure con del riso bianco lesso.

Strategie: Si possono cuocere le melanzane in anticipo, e riscaldarle al momento di assemblare il piatto.

Vino: Vermentino della Valpolcevera

Non si può citare la Giordania senza pensare a Petra

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Cous cous alla rucola


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Da anni rincorro il sogno di farmi un po’ di orto sul balcone di casa, immaginando una raccolta abbondante di profumate insalate e rossi pomodori; un progetto tutt’altro che difficile, visto che molti tra i miei amici ci sono riusciti. Tra questi, il mio adorato Zio Burp, che qui racconta gli esordi del suo orto e che mi ha già omaggiata delle prelibatezze coltivate direttamente dalle sue manine.

Tutto questo per dire che, al momento, l’unico mio successo si limita a un vasetto di rucola, peraltro molto gustosa e che mi riempie di soddisfazione per la generosità con cui si rinnova dopo ogni taglio. Così è nata l‘idea di questo fresco cous cous, che ho potuto persino decorare con i fiorellini della rucola stessa.

Gli ingredienti per quattro – cinque persone:

  • 250 grammi di cous cous precotto
  • 1 bel mazzo di rucola appena tagliata (eh eh …)
  • 6- 7 pomodorini maturi
  • 3 – 4 pomodori secchi
  • 1 manciata di olive verdi, meglio se denocciolate
  • Olio evo secondo i gusti e la necessità del cous cous

Tempo di preparazione: mezz’ora circa

Devo spiegarlo? Per il cous cous, visto che non abitiamo in Tunisia, meglio seguire le spiegazioni sulla confezione: di solito si tratta di far assorbire del liquido e condire con olio o burro, con un procedimento che non porta via più di una decina di minuti.

Si lavano e tagliano tutte le verdure in pezzi piccoli (io ho tagliato anche le olive), si mescolano al cous cous e si condisce con del buon olio extravergine di oliva, in quantità non troppo abbondante, secondo me.

La rucola ha un sapore intenso e riconoscibile, ma pomodori freschi e secchi l’addolciscono molto, mentre le olive offrono un tocco sapido che, soprattutto con il caldo, fa piacere.

I discreti fiorellini bianchi danno un ultimo tocco romantico.

Strategie: Si può preparare il cous cous in anticipo e condirlo al momento di servire.

Variazioni sul tema: La rucola ha un sapore molto deciso che non si sposa facilmente con altri ingredienti. Si potrebbe tentare della cipollina fresca per dare ancora più tono oppure, al contrario, smorzarla con altre insalate dolci come la lattuga o la valeriana.

Vino: Riesling dell’Oltrepò Pavese

La rucola fiorita. Questa è coltivata, perchè quella selvatica ha fiorellini gialli

rucola fiorita