Zuppa orientale di lenticchie e spinaci

Con i primi caldi la voglia delle zuppe tradizionali si calma un po’. Non nel mio caso, che amo consumarle tutto l’anno, e al massimo le servo meno bollenti.

Recentemente ho provato questa versione, leggermente piccante, e penso che possa essere apprezzata da tutti, e tutto l’anno.

Ingredienti per quattro persone:

  • 250 grammi di lenticchie già lessate (anche in scatola)
  • 1 bella manciata di foglie di spinaci
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaio di curry
  • ½ cucchiaio di curcuma
  • 300 ml. circa di latte di cocco
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Coriandolo tritato (o prezzemolo)
  • Sale

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti, con lenticchie già lessate

Prima di tutto ho pulito le foglie di spinaci, sciacquandole più volte in acqua fredda, le ho scolate e spezzate con le mani.

Ho affettato la cipolla, ho pulito gli spicchi d’aglio, e ho rosolato tutto nell’olio, dolcemente, per alcuni minuti. Ho aggiunto il curry e la curcuma e, mescolando, ho amalgamato bene tutto. Ho aggiunto le lenticchie e gli spinaci, ho fatto insaporire tutto nel fondo di cottura e ho terminato con il latte di cocco. Ho fatto cuocere ancora per una decina di minuti a pentola scoperta. Quando il tutto è risultato leggermente cremoso, ho assaggiato per regolare il sale, ho spento il fuoco e terminato con qualche pizzico di coriandolo tritato.

E’ un primo piatto gustoso, leggerissimo e corroborante, perfetto se servito tiepido. Il sapore pieno e morbido delle lenticchie ben si abbina con i caratteristici profumi mediorientali del curry e della curcuma, senza che uno prevarichi sull’altro. Forse è il latte di cocco che mette tutti d’accordo?

La bellezza del curry, miscela di spezie diverse e di colori diversi

E la lettura? Vista l’ispirazione mediorientale, suggerisco un altro libro che ho amato molto, “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi

Insalata di rinforzo, versione 2016

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Da quando ho scoperto l’insalata di rinforzo, piatto napoletano a base di cavolfiore e verdure tipico delle festività natalizie, la preparo ogni anno. E’ perfetta per la cena della vigilia, in quanto rispetta i principi del piatto magro, e se ne avanza, è ancora più buona nei giorni successivi, ed è comodissima per chi vuole fare solo uno spuntino dopo una libagione un po’ più impegnativa.

Questa versione, che ho appena sperimentato, si discosta un pochino dal piatto classico, secondo me in positivo, quindi ve la propongo.

Gli ingredienti, in proporzione:

  • 1 cavolfiore di media grandezza (il mio era viola, ma va bene anche bianco o verde)
  • 50 grammi circa di gherigli di noce
  • 3 cucchiai di capperi sotto sale, ben sciacquati
  • 3 cucchiai di aceto
  • 1 cucchiaino di aceto balsamico
  • 3 falde di pomodori secchi
  • Qualche stelo di erba cipollina
  • 6 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti

Ho liberato il cavolfiore dalle foglie, l’ho diviso in cimette (ovviamente ho conservato il torsolo per un’altra ricetta) e l’ho messo a bagno in acqua dove ho sciolto una piccola manciata di sale fino. Questa operazione favorisce l’uscita di eventuali piccoli insetti nascosti. L’ho lasciato a bagno circa un quarto d’ora, poi l’ho cotto a vapore.

Intanto, ho preso una bella ciotola e l’ho sfregata internamente con lo spicchio d’aglio. Sul fondo, ho emulsionato l’olio con i due aceti, sale e pepe, ho aggiunto i capperi e i pomodori secchi tagliati a pezzettini, l’erba cipollina tagliuzzata.

Ho tostato le noci in un padellino: sono pronte quando cominciano a emanare il loro profumo.

Appena il cavolfiore è stato cotto al dente, ancora caldo l’ho trasferito nella ciotola, ho rimescolato accuratamente e completato con le noci.

Avete già fatto l’albero? A Rio de Janeiro lo fanno così

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Troffie natalizie

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E’ stato davvero un caso se questo piatto si è presentato, una volta pronto, con i colori del Natale, e quindi è con questo spirito che lo presento. La ricetta è semplice, tutt’altro che originale, ma è pur sempre un condimento leggero e appetitoso, gradito in qualunque momento, anche durante le feste, nei giorni intermedi in cui non sono previsti i più classici e canonici piatti della tradizione.

Ingredienti per quattro persone:

  • 500 grammi di troffie secche
  • 200 grammi di cime di rapa
  • 4-5 pomodori secchi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino (facoltativo)
  • 4-5 giri di olio evo
  • Sale

Prima di tutto ho pulito le cime di rapa, cercando di conservare più possibile anche delle coste, che sono più dure, e sciacquandole ripetutamente nell’acqua pulita. Le ho lessate in pochissima acqua, ben scolate e tagliuzzate.

Ho messo sul fuoco l’acqua per la pasta.

Ho fatto soffriggere a fuoco dolcissimo lo spicchio d’aglio e il peperoncino nell’olio, ho aggiunto le cime di rapa e le ho fatte ben insaporire. Intanto ho fatto cuocere le troffie e, quando sono state quasi pronte, ho aggiunto al condimento i pomodori secchi tagliati a pezzettini.

Ho scolato le troffie e le ho saltate nel condimento qualche minuto. Ho servito a parte il parmigiano grattuggiato.

Strategie: Le cime di rapa si possono preparare in anticipo. Io, per esempio, ho usato un avanzo di un’altra preparazione.

Variazioni sul tema: Mi sono resa conto degli squillanti colori natalizi solo nel momento in cui ho impiattato la pasta. Si potrebbe intensificare l’effetto festivo con l’aggiunta di qualche pinolo.

Vino: Vernaccia di San Gimignano

 

Cous cous alla rucola

cous cous alla rucola2

Da anni rincorro il sogno di farmi un po’ di orto sul balcone di casa, immaginando una raccolta abbondante di profumate insalate e rossi pomodori; un progetto tutt’altro che difficile, visto che molti tra i miei amici ci sono riusciti. Tra questi, il mio adorato Zio Burp, che qui racconta gli esordi del suo orto e che mi ha già omaggiata delle prelibatezze coltivate direttamente dalle sue manine.

Tutto questo per dire che, al momento, l’unico mio successo si limita a un vasetto di rucola, peraltro molto gustosa e che mi riempie di soddisfazione per la generosità con cui si rinnova dopo ogni taglio. Così è nata l‘idea di questo fresco cous cous, che ho potuto persino decorare con i fiorellini della rucola stessa.

Gli ingredienti per quattro – cinque persone:

  • 250 grammi di cous cous precotto
  • 1 bel mazzo di rucola appena tagliata (eh eh …)
  • 6- 7 pomodorini maturi
  • 3 – 4 pomodori secchi
  • 1 manciata di olive verdi, meglio se denocciolate
  • Olio evo secondo i gusti e la necessità del cous cous

Tempo di preparazione: mezz’ora circa

Devo spiegarlo? Per il cous cous, visto che non abitiamo in Tunisia, meglio seguire le spiegazioni sulla confezione: di solito si tratta di far assorbire del liquido e condire con olio o burro, con un procedimento che non porta via più di una decina di minuti.

Si lavano e tagliano tutte le verdure in pezzi piccoli (io ho tagliato anche le olive), si mescolano al cous cous e si condisce con del buon olio extravergine di oliva, in quantità non troppo abbondante, secondo me.

La rucola ha un sapore intenso e riconoscibile, ma pomodori freschi e secchi l’addolciscono molto, mentre le olive offrono un tocco sapido che, soprattutto con il caldo, fa piacere.

I discreti fiorellini bianchi danno un ultimo tocco romantico.

Strategie: Si può preparare il cous cous in anticipo e condirlo al momento di servire.

Variazioni sul tema: La rucola ha un sapore molto deciso che non si sposa facilmente con altri ingredienti. Si potrebbe tentare della cipollina fresca per dare ancora più tono oppure, al contrario, smorzarla con altre insalate dolci come la lattuga o la valeriana.

Vino: Riesling dell’Oltrepò Pavese

La rucola fiorita. Questa è coltivata, perchè quella selvatica ha fiorellini gialli

rucola fiorita

Patate croccanti nel pangrattato

patate pangrattato

Ho preparato le patate croccanti tutta la vita, sempre con la stessa ricetta, poi mi è arrivato un suggerimento apparentemente banale e … voila! Tutto un altro risultato. Provare per credere.

Gli ingredienti sono subordinati alla quantità di patate che si vuole preparare, e non è difficile regolarsi a occhio. In ogni caso servono patate, ovviamente, olio di semi di mais per friggere, pangrattato e sale grosso. Serve anche una bella padella capiente.

Ho preparato una ciotola di acqua fredda, ho sbucciato le patate, le ho lavate bene e man mano le ho messe a bagno. Le ho quindi riprese per tagliarle a tocchetti (ma si possono fare anche bastoncini o spicchi, l’importante è che non siano troppo sottili), conservandole sempre nell’acqua.

Ho scaldato un bel dito d’olio nella padella e, quando è stato caldo, ho trasferito le patate precedentemente asciugate. Le ho fatte cuocere con una frittura leggera, mescolandole spesso, facendo attenzione che si ammorbidissero in modo uniforme e infine acquisissero una bella crosticina dorata.

Quando sono state pronte, le ho scolate dall’olio, che ho gettato. Sul fondo della padella ho messo qualche pizzico di sale grosso e due o tre cucchiai di pangrattato. Ho fatto tostare il tutto velocemente su fiamma vivace, mescolando in continuazione: mentre il sale si scioglieva, il pangrattato si tostava (l’attenzione è indispensabile per evitare che, invece, bruci). Infine ho rimesso le patate e le ho amalgamate bene con questa croccante rifinitura.

Pochi minuti di lavoro in più rispetto a un piatto di normali patate croccanti, ma un sapore e una consistenza diverse e nuove.

Strategie: Si possono friggere le patate in anticipo, conservandole su carta assorbente

Variazioni sul tema: Le patate possono essere insaporite a piacere, con aglio, rosmarino, spezie come il curry e la curcuma, o ancora altre erbe a piacere.

Vino: Freisa

Albert Samuel Anker – La piccola pelatrice di patate

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