La zuppa di pesce di Santorini


 

Cari amici che mi leggete e commentate e mi fate tanta compagnia, devo scusarmi per la mia latitanza sia qui che nel leggere i vostri post.

Quando ho scritto l’insalata greca, che in quel frangente intendevo un misto di quello che avevo visto in viaggio, qualcuno si è giustamente lamentato perchè aspettava una ricettina, che non c’era. Beh, l’insalata greca è presto fatta: pomodori, cetrioli, cipolla, feta, olio, origano: tutto rigorosamente greco e, se non è greco, tutto rigorosamente sceltissimo e buono. Un’insalata così, perfetta dopo una giornata torrida, anche se semplice, è una vera prelibatezza.

Detto questo, sappiate che non sono ancora riuscita a cucinare niente di greco, nè di buono, ultimamente; fa troppo caldo e sto lontana dai fornelli più che posso.

Per farmi perdonare, vi lascio la ricetta di questa squisita zuppa di pesce che ho assaggiato a Santorini. Molto diversa dalle zuppe nostrane, ha il pregio di esaltare in modo particolare il sapore del pesce. Non posso raccontarvi la mia versione perchè, come dicevo, non ho ancora provato a farla. Ho però acquistato, proprio a Santorini, una simpatica raccolta di ricette dove compare anche una zuppa che mi sembra proprio possa essere lei.

Buon appetito a chi vorrà cimentarsi. Io vado a cercare dove si è nascosta la mia voglia di cucinare 😉

 

Torta salata di riso


torta di riso classica

Ancora una ricetta che, in casa mia, è un classico, e mi stupisco di non averla proposta prima.
Può essere un piatto antispreco, in quanto gli ingredienti sopportano bene di essere cambiati o integrati con qualcosa di analogo. E’ sicuramente un piatto adatto alla stagione perché, pur essendo molto nutriente, si presta bene a essere trasportato (magari in spiaggia), è buono sia caldo che freddo, e si conserva bene per qualche giorno.
Gli ingredienti per una torta si circa 23-25 cm. di diametro:
300 grammi di riso
• ½ litro di latte
• ½ litro d’acqua
• 1 cucchiaino di sale
• 150 grami di prosciutto cotto
• 2 mozzarelle confezionate
• 2 uova
• 4 cucchiai di Parmigiano grattuggiato
• Maggiorana
• Poco pangrattato
Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 20 minuti + 30 – 40 minuti in forno

Mettete sul fuoco il latte con l’acqua e il sale, una volta a bollore versate il riso, e lasciate cuocere mescolando di tanto in tanto. Non serve assaggiare, è pronto quando la consistenza è quella di una crema molto morbida.
Intanto tagliate più o meno a dadini sia il prosciutto cotto che le mozzarelle e aggiungeteli al riso appena pronto. In questo modo si raffredderà, e si potranno mettere anche le uova senza rischio di strapazzarle.
Infine, aggiungete il Parmigiano grattuggiato, qualche pizzico di maggiorana a piacere e rimescolate molto bene. Assaggiate per il sale, io non ne aggiungo altro di solito.
Accendete il forno a 200°
Trasferite il composto in un tegame foderato di carta forno bagnata e ben strizzata, livellate, cospargete di pangrattato e mettete in forno a gratinare e a rapprendersi.
Aspettate una decina di minuti prima di servirlo, l’interno è bollente.
Variazioni sul tema: Come è intuibile, al posto del prosciutto cotto si può usare la mortadella o la coppa, mentre al posto o in aggiunta alle mozzarelle si può scegliere lo stracchino, la fontina, l’emmenthal, un formaggio fondente.
E’ ottima calda, ma è altrettanto buona appena riscaldata al forno microonde, oppure a temperatura ambiente.
Non saprei dire se è un primo piatto o un secondo, io la uso come mi fa più comodo.

Il consiglio di lettura rappresenta il mio primo incontro sia con l’autore che con il personaggio: “Gli arancini di Montalbano” di Andrea Camilleri. Sempre di riso si tratta.

Gli arancini di Montalbano

Torta salata allo yogourt e alle foglie di rapanello


 

torta salata con foglie di ravanello

Questa torta mi ha riempita di soddisfazione! Quando si acquistano i rapanelli, di solito si pagano a mazzo, e spesso si buttano le foglie. Non questa volta! Ne ho comprati tre mazzi, che avevano foglie freschissime, ben tese, dalla superficie leggermente lanuginosa.
Ho staccato i rapanelli e li ho conservati per consumarli, crudi, in insalata, ma con le foglie ho preparato questo buonissimo, ed economico, piatto.
Gli ingredienti per una teglia del diametro di circa 22 cm.:
3 mazzi di rapanelli, solo le FOGLIE
• 1 rapanello per decorare
• 1 piccola cipolla
• 3 uova
• 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
• 2 cucchiai di olio evo
• 1 vasetto di yogourt
• Sale
• Semi (di zucca, di girasole …) a piacere
Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 25 minuti

foglie di rapanelloIl procedimento è il solito delle torte salate di verdura: dopo aver ben lavato e tagliuzzato le foglie con il coltello di ceramica, le ho saltate nell’olio con una piccola cipolla affettata finemente, finchè non le ho viste ben appassite. Ho salato durante la cottura.
Ho acceso il forno, statico, a 180°
Ho sbattuto le uova con lo yogourt, il parmigiano, ancora un pochino di sale e i semi (facoltativi, servono a dare un po’ di croccantezza al composto).
Ho aggiunto le foglie di rapanello e la cipolla, mescolando bene.
Ho versato il tutto in una teglia leggermente unta e, con un rapanello affettato, ho disegnato una piccola decorazione – e una nota di colore.
Ho messo in forno finchè la superficie non si è presentata ben dorata e gonfia.
Fidatevi, è molto buona! Le foglie di rapanello hanno un sapore delicato, appena piccante, che rende questa torta un pochino diversa dai solito sapori, senza però rivoluzionarli.
Strategie: Le foglie di rapanello appassiscono in fretta, vanno quindi lavorate al più presto.
L’uso dello yogourt, al posto di un formaggio cremoso, rende questo piatto adatto anche per chi è intollerante al lattosio.
Variazioni sul tema: Per rendere questo piatto ancora più “antispreco”, al posto della cipolla si possono usare le parti più scure di un porro o di un cipollotto.

Il consiglio di lettura è “Sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli. Dopo averlo letto, il mondo comincerà ad apparirvi un po’ diverso

sette brevi lezioni di fisica

Frittata con porri e fave di cacao


frittata porri e fave di cacao

Una semplicissima frittata cotta al forno, che presenta l’incontro di due ingredienti solo apparentemente estranei.

Le fave di cacao, di solito associate a ricette dolci, sono in realtà amare, persino vagamente acide

Il porro, che invece utilizziamo per ricette salate, una volta cotto ha un sapore dolcissimo

E l’accostamento rivela un sapore nuovo, pieno.

Gli ingredienti:

  • 2 porri
  • 1 bella manciata di fave di cacao
  • 4 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti + 30 minuti in forno

Ho pulito i porri eliminando le estremità e conservandone quanto più possibile, li ho tagliati a rondelle, li ho messi in un tegame con l’olio e qualche cucchiaio di acqua e li ho fatti cuocere su fuoco dolce, mescolandoli spesso per disfarli.

Intanto, nel mixer, ho tritato le fave di cacao

Ho acceso il forno statico a 180°

In un piatto ho sbattuto le uova con la ricotta, ho salato leggermente e completato con il Parmigiano grattuggiato. Ho aggiunto i porri e le fave di cacao tritate, miscelato bene il tutto e travasato in un tegame da forno appena unto (in realtà io ne ho usato uno in silicone, che non richiede nessuna preparazione).

La frittata è pronta dopo circa mezz’ora, quando si presenta ben dorata e gonfia

E’ un secondo piatto, ma tagliata a porzioni più piccole diventa un antipasto o un accompagnamento per l’aperitivo, visto che è ottima anche fredda (come ogni frittata!)

Strategie: Si possono cuocere i porri in anticipo. Del porro, si può utilizzare (anche) la parte più scura, e meno tenera: avrà solo bisogno di cuocere un po’ di più.

Vino: Vermentino di Gallura

Il consiglio di lettura è “Cioccolata a colazione” di Pamela Moore. Pubblicato nel 1956, anticipa le esigenze femminili di trovare un posto nel mondo, slegato dai tradizionali doveri materni e famigliari.

cioccolata a colazione

 

Spinaci e uova gratinati al forno


Mi accorgo con stupore di non aver ancora inserito uno dei miei piatti preferiti. Un piatto che preparo con una certa regolarità non solo perché mi piace, ma perché è semplice, leggero, veloce e … non si sporca quasi niente!

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 1 kg. di spinaci
  • 4 uova (o più)
  • 1 noce di burro
  • 4 cucchiai di Parmigiano reggiano grattuggiato
  • Cannella e/o noce moscata
  • Sale

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 10-15 minuti

Prima di tutto bisogna preparare gli spinaci: io li privo della radice e li lascio a bagno in acqua fredda per una decina di minuti, di modo che il terriccio eventualmente ancora presente tra le foglie cominci a staccarsi. Poi li sciacquo più volte, finchè l’acqua non risulta perfettamente pulita.

Li trasferisco, grondanti, in una pentola e li faccio cuocere. Infine scolo un po’ dell’acqua in eccesso, se è troppa, faccio evaporare la rimanente, aggiungo la noce di burro e li faccio ben insaporire. Metto il sale durante la cottura.

Accendo il forno statico a 180°

Trasferisco gli spinaci, cotti e rosolati nel burro, in un tegame da forno, e li sistemo in modo da creare quattro incavi, all’interno dei quali rompo le uova.

Sopra le uova metto una bella cucchiaiata di Parmigiano grattuggiato e una spolverata di cannella o di noce moscata.

Passo in forno finchè l’albume non è ben rappreso, e servo immediatamente, caldissimi.

Strategie: Si possono preparare gli spinaci in anticipo e usarli anche freddi

Variazioni sul tema: Un piatto più ricco prevede qualche fiocchetto di burro sulle uova, o qualche pezzetto di formaggio filante – anche un avanzo. In alternativa agli spinaci, verdura invernale, vanno bene tutte le verdure a foglia verde: agretti, cicoria, bietole …

Una versione “mini”, con le uova di quaglia, diventa un perfetto antipasto.

Nella sua estrema semplicità, è un piatto molto buono, di bell’effetto, e offre il piacere di gustare il tuorlo dell’uovo semiliquido, per succulente scarpette, senza però essere fritto.

Piero della Francesca, “Pala Montefeltro”, particolare

Il consiglio di lettura è “Piccolo uovo” di Francesca Pardi e Altan, un libro per i più piccoli edito da “Lo Stampatello”, casa editrice che, con i suoi testi, si propone di spiegare inmodo semplice e immediato temi come l’omogenitorialità e l’omoaffettività

piccolo uovo